MENU

In bocca al lupo, lupo!

Pubblicato da: Categoria: La mia tazza vegana

9
FEB
2017

La conferenza Stato - Regioni ha deciso all’unanimità di rinviare la discussione sul “Piano Lupo” che prevedeva l’abbattimento selettivo del 5% dei lupi italiani. Ora la parola torna al tavolo tecnico che dovrà approfondire le azioni per arrivare ad evitare gli abbattimenti. Intanto anche Michele Emiliano ha deciso da che parte stare

Il 2 febbraio si era dato il via libera all’abbattimento dei lupi, accusati di creare seri danni ad allevatori e agricoltori. In realtà grazie ai “no” da parte di associazioni animaliste, cittadini e guide ambientali escursionistiche la proposta adesso è stata rinviata, in attesa di predisporre concrete misure di intervento.
E’ davvero il caso di dire “attenti al lupo”, questo splendido animale che tanto incuriosisce e tanto spaventa. La vicenda ha interessato tutta l’Italia, senza distinzione di sorta. I lupi hanno cominciato ad avanzare su territorio italiano, Alpi e campagne del sud, depredando altri animali d’allevamento su terreni privati, distruggendo l’agricoltura, già fortemente in difficoltà dopo la neve ed il gelo dei giorni passati. Già anni fa, il Comune di Martina Franca organizzò workshop, caratterizzati da programmi diversificati e finalizzati alla conoscenza del lupo, e volti a predisporre strategie condivise per ridurre il conflitto uomo animale. Anche in quelle occasioni la soluzione auspicabile sembrava essere fare ricorso alla prevenzione, attraverso l’impiego di cani da guardiania, per la difesa del bestiame.
Non d’accordo, molti hanno fatto ricorso al vecchio metodo del farsi giustizia da soli, e alcuni lupi sono stati ritrovati uccisi da colpi di fucile. Era prevedibile che il problema tornasse alla ribalta e venisse riaffrontato dall’alto, predisponendo delle proposte nel cd. “Piano Lupo”. Una delle proposte prevederebbe l’abbattimento dei lupi entro il limite massimo del 5%. Cosa si intende per abbattimento è stato spiegato direttamente dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “In presenza di un lupo, un esemplare specifico, che si è mostrato particolarmente aggressivo, ad esempio, con le greggi di una zona, la Regione, se ha attuato tutta una serie di misure preventive di tutela, può chiedere l'autorizzazione alla eliminazione di quel lupo. A questo punto l'Ispra verificherà se esistono le condizioni previste e se nell'area c'è una comunità di lupi abbastanza numerosa. Solo in seguito il ministero potrà concedere la deroga”. Insomma, si tratterebbe di un abbattimento selettivo, circoscritto all’animale accusato. Il primo punto da chiarire è infatti specificare che non si sta discutendo se legalizzare la caccia al lupo. La normativa europea e nazionale lo tutela vietandone l'uccisione.  Ciò di cui si discute invece sarebbe prevedere il ricorso al regime delle deroghe.
Perché l’abbattimento seppur selettivo non sembra essere la soluzione migliore? Intanto, l’uccisione dei lupi determinerebbe una destrutturazione del branco, e accentuerebbe il rischio di incapacità di depredare le loro prede, soprattutto il cinghiale; ciò sarebbe un grave pericolo anche per gli agricoltori e allevatori, perché aumenterebbe il rischio di attacco da parte di quest’ultimi alla fauna domestica. Per non parlare del rischio più che legittimo di veder estinguere il lupo, in aggiunta a tanti altri che pian piano vediamo scomparire. Paura ragionevole, dato che già negli anni ’70 proprio il bracconaggio espose a rischio estinzione l’animale.
Le soluzioni alternative all’abbattimento del lupo non sono certo mancate e provengono dal Delegato Confederale Bruno Rivarossa: “In Piemonte, abbiamo lanciato il progetto Ami i lupi? Adotta un pastore...!  al quale possono partecipare tutti i cittadini finanziando la campagna di crowdfunding, sul sito www.woopfood.com, per dare un sostegno, con una formula nuova e diversa, a chi porta avanti l’allevamento e la pastorizia trovandosi, quindi, a dover convivere con la presenza sempre più massiccia del lupo”.
Il progetto è innovativo e vuole essere una soluzione non “tradizionalista” e semplificata come il fare ricorso alla caccia, piuttosto moderna e civile, attualizzando la pastorizia ai tempi di Internet e alle politiche del crowdfunding.
 



Lascia un commento

Nome: (obbligatorio)


Email: (obbligatoria - non sarà pubblica)


Sito:
Commento: (obbligatorio)

Invia commento


ATTENZIONE: il tuo commento verrà prima moderato e se ritenuto idoneo sarà pubblicato

Sponsor