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Pino Lerario/ Sartoriale per eccellenza

Pubblicato da: Categoria: COVER

20
LUG
2017

Lo stilista pugliese racconta la sua cifra stilistica per il brand Tagliatore, storico marchio nato negli anni Quaranta del secolo scorso in una città, Martina Franca, che di lì a poco sarebbe diventata la capitale della produzione tessile nel sud Italia

Firenze, Pitti Uomo edizione 92.  E te ne accorgi subito che l'aria in città è cambiata, canottiera, bermuda e ciabatte, ovvero la divisa del turista, è finalmente soppiantata da completi giacca e pantalone, borsalino e coppole in lino, pochette sulla giacca e mocassini ai piedi. Marinai fashion, dandy dall'outfit impeccabile e uomini dall'eleganza anni '50... ecco perché fa così caldo. Raggiungo il padiglione centrale per incontrare Pino Lerario, direttore creativo di Tagliatore, e non appena varco lo spazio espositivo, eccomi subito catapultata in quella Puglia dalle bianche architetture, sotto un cielo di un azzurro abbagliante, su cui si stagliano le forme maestosamente contorte degli ulivi. Pino mi prende subito sottobraccio e mi trascina nella zona dedicata alla stampa per mostrarmi i dati di una ricerca sui brand uomo più acquistati dagli italiani: Tagliatore è secondo solo a Gucci e si posiziona davanti a Yves Saint Laurent e Dsquared2. Un risultato davvero eccellente per Tagliatore, un marchio che è riuscito a traghettare con successo il proprio heritage nel presente di un mercato in continuo mutamento.
Alla guida del marchio c’è proprio Pino, stilista eclettico e versatile, che insieme ai fratelli Vito, Teresa e Luciano è il direttore creativo del brand. Quella di Tagliatore è una storia che sembra un romanzo: negli anni Quaranta del ‘900, nonno Vito è un abile ‘tagliatore’ di tomaie per scarpe, che sua moglie cuce.
Nel giro di pochi anni, Martina Franca diventa la capitale della produzione tessile nel sud Italia e il passaggio dal cuoio ai tessuti è un’evoluzione naturale di quella manualità che è da sempre la cifra dei Tagliatore.
Nel 1972, il figlio Francesco, cresciuto nella manifattura di famiglia, apre un laboratorio sartoriale, nel 1984 nasce la Confezioni Lerario srl.
Il successo è crescente e alla fine degli anni Novanta arriva anche la consacrazione internazionale: in una vetrina londinese Bob Ringwood, celebre costumista hollywoodiano, resta colpito da un abito dei Lerario e decide che i protagonisti maschili del film Batman, diretto da Tim Burton nel 1989, vestiranno Tagliatore.
E proprio Londra, con le atmosfere dell’iconica Savile Row, ritorna protagonista della collezione A/I 2017-2018 di Tagliatore, nei cui capi l’eleganza formale dal chiaro sapore british si fonde perfettamente con uno stile casual che non lascia alcun dettaglio al caso.
Asole aperte e bottoni in metallo e corno, dalle forme inedite e personalizzate, sono i dettagli sartoriali di creazioni dai revers ampi, dalle linee over e dalle lunghezze rivisitate.
La silhouette maschile è costruita a partire dal punto vita ed esaltata da maniche raglan e grandi martingale.
Una collezione in cui non mancano celebri citazioni. L’inconfondibile tocco rock di alcuni capi richiama l’atmosfera dei concerti dei Beatles, che proprio dal rooftop del civico 3 di Savile Row fecero nel 1969 la loro ultima esibizione, mentre la field jacket, novità di collezione military chic, realizzata in tessuto donegal, è un tributo agli ufficiali militari inglesi, per il cui desiderio a metà del ‘700 nacque questa via, sartoriale per eccellenza, frequentata da uomini in cerca di un’eleganza esclusiva e distintiva.
La stessa che contraddistingue da sempre le creazioni Tagliatore, che si completano con intramontabili capi blu navy, un omaggio alla storia e alla tradizione del marchio.

Un heritage di famiglia, che attraversa tre generazioni, unito a un approccio fortemente internazionale, che vi ha portati a conquistare anche il Sol Levante: è questa la chiave di volta del brand Tagliatore?
"L’alchimia di questi elementi è senz’altro la base di partenza fondamentale per il nostro successo. Ma c’è anche tanta passione ed un’approfondita ricerca per rendere i nostri prodotti unici ed inconfondibili".

Quanto conta la passione del saper fare in Tagliatore?
"È un elemento indispensabile, tipico della nostra italianità e di una mente creativa e curiosa, molto attenta e ricettiva ai cambiamenti della moda e della società".

Per realizzare i vostri capi impiegate solo i migliori tessuti italiani, in prevalenza rifiniti a mano e rigorosamente selezionati perché mantengano inalterate la loro perfezione e vestibilità in ogni condizione d’uso. E’ così che si compete con successo in un mercato globale?
"Sì, realizzazione sartoriale rigorosamente Made in Italy, grande ricerca e gusto impeccabile ed originale, con un’attenta strategia commerciale".

Secondo te, il Made in Italy è ancora in grado di orientare il gusto internazionale?
"Il 'vero' Made in Italy è senza dubbio ancora sinonimo di prestigio, una sorta di faro nel mondo della moda, e non solo, al quale volgere lo sguardo per potersi orientare".
 
Tagliatore di nuovo a Pitti Uomo con l’obiettivo di...
"Continuare ad emozionare e appassionare. Vogliamo consolidare i risultati raggiunti negli anni nei nostri principali mercati di riferimento, ma allo stesso tempo cercare di affascinare quei mondi in cui Tagliatore non è ancora conosciuto e apprezzato".

Quali sono i progetti del brand per il futuro?
"Proseguiremo il progetto di brand extension cercando di ampliare l’offerta merceologica con l’obiettivo di arrivare ad un total look Tagliatore. Stiamo valutando con attenzione anche l’ingresso in nuovi mercati".

Qual è l’unicità dell’uomo che indossa Tagliatore?
"E’ un uomo elegante, molto attento ai dettagli, dallo stile inconfondibile, vestito con raffinata sobrietà".

Il capo iconico?
"Un blazer doppiopetto".

Quanta Puglia c’è nelle tue creazioni?
"La mia regione è il motore delle collezioni Tagliatore. Nutro da sempre un profondo amore per la territorialità, per i colori, i profumi, i sapori, le tradizioni e tutto quello che la Puglia è in grado di offrire".

Ci sono uomini che non vorresti vedere indossare Tagliatore?
"Ragionando da imprenditore, vorrei che tutti potessero vestire Tagliatore!"

Non ti vedremo mai vestito con...
"Un pantalone capri".

Il must have di stagione?
"Un gilet per la stagione calda, per avere sempre un tocco di eleganza anche quando fa molto caldo".

Da dove parti quando crei?
"Traggo ispirazione da tutto quello che mi circonda: la mia sartoria, un pezzo di stoffa, un bottone, la mia terra, i miei viaggi".

Tre aggettivi per descriverti…
"Esigente, maniacale, appassionato".

Per affari viaggi spesso in Giappone, cosa metti nella tua valigia?
"Oltre al mio personale guardaroba Tagliatore, essenziale per avere un impatto immediato sui clienti, metto in valigia tanta carica, creatività e ricerca, perché il mercato giapponese è uno dei più esigenti e all’avanguardia nel mondo della moda".

L’ultima cosa a cui pensi la sera prima di spegnere la luce.
"Al futuro. Alle sfide del giorno dopo, nella vita come nel lavoro, da affrontare con passione e tenacia".
E io scommetto che nonno Vito e papà Francesco facessero esattamente lo stesso.


(Il testo è una rielaborazione dell'articolo “Tagliatore. Made in Italy da esportazione” di Marta Coccoluto, pubblicato sul nr. 9 di thePlayers, giugno 2017)



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