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Nuovi eroi/NADIA TOFFA: "HO AVUTO IL CANCRO!"

Pubblicato da: Categoria: Copertina

15
FEB
2018

 Ricorderete la gara di solidarietà legata alle magliette “Je jesche pacce pe’ te!”, grazie alla quale sono stati assunti due specialisti per Pediatria oncologica al SS. Annunziata di Taranto. Domenica scorsa l’annuncio della notizia che ha stravolto i tarantini

Ore 21.30 di domenica 11 febbraio 2018. Nelle case della maggior parte degli italiani si commentano ancora i risultati di Sanremo e si continua a tenere le televisioni sintonizzate sui canali della Rai. Ma a Taranto non è così. C’è stato una sorta di tam-tam sui social o via telefono: “Su Italia 1, tra qualche minuto, andrà in onda “Le Iene”, programma trasversale che, fra il serio e il faceto, mette a nudo tante verità”. I tarantini non possono mancare all’appuntamento perché sanno che sta per tornare in tv Nadia Toffa, ormai adottata dall’intera popolazione per quanto si sia battuta, fino a prima di ammalarsi, per Taranto.
Ricorderete la gara di solidarietà legata alle magliette “Je jesche pacce pe’ te!”, in virtù della quale, sono stati assunti due specialisti per Pediatria oncologica al SS. Annunziata.
La storia. Tutto partì dal Mini Bar e da un incontro con la presentatrice. Furono raccolti trecentotrentasettemila euro. Un vero miracolo. Taranto non ha mai smesso di ringraziare le Iene, soprattutto Nadia Toffa e quanti sono spesi per questa nobile causa come Ignazio D’Andria ed Enzo D’Andria con gli amici del loro Mini Bar di piazza Gesù Divin Lavoratore e l’associazione Arcobaleno.
Una gara di solidarietà per sconfiggere il male che è partita dal quartiere Tamburi, praticamente situato nella zona industriale. Ogni giorno, da queste parti, c’è chi piange la scomparsa di un proprio caro. Storie drammatiche che vedono protagonisti, in negativo, donne e bambini, come le maggiori vittime di un male che non perdona.
 «Nessuno tocchi Nadia!». Questo il grido della popolazione. Ed invece, chi ha dichiarato guerra alla biondina televisiva è stato proprio il male che, negli ultimi mesi, l’aveva fatta sparire dalla tv. Si era pensato ad un problema serio ma di diversa natura, la sera del 2 dicembre, quando Nadia svenne in un albergo di Trieste.
Torniamo a domenica 11. Silenzio assoluto nella case dei tarantini. Tutti incollati alla tv: parla Nadia.
 “Sono emozionata mi prendo un paio di minuti per dire delle cose importanti, per raccontare di questi due mesi. Ho preso anche appunti perche ve le voglio dire tutte le cose che mi sono successe. Ho avuto il cancro! Il mio svenimento era dovuto a quello. Ho fatto la chemioterapia e la radioterapia dopo l’operazione. Mi hanno tolto il cento per cento di quel cancro, ma ho fatto le terapie preventive perché poteva essere rimasta una cellula malata. Non ho mai detto nulla a nessuno, solo alla mia famiglia. Ho portato tutto dentro, ed alla gente che mi chiedeva come stessi, dicevo: ‘Tutto bene...'  ed era la verità. Ho vissuto tutto con il sorriso. La data in cui è finito tutto è il 4 febbraio. Oggi indosso una parrucca, ed è più bella dei miei capelli. Continuate a sorridere sempre, perché la vita è una. Lo dico a tutte le persone che si trovano nella mia situazione. Sorridete, andate avanti, perché non vale la pena abbattersi. Ora sono tornata, sto benissimo, e se avete qualche cosa da dirmi, su un servizio, oppure su una cosa che a voi non sta bene, ditemelo... sono sempre io, Nadia Toffa. Non trattatemi come una che ha avuto il cancro, perché siamo persone normali, che hanno sconfitto o cercano di sconfiggere questa bestia. Siamo uguali a prima, anzi... siamo Eroi che hanno combattuto una guerra. Quindi siamo persone migliori.”
 Immaginiamo che, in quel momento, l’intera città abbia gridato “Je jesche pacce pe’ te!”. Prima il gelo (noi compresi), poi la buona notizia del suo stato di salute ora ottimale. Poi racconta, sempre col sorriso: ‘Non bisogna vergognarsi, neppure della parrucca. Come questa che indosso’. Ci sono stati momenti molto difficili. Ho perso i capelli ed ho pensato ad una bambina di Taranto, Gabriella. Ho pensato a Gabriella, se ce l’ha fatta lei, ce la posso fare anche io. Vi chiedo tanta normalità e di continuare a prendermi in giro. Non trattateci da malati, siamo dei guerrieri. Ho sorriso alla vita e Gabriella è venuta in mio soccorso”.
 A Taranto, da domenica  non si parla d’altro. Ma la cosa che più colpisce è che sia stata lei destinataria della stessa sofferenza per la quale si sia battuta per arginarla. Misteri della vita. Ancora grazie Nadia, Taranto è tua.
 



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