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Lorenzo, il maialino e tutti gli altri: quando è ora di cambiare le tradizioni

Pubblicato da: Categoria: La mia tazza vegana

21
LUG
2016
La corrida e le altre manifestazioni che prevedono il maltrattamento e l'agonia di animali non piacciono più: il divertimento non deve passare attraverso la sofferenza 
 
Si chiama Lorenzo, ha quattro anni e pesa 529 kg. E’ il toro che, durante una corrida nell’arena di Teruel, in Aragona, ha incornato e ucciso il torero Victor Marrio, 29enne. Non è il solo caso di “relazione” molesta e violenta: altri toreri sono stati uccisi o feriti in Siviglia, a Pedreguer, Madrid, Pamplona sempre durante la tipica corrida. “La corrida è una tragedia non uno sport”, diceva Pivano commentando il noto scrittore Ernest Hemingway (come noto, amante della corrida).
“Il torero è l'uomo che vive in stretta intimità con la morte, e reca sul viso le tracce di questa intimità. A Hemingway interessa vedere l'uomo unito al toro in un solo corpo nell'istante che decide la morte di uno dei rivali”.
La corrida altro non è che “un’antica tradizione” che, tramandata nel tempo, è diventata “simbolo” della Spagna. Di ciò me ne è stata data conferma da uno stesso spagnolo che, fingendosi interessato ad un banchetto animalista organizzato dall’ associazione Animal Liberation a Bologna, all’improvviso ha tirato fuori un adesivo con tanto di toro “pro corrida”, e battendosi il petto, come un gorilla esibendo forza a scopo intimidatorio, ha commentato qualcosa che all’orecchio è giunto come: “El arte de ver los toros… corazòn…traditiòn…”, attaccando l’adesivo sui volantini animalisti dell’associazione e scappando via. Fortunatamente, molti spagnoli non sono dello stesso avviso, tanto che c’è stata una svolta animalista che ha detto no alle corride, sospendendo finanziamenti in suo favore e abolendola. Ad Alicante la corsa dei tori estiva è stata sostituita da una corsa in bici e il Comune ha dichiarato che presto organizzerà un referendum per abolire definitivamente le corride. Gandia ha bloccato le corride bollandole come “maltrattamento animale” e Denia ha sospeso la festa del “bous a la mar” nel corso della quale un toro veniva costretto dalla folla ad entrare in mare. Ancora, Saragozza ha vietato la festa in cui si legano i fuochi d’artificio alle corna dei tori.
Tradizioni spagnole. Ma senza nascondere la polvere sotto il tappeto, anche in Italia si portano avanti tradizioni arcaiche. Ne citiamo una? Lilia Casali, dell’associazione Animal Liberation, me l’ha raccontata. Si tratta di sevizie a danni di un maialino, la cui azione legale ha condotto alla condanna del Sindaco di Segni, il quale aveva autorizzato e organizzato la tradizionale “giostra del maialetto”, ovvero uomini armati di bastone che colpivano, bendati, il cucciolo di maialino “suonato” dalle bastonate e dal campanello legato alla zampa per essere rincorso dai giostratori.
Considerato che la vita di un animale e di un uomo vale più di una tradizione, essa non è altro che un comando a cui obbedire, non perché utile, ma solo perché resta un comando. C’è l’effetto sorpresa del toro nel ritrovarsi in un’arena e scoprire di dover lottare o morire; un effetto sorpresa che accomuna animali e uomini contemporanei. Sotto un cielo di spari luminosi e non più stelle, oggi come ieri, tutto ciò a cui assistiamo direttamente o indirettamente, tra “sport” violenti e attacchi alla pacifica coesistenza, sembra essere “una sorta di fascismo medievale e moderno allo stesso tempo, che non ha alcun rispetto per la vita, che vuole distruggere e creare caos, disordine e paura”.
 
PANNA COTTA VEGANA
INGREDIENTI
- 2 tazze di latte di riso (o di mandorle)
- 2 tazze di panna vegetale di riso o soia
-    8 g di agar-agar
-    1 baccello di vaniglia
-    1/2 tazza di zucchero di canna integrale
Far bollire latte, zucchero, vaniglia e agar-agar per qualche minuto finché si sarà addensato leggermente, per ultimo aggiungere la panna vegetale e far raffreddare in stampi a piacere.
Potete scegliere di servire con frutta fresca, salsa di fragole, o cioccolato fondente, oppure con banane e albicocche al rum.
N.B. AGAR-AGAR?
E’ la versione vegetale della tipica colla di pesce utilizzata in cucina per addensare un composto liquido. E’ un gelificante naturale ricavato dalle alghe rosse, ed inoltre privo di glutine adatto ai celiaci. Un’alternativa decisamente più sana e animalista della colla di pesce che, al contrario, è ricavata da scarti del tessuto connettivo degli animali, ovvero cotenna di maiale, tendini, legamenti, ossa e cartilagini anche di bovini.
 


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