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Vanessa Liberto/Chi balla con Bolle

Pubblicato da: Categoria: Copertina

8
MAR
2018

Da Martina Franca a RaiUno, passando per La Scala. Dopo inizi non facili, la carriera della giovane ballerina allieva di Rossella Brescia è in continua ascesa. E dopo lo show con Roberto Bolle, chissà che non la vedremo presto nuovamente in tv

È raro che la sera guardi la televisione. Spesso faccio altro, mangio fuori o leggo un buon libro. Quando ho saputo che avrebbero dedicato la prima serata di RaiUno a Roberto Bolle, tuttavia, ho fatto un’eccezione e mi sono sintonizzata sul canale, mettendomi comoda a gustarmi lo show. Programmi dedicati alla danza, alla danza vera intendo e non agli stacchetti da velina, quasi non ne esistevano. Ho apprezzato dunque l’esperimento della Rai, di portare una forma d’arte così elitaria sul piccolo schermo. È stato un tentativo di porre all’attenzione delle masse qualcosa che generalmente si vede a teatro, magari a pagamento.
E devo dire che questo salto nel vuoto è stato premiato con un discreto share, poiché la trasmissione è stata seguita da tantissime persone di tutta Italia. In Puglia, e in particolare a Martina Franca, c’era una ragione in più per vederla. Non si era solo desiderosi di veder danzare quel bronzo di Riace di Bolle per un paio d’ore. L’attenzione dei martinesi era concentrata anche sul corpo di ballo alle sue spalle. File di leggiadre ballerine provenienti dal Teatro La Scala, in cui figurava anche la giovanissima e talentuosa Vanessa Liberto.
Allieva della scuola di Rossella Brescia, da qualche mese è entrata a far parte del prestigioso teatro milanese. Da lì alla tv, per Vanessa, il passo è stato davvero breve. Un piccolo pas de burrée, insomma.

Vanessa, è stato emozionante apparire in tv al fianco del grande Roberto Bolle?
«Un sogno che si avvera. È stata la mia prima volta davanti alle telecamere ed è stata dura, all’inizio, perché completamente diverso dal teatro, da ciò a cui sono abituata. È stato sicuramente molto impegnativo, ma allo stesso tempo molto soddisfacente. E poi, stare accanto a una star di livello internazionale come Roberto Bolle è stato indescrivibile».

Eppure i tuoi primi passi nel mondo della danza li hai mossi accanto a un’altra grande star.
«A Rossella Brescia devo molto, tutto, direi. È grazie a lei, e naturalmente anche alla mia famiglia, che sono arrivata dove sono adesso. Rossella è stata per me una fenomenale maestra di danza, ma soprattutto una maestra di vita. Mi ha formato dal punto di vista tecnico e mentale, mi ha preparato ad affrontare questo mondo con tutte le sue difficoltà».

Qual è l’insegnamento più grande che hai ricevuto da lei?
«Mi ha sempre detto che ci vuole una grande costanza per fare questo mestiere, che non bisogna mai mollare, anche quando diventa troppo impegnativo, troppo difficile. È un lavoro che ti porta a fare dei sacrifici, ma Rossella mi ha sempre detto che ogni lacrima si trasforma in un sorriso, ed è questo che mi ripeto quando sono stanca. Che il sacrificio che sto facendo verrà ripagato da una grande soddisfazione».

Qual è la difficoltà maggiore che stai incontrando?
«La lontananza dalla mia famiglia, direi. A settembre sono andata via da Martina, per trasferirmi a Milano e non è facile vivere da sola, così distante da casa. Ma so che è la mia strada e che i miei genitori ne sono felici, quindi il loro appoggio mi dà la forza».

È stata dura entrare a La Scala?
«Ho passato una selezione in cui eravamo sessanta ragazze e sapevamo che potevano prenderne solo tre. Non ci speravo, e invece. Merito senz’altro della scuola da cui provengo, in cui la qualità era al primo posto. Non sono tante, specie al sud, le scuole di danza di livello. Io ho avuto la grandissima fortuna di far parte di una di quelle poche realtà in cui si studia la danza vera. E pensare che rischiavo di non iniziare nemmeno».

Cosa vuoi dire?
«Da bambina facevo balli caraibici, quindi tutt’altra tipologia di danza. Ma avevo i piedi piatti e mi fu consigliato di studiare danza classica per correggere in qualche modo il mio difetto e a esercitarmi a camminare in mezza punta. Provai inizialmente con un’altra scuola, ma non mi presero. Mi dissero che non avrei mai potuto fare la ballerina classica. Feci un tentativo con la scuola di Rossella Brescia e lì furono ben contenti di aprirmi le porte».

E ora danzi al fianco di Bolle. Un bello schiaffo morale a chi ti diceva che non ce l’avresti mai fatta.
«Decisamente. Ammetto che è una grande soddisfazione per me aver raggiunto questo traguardo. Non ringrazierò mai abbastanza Rossella per tutto ciò che ha fatto per me. È il mio punto di riferimento, un esempio di grande professionalità, umiltà e umanità. È  una persona splendida e spero di averla resa fiera di me».

 



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