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A Dio questo è piaciuto tanto

Pubblicato da: Categoria: Copertina

19
APR
2018

La Chiesa, con Francesco, è in evoluzione o meglio, ritorna alla semplicità delle sue origini. La risposta del papa a un bambino preoccupato del babbo morto ateo

Il 15 aprile scorso, Jorge Mario Bergoglio, 266° Papa e Vescovo di Roma, interrompendo il protocollo domenicale, ha deciso di visitare il quartiere Corviale, a ovest di Roma, per celebrare la messa a San Paolo della Croce. Il Pontefice ha voluto visitare il Serpentone, l’enorme complesso edilizio che si snoda in quel quartiere per oltre un chilometro ed è il simbolo delle periferie in cerca di rinascita. Papa Francesco, proseguendo nel suo viaggio pastorale vicino alla popolazione, ha incontrato bambini, anziani, ammalati e poveri di quel luogo per conoscerne le realtà e portare loro la parola di Dio. Il modo di agire di Bergoglio è, ormai, ampiamente conclamato: lui cerca di superare i rigidi schemi della chiesa romana per avvicinarsi agli uomini con un approccio più gesuita ispirato alla sua formazione missionaria nella Compagnia di Gesù. Ciò che cambia fra il suo apostolato e quello di molti suoi predecessori è la considerazione che ha dell’uomo, diversa da quella imposta dai dogmi della chiesa conservatrice. L’uomo, quindi, da obbediente discepolo privo di discernimento e timorato di Dio, diviene egli stesso il senso della religione. L’approccio di Francesco è molto simile a quello intrapreso agli albori della cristianità, dove l’umanità era considerata sia nella sua immagine spirituale sia in quella terrena: sfamare, salvare, curare, guarire erano gesti fondamentali nella vita di Cristo. Il modo di agire del Papa gli procura diverse obiezioni da quella parte della chiesa che predilige i protocolli e le cerchie di sostenitori personali ed è solidamente ancorata al potere. Nonostante sia trascorso oltre un millennio, parte del clero osserva le regole di Gregorio Magno che, intorno all’anno 600, decretò il potere temporale, per intenderci quello politico ed economico, che si consolidò definitivamente durante il Sacro Romano Impero retto da Carlo Magno con la benedizione di papa Leone III. L’imperatore, in nome della chiesa, imponeva il cristianesimo al contrario di Teodosio I durante l’Impero Romano. Egli adottò anche metodi sanguinosi pur di ottenere la conversione delle popolazioni conquistate. Nei secoli successivi, l’imposizione e il potere temporale sono stati causa di frammentazioni e scismi che hanno indotto alla formazione della Chiesa Cattolica, quella Ortodossa, la Copta e l’Orientale, la Protestante, quella della Restaurazione e l’Avventista, per citare le principali. Il modo schietto e vicino ai fedeli adottato da Bergoglio non è completamente apprezzato dalla Chiesa Cattolica Romana che vede sgretolarsi le proprie certezze terrene, la solidità economica e il potere acquisito. Per questo, l’azione pastorale del Papa, molto vicina ai bisognosi, non ha sempre sviluppi concreti, proprio perché il Pontefice non ottiene il necessario supporto del clero. Oltre al rifiuto per l’agio, a partire dai privilegi personali, Papa Francesco supera le convenzioni e i protocolli anche adottando, durante le sue omelie e gli incontri con i fedeli, nuove argomentazioni spesso inesplorate nel passato. Bergoglio sta, progressivamente, affrontando tematiche che, sino a pochi decenni addietro, erano tabù o che venivano volontariamente sottaciute dalla Chiesa. Ciò gli procura una grande attenzione dei fedeli e una notevole popolarità. Proprio durante l’incontro con i bambini della parrocchia di San Paolo della Croce in Roma, alla domanda rivoltagli da un fanciullo, il Papa ha risposto sollevando, con estrema semplicità, una questione teologica di notevole importanza e di grande significato. Il bimbo era profondamente turbato dal dubbio che suo padre, morto da ateo anche avendo fatto battezzare lui e i suoi fratelli, potesse essere rifiutato da Dio. Bergoglio, mentre stringeva a sé il bimbo, ha espresso l’essenza del suo pensiero dicendogli: «Emanuele» così si chiama il piccolo, «questa è la risposta: Dio sicuramente era fiero di tuo papà, perché è più facile battezzare i figli essendo credente che non essendolo. E sicuramente a Dio questo è piaciuto tanto. Parla con tuo papà, prega tuo papà». Queste semplici parole si traducono nel considerare vicini a Dio, padri e madri premurosi, bravi uomini e donne, individui aperti alle scelte altrui, anche avendo pensieri differenti. Il Pontefice ha proseguito affermando che anche chi si allontana da Dio resta, comunque, suo figlio. Perfino i mafiosi. Questo dimostra come il Papa incentri la differenza fra uomini solo in funzione della loro capacità di essere giusti indipendentemente dalle scelte religiose intraprese. Ciò pone un accento particolare sulla definizione di cristiano che, evidentemente, non è tale solo perché praticante o osservante delle regole formali. Questa è, infatti, l’essenza della parola di Cristo riscontrabile anche nel contenuto di altre religioni. La Chiesa, con papa Francesco, è in evoluzione o meglio, ritorna alla semplicità delle sue origini, dove Cristo era un lavoratore ancora prima di essere un predicatore e i suoi discepoli uomini comuni. La sontuosità della chiesa medievale, protrattasi nell’operato di alcuni prelati, si rivela, quindi, una strumentalizzazione del cristianesimo che ha trasformato la religione da scelta consapevole a obbligo. Quando ci riferiamo agli islamici come barbari che impongono il loro credo, dimentichiamo che l’espansione musulmana nell’Europa del VII secolo, ha generato un incredibile sviluppo culturale affiancato alla tolleranza verso la religione cristiana. Sebbene fosse imposta la jizya per poter restare fedeli alla propria religione, i musulmani privilegiavano gli scambi culturali e la pacifica convivenza, proprio nel rispetto dell’uomo come creatura di Dio. Le differenze fra individui, sempre che dall’analisi siano estromessi i fondamentalismi, devono essere indirizzate alla qualità dell’uomo, qualunque sia il suo credo e le sue origini. In totale contrapposizione e soltanto nel 1949, la Congregazione del Sant’Uffizio promulgava un decreto in cui si dichiarava illecito essere comunisti e stampare, divulgare o leggere libri, riviste, giornali o volantini che appoggiassero la dottrina o l'opera comunista, considerando gli aderenti apostati e prevedendo per loro la scomunica. Questo per spiegare come bastasse essere fuori dai rigidi schemi imposti dalla Chiesa per essere condannati. Può consideransi un buon cristiano soltanto chi rispetta il volere della Chiesa anche quando questa divulga un preciso pensiero politico? Secondo le parole di papa Francesco, cristiano lo è anche chi, come il padre del piccolo Emanuele, ha vissuto senza un dio ma da uomo giusto. Prima di rispondere a Emanuele, il papa ha dichiarato: «Che bello che un figlio dica di suo papà: era bravo. È una bella testimonianza che quell’uomo ha dato ai figli. Se è stato capace di fare figli così, è vero, era un uomo bravo. Non aveva il dono della fede ma aveva il cuore buono». Poi continua «Chi dice chi va in cielo è Dio, ma come è il cuore di Dio davanti a un papà così? Dio ha un cuore di papà. Voi pensate che Dio sarebbe capace di lasciarlo lontano? Dio abbandona i suoi figli? Li abbandona, quando sono bravi?». Con buona pace per conservatori e millenaristi, il cristianesimo è più simile a quello che descrive papa Francesco di quello imposto. Indipendentemente dall’essere atei o credenti, cristiani, musulmani, ebrei, induisti o buddisti, non si può disconoscere che papa Francesco voglia essere vicino agli uomini per cui desidera rispetto senza differenza alcuna. Gli ostacoli che il Pontefice incontra sono principalmente esercitati da chi, proprio all’interno della chiesa, preferisce l’individuo sottomesso a quello pensante, l’uomo obbligato a quello dotato di libero arbitrio, quello che ignora a chi ha sete di conoscenza, tutte condizioni che rendono l’uomo sempre meno simile a Dio. Ancora una volta, e questa per voce del Pontefice, è ribadito il principio per cui gli uomini si distinguono solo per la loro capacità di profondere il bene attraverso azioni che rispettino il prossimo e la libertà dell’individuo.



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