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Pesticidi obbligatori, un favore alle multinazionali


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Pubblicato da: Categoria: Curiosità

2
AGO
2018

Nel mese di giugno 2018 il Journal of Applied Toxicology ha pubblicato una ricerca che dimostra che concentrazioni sicure di acetamiprid (insetticida neonicotinoide utilizzato in agricoltura) vicine al “No Observed Adverse Effect Level”, ovvero “dose senza effetto avverso osservabile” a cui è stata esposta una donna durante la gravidanza, provocano alterazioni permanenti dello sviluppo neurologico dell’embrione, con danni funzionali e anatomici anche per esposizioni molto basse. Ulteriore ricerca che conferma che non possiamo più sottovalutare le conseguenze sanitarie su larga scala che l’uso massivo e improprio di pesticidi e neonicotinoidi può avere per la salute umana. Sempre crescenti evidenze sperimentali dimostrano la pericolosità dei pesticidi in generale e dei neonicotinoidi (acetamiprid compreso) provocando interferenze endocrine, embriotossiche e neurotossiche, insieme a diversi fenomeni tossicologici di diversa gravità. L’assunzione di queste sostanze da parte dell’uomo provoca effetti negativi anche per concentrazioni alimentari inferiori alla dose di riferimento, ovvero quella “tollerata”. Gli effetti biologici dei neonicotinoidi sull’uomo dovranno trovare ulteriori approfondimenti al più presto. Gli studi internazionali pubblicati descrivono disturbi evidenti come conseguenza della loro assunzione. Sottovalutare o ignorare il valore delle evidenze derivate da studi in vitro e su modelli animali a causa della carenza di informazioni epidemiologiche sull’esposizione umana, non appare eticamente accettabile, così come sostiene l’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia. Il “Decreto Martina” del 6 aprile 2018, che impone l’utilizzo di pesticidi di riconosciuta dannosità per le api, la biodiversità, la sicurezza animale, la salute, a scopo preventivo in alcune aree della Regione Puglia affette da Xylella fastidiosa, indica in maniera specifica alcuni neonicotinoidi e cita in maniera preferenziale proprio l’acetamiprid in base alla sua ottima efficacia. Quanto può essere etico e accettabile imporre per legge obblighi di questo genere a Comunità già provate dal punto di vista ambientale e sanitario? Quanto costerà alla Puglia e ai pugliesi in termini di salute, salubrità alimentare, diversità ambientale? In questi giorni la Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati ha ottenuto il consenso a svolgere un’indagine conoscitiva sul problema Xylella. Ma cosa ancora dobbiamo chiederci per comprendere un problema diventato endemico da anni e che già conosce soluzioni praticabili che non si vogliono favorire? Perché la Commissione Agricoltura non chiede l’abrogazione del “Decreto Martina” invece di far scorrere del tempo per avviare finalmente una revisione della normativa vigente sull’uso dei pesticidi? Acconsentire l’uso obbligatorio di queste sostanze per un chiaro favoritismo nei confronti di multinazionali, rappresenta un attacco massimo all’ambiente e alla salute umana con conseguenze ambientali ed economiche disastrose e irreversibili in un’area della Puglia meridionale che già da tempo sta pagando gli effetti devastanti delle modificazioni climatiche, dell’inquinamento ambientale, della desertificazione e impoverimento dei suoli. E’ urgente un intervento volto a garantire un’agricoltura strumento di progresso economico, di tutela dell’ambiente, della salubrità degli alimenti e della biodiversità e non veicolo per la sottrazione di diritti e per l’incremento del rischio sanitario.

 



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