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Quei quaranta giorni di galera verde


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Pubblicato da: Categoria: GLAMOUR

15
APR
2016
Se siete titolari di pupi, leggendo vi ritroverete. Se state pensando di riprodurvi, leggendo ci penserete bene. Dall'odore persistente fino all'agognato "clac!" ecco tutto quello che nessuno ha mai osato dirvi sul brodino vegetale 
 
Ne sono uscita. Con un odore persistente di zucchina bollita ancora nelle narici, ma ne sono uscita. Sono fuori dal tunnel del brodo vegetale. Alcuni tra voi lettori sanno bene da quale schiavitù io mi sia affrancata, ma per gli ignari che stanno per affrontare i 40 giorni che intercorrono tra la cd. vegetale e il passato di verdure o per chi è completamente all’oscuro di questo, come di molti altri risvolti taciuti dell’avere un bebè, è bene che qualcuno ne parli. Prima, una breve ma doverosa premessa: qualsiasi cosa vi troverete a fare per il bambino, tranquilli che la imparerete e ne uscirete. Soprattutto grazie a un atavico istinto di sopravvivenza (la vostra), che inoltre vi spingerà ben presto a trovare ogni più piccolo espediente per rendere la sua esecuzione più veloce e più efficace. Altrettanto certo è che, appena vi sarete rodati alla grande e sentirete finalmente di avere la situazione in pugno, riguadagnando minuti di quella cosa chiamata ‘la vostra vita’, arriverà il consulto del pediatra che aggiungerà una qualche novità e dovrete ricominciare da capo. Ma torniamo ai 40 giorni di galera verde. Intanto comincio col dire che non avevo mai trascorso così tanto tempo in cucina: mi sembrava di vivere lì, tra il frigo, il tavolo, i fornelli. Funziona, o meglio funzionerebbe, così: ogni mattina va messo sul fuoco un bel pentolone d’acqua, in cui far cuocere lentamente, per almeno un’ora e mezza, un misto orto, con zucchine, carote e patate. Dopo che l’odore di questa brodaglia si sarà impossessato di voi, donandovi dai capelli alla biancheria intima l’effluvio tipico di una corsia d’ospedale in orario pasti, potrete spegnere il fuoco e passare a filtrare il liquido. Il liquido ottenuto, lo dovrete poi rimettere sui fornelli fino a farlo nuovamente bollire, per poi aggiungervi crema di riso o di mais e tapioca - alimento tutt’oggi a me noto solo ridotto in fiocchi - per farne la pappa. Ben presto, direi dopo due giorni al massimo, vi sarà chiaro che, se i pasti del bambino sono due più il latte, i pasti degli adulti sono due più la colazione, siete ufficialmente agli arresti domiciliari tra le pentole. Sommando poi tutto il resto della routine quotidiana, si arriva più o meno al regime previsto dal 41 bis. Inizierà così a farsi strada l’idea di non fare il brodo vegetale proprio tutte tutte le mattine come dice il pediatra, ma almeno un giorno sì l’altro no e di conservarlo. E qui non avrete il coraggio di chiedere lumi alle altre mamme che conoscete, mica vorrete passare per una degenere in cerca di scorciatoie, e allora cercherete sui blog online. Ecco, non fatelo perché lì, per quanto voi possiate essere lige al dovere, ci sarà sempre almeno una mamma più ligia di voi, che userà il parmigiano stagionato almeno un mese in più di quello che usate voi, che farà tre diversi pentoloni ogni santa mattina per dividere le verdure e fare dosi e sapori diversi, che sarà così devota da assaggiare vegetale e pappa prima di somministrarla al pupo. Qualcuna che involontariamente vi farà sentire una madre snaturata. Evitatelo. Piuttosto, lasciatevi guidare dall’istinto (e non è quello materno) che vi spingerà a procurarvi in gran segreto dei vasetti in vetro per conservarlo. E lì, ottenere il sottovuoto per poter preservare la vegetale almeno 48 ore sarà il vostro nuovo chiodo fisso. Scoprirete che lo potrete ottenere solo versando e filtrando insieme il brodo vegetale ancora bollente e richiudendo a tempo di record, al basso prezzo di ripetute ustioni dei polpastrelli. Una volta riempiti i vasetti, sarà la volta del maniacale controllo del tappo e quando sentirete il tanto atteso clac! che scandirà l’avvenuto sottovuoto, vi sentirete come quando riuscivate ad acciuffare ai saldi l’ultimo 38 disponibile delle scarpe che avevate puntato per tutta la stagione. Uno stato di grazia dato dal sentirsi al contempo scaltre, soddisfatte, onnipotenti e vincenti. Così avanti per 40 giorni circa, di stratagemma in stratagemma. Un giorno vi scoprirete così efferate da allungare di nascosto (da chi? anche da voi stesse) il brodo vegetale con un poco d’acqua per far durare di più le scorte. Poi, quando avrete finalmente preso il ritmo e osato perfino degenerare nell’inconfessabile conservazione in freezer, sarà già tempo di doversi ingegnare di nuovo. Arriverà il passato e credetemi se vi dico che migliorerà il presente. 
 


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