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Expo, ovvero nutrire gli armadi

Pubblicato da: Categoria: GLAMOUR

15
MAG
2015

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Dopo avere appena acquistato online il biglietto di ingresso a EXPO 2015, torna prepotente nella mia testolina un pensiero: e se invece di “Nutrire il Pianeta”, il tema fosse stato “Riempire gli armadi”?  E non lo dico solo perché ci saremmo risparmiati Foody – la mascotte macedonia con la testa di cocomero – e gli amici Piera la Pera, Rodolfo il Fico, Pomina la Mela, Guagliò l’Aglio e Max Mais, ma anche un bel po’ di incognite e problemi. Intanto sull’afflusso: gli 11 milioni di biglietti venduti, che tanto hanno esaltato Pisapia, sarebbero stati una bazzecola a confronto di quanti ne avrebbero acquistati donne assetate di fashion da tutto il mondo. Ai cancelli di ingresso assiepamenti, calche e assembramenti che a confronto il primo giorno di vendita del nuovo Iphone sarebbe sembrato la bancarella della raccolta fondi per i randagi di quartiere. Fuori il commissario unico Giuseppe Sala, e con lui i suoi completi giacca e pantalone, grigi e noiosi come il parterre dei suoi eventi, e dentro Anna Dello Russo (Vogue Japan, ndr), e con lei tutti i suoi look esagerati, stravaganti e barocchi, come la sua claque modaiola.  Poi, ci saremmo risparmiati tutte le polemiche sui famosi scontrini da capogiro, come quello del padiglione giapponese. Con “Riempire gli armadi” nessuno avrebbe trovato sconveniente uno scontrino da 115 euro, anzi sarebbe stato giudicato sì scandaloso, ma per motivi diametralmente opposti. Nessuna lo avrebbe mai pubblicato e fatto circolare in Rete, un’onta troppo grande. Da tutti quei padiglioni, traboccanti di stoffe, abiti, borse, scarpe, gioielli, accessori e ciarpame che tanto adoriamo da tutto il mondo, non vuoi uscire almeno con una spesa a tre zeri? E quella dell’EXPO  “Riempire gli armadi” sarebbe stata una febbre incontenibile, una bramosia lunga ben 184 giorni. Ininterrotti. Se organizzato dalle fashioniste, evitate anche le figuracce da peracottari con gli errori madornali in lingua o nella grafica: nessuna fashion addict confonderebbe mai una scarpa peep-toe con una open-toe o una platform con una pump. O magari scambierebbe una borsa minaudiere con una clutch. O una flap con una frame. Sarebbe fuori da qualsiasi immaginazione. Inoltre, dibattiti e convegni a tema avrebbero finalmente risolto il problema dei pinocchietto da uomo, contenuto l’abuso dei leggins per le donne, vietato il sandalo col calzino e bandito il lilla dall’armadio del maschio… e ditemi se vi sembra poco.  Tutto sarebbe andato magnificamente e invece eccoci qui, andremo a Expo e di ciò di cui godremo ai padiglioni resterà il ricordo su fianchi e cosce. E non sarà un bel paio di pantaloni.
 
 
 
 
 


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