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FABIO DEZI/L´UOMO, LO STUDIOSO, L´UFFICIALE DELL´AERONAUTICA

Pubblicato da: Categoria: Copertina

21
GIU
2018

Il ragazzo di ieri, appassionato di Aeronautica Militare, ha realizzato i suoi sogni concretizzandoli in una brillante carriera. Dinanzi all’uomo di oggi si dispiega un ancor più luminoso futuro. Il Colonnello Fabio Dezi, comandante della SVAM di Taranto, ufficiale colto e poliedrico, ci spiega, al compimento del suo primo anno di mandato, come sia riuscito a lavorare su svariati fronti: da quello militare, a quello sociale, ambientale e formativo

E’ sempre piacevole visitare la SVAM di Taranto. Rappresenta una vera e propria oasi naturale e sembra essere davvero molto distante dalle emissioni velenose e dai palazzi di cemento che esistono attorno ad essa.
Esattamente un anno fa, il Colonnello Fabio Dezi ha assunto il Comando della Scuola. Egli si è manifestato molto presto come un Ufficiale di vasta cultura, molto attento e sensibile al patrimonio storico della città, ma, soprattutto, abile nell’intensificare il rapporto di reciproca collaborazione con l’amministrazione e la società tarantina.
In questo breve lasso di tempo ha dato molto alla città, proseguendo l’opera di apertura che l’Aeronautica Militare, e le Forze Armate in genere, stanno realizzando negli ultimi anni nei confronti della popolazione civile.
Ha dimostrato un grande attaccamento alla SVAM, nonostante le sue origini non siano pugliesi, cercando di valorizzare quanto di più prezioso la scuola possieda: Palazzo Brasini e lo specchio di mare antistante la base militare.
Si è infine rivelato un uomo molto simpatico, capace di catturare l’affetto e, quindi, la solerte collaborazione di tutti i colleghi e di creare un ambiente lavorativo allegro e al contempo efficiente, come solo un vero leader sa fare. Gli eccellenti risultati del suo operato, difatti, parlano da sé.
Finalmente, tra una telefonata e l’altra, dalle quali il Colonnello Fabio Dezi è tempestato per via dell’organizzazione di un grande evento che si terrà il prossimo 29 giugno, riesco a conoscere quest’uomo che, nonostante il ruolo e i numerosi titoli, tradisce un po’ di timidezza, tipica delle persone umili e schiette.   

L’Arma Aeronautica è per la Nazione un importantissimo riferimento per la difesa dello spazio aereo ma è anche una grande famiglia allargata. In quale momento della Sua vita e perché ha deciso di intraprendere questa “missione”, giacché non si può ritenere semplicemente un lavoro?
《La ringrazio per questa domanda perché mi permette di confermare quanto da Lei anticipato. Ha usato il termine più adeguato, ossia quello di 'missione'.
Si entra in Aeronautica Militare mossi da una grande passione e per me è stato proprio così. Ho sempre provato amore per l’uniforme, sentito l’onore di servire in armi la Patria e avuto piena consapevolezza del ruolo fondamentale dell’Aeronautica nella difesa dello spazio aereo.
Il desiderio è nato fin dall’infanzia e si è potuto concretizzare al termine delle scuole superiori mediante il concorso da Ufficiale di Complemento e con la successiva vincita del concorso per l’ingresso nel Servizio Permanente.
Sono assolutamente soddisfatto della scelta operata, poiché mi ritrovo a far parte di una grande famiglia allargata. Parafrasando il Signor Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, posso asserire di essere un membro di: “una squadra sempre più coesa e utile al Paese”》.

In quali settori Lei ha operato e come è cambiata l’Aeronautica a seguito delle ultime vicende nazionali e internazionali dal giorno in cui si è arruolato?
《Ho avuto la possibilità di operare in molti settori, ciò mi ha permesso di acquisire competenze ad ampio spettro. Le attività che ho svolto sono state molto diverse tra loro e mi sono risultate assolutamente utili nella mia prosecuzione di carriera.
Inizialmente ho svolto incarichi nei Gruppi Radar come Controllore della Difesa Aerea. Successivamente ho lavorato nel settore dell’impiego del personale, in quello dell’ordinamento e, infine, prima di assumere il comando della SVAM, ho fatto parte dello Staff del Signor Capo di Stato Maggiore della Difesa.
In tutto questo tempo l’Aeronautica è cambiata ed è rimasta al passo con i tempi. Importante è il progresso tecnologico che ha caratterizzato i trent’anni circa della mia carriera, fino a rappresentare un’eccellenza nel suddetto settore. Ovunque sia chiamata a operare, in Patria o all’estero, è in grado di esprimere assoluta professionalità, non solo per i mezzi impiegati, ma anche e soprattutto per l’assoluto valore degli uomini e delle donne che vestono l’uniforme azzurra》.

Ha viaggiato molto in Italia e all’estero per le svariate “missioni”? Quale tra queste ha lasciato più di tutte su di Lei un segno indelebile?
《Ho avuto la possibilità di prestare servizio in diverse località nazionali: Sicilia, Marche, Toscana, Lazio e Puglia.
All’estero ho partecipato a missioni inserite nell’ambito del trattato per la riduzione degli armamenti, conosciuto come Trattato CFE, e ho così avuto modo di visitare svariati paesi e culture, giacché ero sempre impiegato in team multinazionali.      
La missione che ha lasciato un segno indelebile è quella attuale, nella meravigliosa città di Taranto, nella quale ho svolto un incarico di comando impegnativo, difficile, ma ricco di soddisfazioni professionali》.

Lei è plurititolato, come ha fatto a conciliare tanta dedizione allo studio con il servizio che, certamente, poco tempo lascia anche solo allo svago?
《Garantisco che non è facile! Alla base di tutto c’è la passione per lo studio, l’accrescimento culturale ed una naturale predisposizione a tutto ciò.
Ho studiato sempre provando assoluto piacere e questo mi ha aiutato nel mio percorso. Inoltre, una buona organizzazione del tempo mi ha permesso di gestire l’attività professionale e gli impegni familiari, cercando di mitigare le indubbie problematiche che i tanti impegni possono comportare nella nostra vita. In tal modo, sono riuscito a mantenere e migliorare ciò a cui tengo di più: la mia famiglia, la professione di Ufficiale dell’Aeronautica e lo studio》.

E’ stato protagonista durante il Suo mandato del passaggio della base tarantina da SVTAM a SVAM. Cosa è cambiato?
《Il cambio della denominazione non rappresenta solo un aspetto formale, ma si sostanzia in una maggiore attenzione riguardo i percorsi di formazione e addestramento dei graduati dell’Aeronautica Militare.
Dal 1° giugno, infatti, sono state introdotte nuove articolazioni deputate a una gestione più moderna ed automatizzata delle fasi di pianificazione, condotta e controllo dei vari piani degli studi, applicando le più innovative metodologie di controllo qualità e project management.
Tutto ciò fa parte del continuo processo di ammodernamento delle Forze Armate e sottolinea l’attenzione alla sua risorsa più preziosa: quella umana.
I Graduati saranno sempre più protagonisti dell’Aeronautica del futuro, poiché impiegati in settori a sempre maggiore specializzazione e ad elevata tecnologia.
Ovviamente, per raggiungere tali traguardi, occorrono percorsi formativi e addestrativi adeguati a queste nuove prospettive》.  

In una società dove i giovani sono abituati al benessere ottenuto con il minimo sforzo, come si pongono le nuove leve rispetto al rigore militare? Ritiene che sia necessaria una maggiore preparazione di base arricchita da studi specialistici? In tutto questo come si è rivelata l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro e in cosa è consistita?
《Le nuove leve si pongono con un approccio positivo al rigore militare. Inizialmente non è facile adeguarsi alle rigide norme, ma con rapidità si comprende la necessità di un sistema prescrittivo molto chiaro e netto, tale che il cambiamento dello stile di vita avviene per la quasi totalità degli allievi, in piena consapevolezza e in coerenza alla loro volontarietà nel servire il Paese in uniforme.
Anche la preparazione culturale delle nuove leve è adeguata al loro ruolo in forza armata e il loro addestramento professionale, necessario per l’impiego nei reparti operativi, si sviluppa senza alcuna criticità.
A tal riguardo ho apprezzato molto il percorso di alternanza scuola-lavoro, previsto dal nuovo ordinamento scolastico, poiché consente di dare agli studenti dei rudimenti utilissimi per inserirsi nel mercato del lavoro.
Cosciente di questo, la SVAM ha posto in essere nel 2018 ben tre progetti con alcuni istituti scolastici tarantini, due con l’IISS Righi e uno con l’IISS Pacinotti, addestrando circa 130 studenti delle classi quarte e quinte. Nello specifico, i ragazzi hanno potuto procedere al recupero di parti di un velivolo storico, alla valorizzazione del patrimonio di memorie della SVAM, sviluppando un libro multimediale contenente immagini e documenti d’archivio, dal 1915 ai giorni nostri, e alla creazione di un’aula multimediale cablata con fibra ottica.
Tutto ciò è stato realizzato con conseguente grande soddisfazione da parte degli studenti, dei docenti e di quanti si sono resi disponibili per tale iniziativa》.  

Ha ereditato come testimone la cooperazione tra l’ex SVTAM di Taranto, ora SVAM, e il WWF. Come si è concretizzata la partecipazione alle attività del suddetto ente?
《La SVAM è molto attenta al settore sociale. La cooperazione ereditata con il WWF di Taranto è stata incrementata, strutturata e si delinea in progetti e percorsi di sensibilizzazione ambientale, nella valorizzazione e difesa dell’importante patrimonio ambientale e biologico presente in base, in campagne di pulizia del litorale, nell’apertura della base a visite guidate e rendendo il pontile dell’idroscalo disponibile per l’uscita in mare di imbarcazioni, anche a favore di personale disabile.
La cura nel sociale è stata dedicata anche a campagne di raccolta sangue e alla sensibilizzazione per la donazione del midollo osseo.
Quasi mensilmente, in collaborazione con il Centro Trasfusionale Militare, vengono raccolte sacche di sangue a favore degli ospedali cittadini. Importante la collaborazione con l’ADMO Puglia per la tipizzazione e la registrazione nell’albo dei donatori di midollo osseo. A tal riguardo desidererei evidenziare che, recentemente, un nostro allievo ha salvato la vita ad una bambina colpita da una grave forma leucemica.
Nel sociale, la risposta degli allievi e dei frequentatori della SVAM è convinta e spassionata e tutti sono consapevoli dei propri doveri e della necessità di essere non solo bravi militari ma anche bravi cittadini》.

E’ ammirevole il contributo che la SVAM ha prestato a preservare le bellezze della città di Taranto e non solo. Durante il Suo comando ha valorizzato molto “Palazzo Brasini”, ospitando la presentazione del libro di Angelo Angelastro, e lo specchio di mare antistante la base, ospitando il Campionato Regionale di Canoa. Se Lei dovesse compiere un’autoanalisi ed un bilancio di questo ultimo anno, si potrebbe ritenere pienamente soddisfatto? O avrebbe desiderato realizzare qualche altro progetto utile alla collettività?
《La SVAM deve essere sempre più inserita nel contesto civile del territorio tarantino, contribuendo con azioni tangibili alla valorizzazione dei beni ambientali e architettonici che insistono al suo interno e prendendo parte attivamente a grandi eventi cittadini.
Palazzo Brasini è un’importante e bellissima opera degli inizi del ‘900, che necessita di interventi di consolidamento e ristrutturazione affinché sia fruibile dalle Forze Armate e sia destinato alle esigenze della collettività. Sono fiducioso circa un prossimo recupero di tale infrastruttura.
Inoltre, sono molto orgoglioso dello sforzo organizzativo profuso nei recenti Campionati Universitari Nazionali di Canoa e Canottaggio. La Scuola ha accolto, per quattro giorni circa 300 atleti provenienti da tutta Italia, fornendo loro vitto e alloggio e lavorando in piena sinergia con Università, Amministrazione Comunale e Marina Militare. Gli sforzi sono stati ripagati dall’ottima riuscita dell’evento.
Sono assolutamente soddisfatto di questo periodo di comando e, a tal riguardo, desidero sottolineare, oltre alle citate attività con il WWF, i campionati nautici, l’ADMO e la donazione di sangue, anche altri eventi extracurriculari aperti alla cittadinanza. Si è svolto un importante convegno universitario sulla Costituzione Italiana, la Giornata della Memoria sull’olocausto nazifascista e la serata per la Festa delle Donne.
I suddetti eventi hanno riscosso apprezzamento da parte dei nostri allievi e dei numerosi ospiti》.

Cosa la attende nell’immediato futuro e quali sono i Suoi progetti?
《L’immediato futuro prevede senz’altro un evento che non avviene sin dal 1997, ossia il Giuramento Solenne nella città di Taranto, che stiamo cercando di organizzare al meglio affinché sia ben fruibile da tutta la cittadinanza. Sarà impreziosito, sicuramente, dal sorvolo delle Frecce Tricolore, che avverrà il prossimo 29 giugno.
Immediatamente dopo, vi sarà il cambio di comando poiché mi aspetta un importante incarico all’estero, nell’ambito dell’Unione europea. Ricoprirò una nuova mansione, ricca di aspettative, alla quale dedicherò tutto il mio impegno e le mie risorse》.

Con questa notizia si conclude il piacevole dialogo con il Colonnello Fabio Dezi. Questa esperienza mi ha lasciato un retrogusto dolce e amaro al contempo perché, non appena abbiamo avuto il piacere di conoscere il Comandante della SVAM, siamo costretti a salutarlo giacché destinato a svolgere un nuovo e più importante compito.
Nella speranza che un domani il Colonnello Dezi, ricordandosi di noi, possa venire a farci visita, gli porgiamo i nostri migliori auguri per la sua prossima missione e formuliamo per Lui i migliori auspici. Ad Maiora Comandante!



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