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AERONAUTICA MILITARE / CON L´AQUILA SUL CUORE E LO SGUARDO AL CIELO

Pubblicato da: Categoria: Copertina

21
DIC
2017

“Per l’ampio spazio a saettar insegno” è il motto riportato sullo stemma del 61° Stormo di Galatina, in provincia di Lecce, aeroporto dell’Aeronautica Militare italiana. Poche significative parole e l’aquila con le ali aperte, tese a proteggere gli aquilotti, descrivono perfettamente il cuore e la professionalità dei piloti militari che qui svolgono la propria missione

Assistere alla realizzazione di un sogno può essere emozionante quasi quanto viverla da protagonista. Questa affermazione sembrerebbe assurda ma chi, come me, ha avuto il privilegio di assistere almeno una volta alla cerimonia di consegna delle “Aquile Turrite” di pilota militare, comprenderebbe il senso delle mie parole.
Gli scorsi 29 e 30 novembre ho avuto il piacere di assistere a due eventi: il primo più informale, meglio noto come “Assignment”, consistente nell’assegnazione dei velivoli ai piloti selezionati per volare sui mezzi a più elevate prestazioni; il secondo, la “Graduation”, prevede la consegna dei brevetti di Pilota Militare.
Si concludeva una delle fasi di addestramento di sei ufficiali dell’Aeronautica Militare italiana e due della Kuwait Air Force (KAF), nell’unica scuola di volo in Italia che rilasci i brevetti di pilota militare ai “Fighters”, ovvero ai piloti selezionati per volare sui velivoli a più elevate prestazioni.
La base militare di Galatina dipende dal Comando delle Scuole dell’Aeronautica Militare/3^ Regione Aerea di Bari (CSAM/3^RA) ed è stato proprio il Generale di Squadra Aerea Umberto Baldi, Comandante del CSAM/3^RA, che ha appuntato la prima “Aquila Turrita” sul petto del primo classificato del corso.
Visibilmente commosso, il Generale Baldi durante il discorso ufficiale, ha dichiarato di provare un’emozione particolare in quel contesto poiché egli stesso, qualche anno fa, aveva selezionato i neo-piloti per l’Accademia Militare. Dagli occhi del Comandante del CSAM/3^RA traspariva la fierezza di appartenere all’Aeronautica Militare, l’orgoglio di aver compiuto una serie di missioni militari, per le quali è stato insignito di alcune delle più importanti onorificenze, e la passione tipica di ogni pilota.
Quella degli aviatori è la categoria che ho sempre ammirato di più. Ritengo che occorra molto coraggio, lucidità e spirito di sacrificio, oltre che passione, per svolgere una missione così pericolosa. Bisogna possedere doti fisiche e psicologiche ben precise ed essere temprati per salire su un velivolo a diverse migliaia di piedi di quota, in pochissimi minuti, per difendere la propria nazione. I loro sguardi infondono la serenità e la sicurezza degli uomini che hanno raggiunto una grande saggezza e che hanno accumulato molta esperienza di vita, sebbene siano ancora giovani.
Il Generale Baldi, durante il discorso di apertura, ha invitato i neo-piloti ad essere innanzitutto uomini onesti, leali e forti e a incarnare tutti quei valori e ideali che sembrano via via scomparire dalla società attuale. Insomma ha esortato loro ad essere uomini e ufficiali esemplari.
La medesima emozione si leggeva sul volto del Comandante del 61° Stormo, il Colonnello Pilota Luigi Casali, che ha salutato coloro i quali erano intervenuti alla cerimonia e ha appuntato l’”Aquila Turrita” al secondo classificato del corso.
Come ho detto, ho avuto il privilegio di prendere parte a quella che, a mio parere, è stata la cerimonia più emozionante alla quale abbia mai assistito in ambiente aeronautico, del quale ho una certa conoscenza per via dei miei natali: l’”Assignment”.
Dopo tanto rigore, lavoro, studio e abnegazione si crea un forte legame tra piloti ed istruttori. Qualunque uomo degno di questo nome non può restare indifferente mentre sta formando tecnicamente e plasmando militarmente un ragazzo. Si tratta di un compito arduo e di elevata responsabilità, poiché è in gioco la vita di entrambi e la difesa della nazione. Tutti questi sentimenti trovano espressione e raggiungono il massimo del “pathos” nei pochi secondi che precedono il verdetto, ovvero l’assegnazione del velivolo sul quale compiranno le future missioni.
All’inizio della serata, le cui fasi si sono succedute seguendo un tema che fungeva da filo conduttore, il clima era disteso. Gli istruttori hanno mostrato delle diapositive mettendo in evidenza per celia alcune caratteristiche peculiari dei propri allievi. Successivamente i piloti hanno evidenziato, sempre scherzosamente, gli aspetti più simpatici e le particolarità dei loro addestratori, suscitando a più riprese l’ilarità dei presenti.
Il clima è cambiato improvvisamente quando si è giunti al momento topico della serata: è calato il silenzio e l’emozione e l’adrenalina erano al massimo. Il pilota si posizionava al centro della sala con le spalle rivolte verso uno schermo enorme, sul quale veniva proiettata l’assegnazione del velivolo, e l’istruttore, di fronte, prendeva la testa dell’allievo tra le sue mani posandola sulla propria spalla e stringendolo a sé negli istanti di alta tensione che precedevano il verdetto. Ebbene sì, proprio di un verdetto si trattava, infatti nello spirito goliardico della serata, ogni assegnazione veniva preceduta dai commenti scherzosi di un istruttore che mimava il giudice in un’aula di tribunale. Nel momento esatto in cui compariva l’aereo sullo schermo, tutti i piloti correvano travolgendo letteralmente il compagno in un abbraccio che dimostrava tutto l’affetto e la gioia per il risultato e scaricando così tutta la tensione accumulata sino all’attimo precedente.
Momenti indimenticabili sia per il protagonista, che si riprendeva dalle dimostrazioni festose dei colleghi con gli occhi rossi per la commozione, che per chi assisteva. Quando la passione è reale e il risultato si è raggiunto con tanta fatica, sacrificio e abnegazione, le emozioni di chi consegue uno dei risultati più ambiti della propria vita non si possono contenere e fuoriescono come un fiume in piena, coinvolgendo chiunque circondi il protagonista di questo meraviglioso momento.
Finora chi ha deciso di intraprendere la carriera di pilota dell’Aeronautica Militare lo ha fatto o perché figlio o nipote di pilota o per passione innata. L’apertura ai ragazzi, invece, potrebbe permettere a molti di scoprire l’amore per questa “missione”, poiché non si può parlare di lavoro semplicemente. Organizzare delle visite o coinvolgere i ragazzi durante la cerimonia più “umana”, così come mi piace definirla, dell’”Assignment” e quella più formale ma altrettanto commovente della “Graduation”, o consegna dei brevetti, potrebbe costituire un momento di riflessione per alcuni, al punto da indurli a decidere di dedicare la propria vita all’Aeronautica, rivelando sentimenti e valori come l’amor di patria e il coraggio.
Ho appreso dal comunicato stampa che i pugliesi dovrebbero essere orgogliosi di ospitare il 61° Stormo situato a Galatina, una base addestrativa che contribuisce a realizzare una Forza Armata sempre più al servizio del Paese. È l’unica scuola di volo in Italia che rilasci il brevetto di pilota militare ai “Fighters”, ossia i piloti selezionati per volare su velivoli a più elevate prestazioni avioniche ed aerodinamiche. Ormai la base salentina è un punto di riferimento, sia nazionale che internazionale, per l’addestramento al volo, difatti attualmente ospita piloti provenienti dall’Argentina, dall’Austria, dalla Francia, dalla Grecia, dal Kuwait, dall’Olanda, dalla Polonia, dalla Spagna e dagli Stati Uniti. Sei piloti dell’Aeronautica Militare polacca (Polish Air Force o PlAF) hanno infatti ricevuto gli attestati di frequenza del corso sul velivolo T364. Questi ultimi si sono qualificati a Galatina per svolgere la funzione di istruttori di volo sull’addestratore di fabbricazione italiana, acquistato recentemente dalla Polonia.  
Riporto fedelmente una considerazione del Comandante Luigi Casali: ”La cerimonia rappresenta l’ennesima conferma di quella predisposizione internazionale da tempo espressa e sicuramente apprezzata e riconosciuta anche al di fuori del contesto NATO-Unione Europea. Si tratta di una vocazione che risale ai primi anni ’50 e che oggi la scuola di volo di Galatina rinsalda con sempre maggiore forza e convinzione”.
Aggiungerei che il 61° Stormo, anzi l’Aeronautica in generale, pur non tradendo i principi di segretezza propri della missione, dimostra una maggiore e sapiente apertura anche a livello nazionale. Accoglie nelle proprie basi associazioni e civili, aprendosi al mondo borghese e svelando di avere anch’essa un cuore grande e un’umanità degna di quei valori di nobiltà e coraggio che per sua natura incarna.  
Auspico che, nell’immediato futuro, questa fusione tra mondo militare e civile, coinvolga e attiri sempre di più i giovani. L’Aeronautica mantiene sempre vivi i valori etici e morali che rendono un uomo e, oggi con la presenza delle figure femminili nel mondo militare, anche le donne, degne di essere definite tali. I ragazzi della società attuale hanno bisogno di una impostazione rigorosa, non solo a livello morale, anche e soprattutto a livello educativo. E’ necessario che imparino che nella vita nulla è dovuto, ma che va conquistato con il sacrificio e l’abnegazione; pertanto ritengo che il loro approccio all’Aeronautica Militare potrebbe costituire un momento formativo e di grande crescita per ogni giovane.
Spero che la locuzione latina che appare sotto lo stemma araldico dell’Aeronautica Militare: “Virtute siderum tenus”, che tradotta significa “Con valore fino alle stelle”, diventi una virtù radicata nel cuore delle giovani generazioni, affinché rivalutino i nobili principi che hanno reso grande la nostra Nazione.



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