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Papa Wojtyła/25 anni dopo

Pubblicato da: Categoria: COVER

31
OTT
2014
Con quel suo «Ora capisco perché il Vescovo mi diceva sempre “Martina Franca, Martina Franca”», concluse il suo discorso da Piazza XX Settembre, per una visita passata alla storia. Dal 29 ottobre 1989 a oggi è passato un quarto di secolo, ma le sue parole sono attuali oggi più di allora
 
 
Era un Papa che aveva una prospettiva a lungo respiro di questo territorio, che parlava di “ecologia umana” e che a Martina Franca parlò della necessità di una nuova semina e di un’opera di rivitalizzazione. 
Una visita durata complessivamente circa 34 ore passate tra l’aeroporto di Grottaglie, Taranto e Martina Franca. A fare gli onori di casa l’Arcivescovo di Taranto Mons. Salvatore De Giorgi, oggi Cardinale e successore di Mons. Motolese, servendosi a Martina del valido supporto organizzativo di una complessa macchina coordinata, sotto il profilo religioso, dal Vicario Foraneo Don Michele Castellana, responsabile dell’organizzazione della tappa in Valle d’Itria. Passarono dalle mani di Don Michele i capi di abbigliamento e i camici che gli imprenditori tessili martinesi vollero donare al Pontefice, assieme a tutti gli altri doni che la generosità popolare fece recapitare al Vaticano. Sempre di Don Michele Castellana era la voce che risuonava negli altoparlanti disposti in filodiffusione lungo il percorso che avrebbe compiuto il Santo Padre.
In ricordo di quella visita a Martina, sotto l’arco di Santo Stefano, vi è una incisione a futura memoria, fatta affiggere dall’Amministrazione comunale dell’epoca. Numerosi i segni di quel passaggio. Nella chiesa del Carmine si conserva ancora la sedia che ospitò il Pontefice, ma il più importante segno di quella visita è l’intitolazione del palazzetto dello sport a Papa Wojtyła, una scelta maturata su iniziativa di Don Martino Mastrovito (oggi parroco a Taranto e a capo della struttura del Villaggio di Sant’Agostino) e di Don Emanuele Ferro (oggi parroco a Talsano e Direttore del settimanale Nuovo Dialogo). 
Sul finire degli anni ‘80 Martina viveva uno dei suoi momenti migliori, sotto numerosi punti di vista, fiore all’occhiello dello sviluppo nel sud Italia, spinta da un’economia forte su cui primeggiava un manifatturiero in crescita esponenziale, che aveva saputo fare del capospalla il suo punto di forza. Pochi mesi prima dalla visita del Papa, una crisi politica costrinse alla caduta l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Franco Punzi e a fare da sindaco reggente c’era Stefano Casavola che accompagnò la città sino alle nuove elezioni.
Il Vescovo De Giorgi coinvolse attivamente nello staff degli organizzatori della visita anche l’attuale parroco della Basilica di San Martino Don Franco Semeraro, che allora era ancora a Taranto alla parrocchia di Sant’Antonio. Il giorno della visita a Martina il Papa parlò ai seminaristi di Poggio Galeso, ma chiese di fermarsi anche a salutare le monache carmelitane, in una tappa imprevista. Arrivato a Martina un fiume di gente già a partire dall’ingresso in città, e una Corso Italia stracolma a salutare il Papa. 
 


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