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IL TARANTO VINCE CONTRO SE STESSO E IL SAN SEVERO

Pubblicato da: Categoria: SPORT

5
OTT
2017

Mentre la guerra continua fuori dallo stadio con la 'diserzione', Cazzarò e compagni tentano di ricomporre le file vincendo una gara che si stava complicando, nel finale, grazie al bomber, ritrovato, Aleksic


Spalti praticamente vuoti, protesta infinita in atto contro un società che in molti non riconoscono più, risultati non in linea con la programmazione decantata in estate: questa è l’attuale situazione che si vive, con il calcio, a Taranto. Inutile far finta di nulla: domenica, primo ottobre, si è raggiunto l’apice della negatività, nonostante la squadra avesse vinto. Scritte sui muri dello stadio, una persino nei pressi degli uffici del presidente, è un momento delicato.
Per fortuna c’è il calcio. Quello che si gioca sul campo e che prevede che, per vincere, si debba far rotolare la sfera nella rete e, magari, gonfiarla, proprio come il nome della nostra rubrica.
Ci siamo prefissi di scrivere, sempre di più, di azioni di gioco, di gol e, magari, di successi dei rossoblu.
Ma non può bastare la nostra volontà: occorre che gli animi si rasserenino. Occorre che il pubblico torni allo Iacovone, teatro, negli anni, di fantastiche e memorabili partite. E’ ancora fresco il ricordo della mostra al castello Aragonese dei 90 anni di calcio in riva allo Jonio (vi abbiamo informato in merito la scorsa settimana), son tornati, in città, tanti campioni. Non è casuale che sia stato proprio l’attuale punta di questa squadra a siglare i due gol che hanno steso il San Severo, ospite di turno allo stadio, un tempo denominato Salinella.
Nessuno ha scelto la maglia numero 9 fra i calciatori ma, a questo punto, crediamo qualcuno debba indossarla per ricordare che, fra i tanti, oltre all’indimenticabile Iacovone, l’hanno indossata, giusto per nominarne qualcuno, i vari Chimenti, De Vitis, De Florio, Molinari (l’argentino), e che ci sono stati dei professionisti che hanno siglato un gran numero di reti come Castellano V. 89, L. Molinari 61 (l’italiano), Castellano C. 60, Genchi 53, Aruta 48, Riganò 48, Margiotta 44 e Tortul 39. (da Wikipedia).

La partita. Taranto-San Severo 2-0.
Raccontarvi di una vittoria strepitosa, sarebbe davvero esagerato ma affermare che sia stata buona, non è un sacrilegio, visti i precedenti. La cronaca narra di un Pera strepitoso, molto più valido come assist man che non come realizzatore, di un Aleksic in piena forma, capace di mettere a segno due reti e di un portiere più fortunato (Pellegrino) di quello schierato precedentemente (Spataro). Di un Cazzarò capace di leggere la partita e di cominciare una cura anche calcistica, oltre a quella meramente psicologica.
Le interviste. Saltiamo, volutamente, quella del D.S., molto colorita, forse un po’ esagerata nei contenuti, soprattutto in merito alle cifre decantate (come spese societarie degli ultimi tre anni) ma ne apprezziamo la voglia di vincere che lo porta ad esaltare tutto. Sarebbe meglio evitare di intervistarlo a fine partita, in fondo è un giovane che si sta mettendo in gioco, oltrettutto, tarantino.
Cazzarò, allenatore del Taranto. “Dovevamo vincere contro tutti e tutto ed ho finito per rischiare. Non era facile penetrare il loro bunker difensivo. Inserire Aleksic: questo ho subito pensato in quei momenti, mentre il tempo passava inesorabilmente. Lui ha un fisico fatto per combattere e, soprattutto, è un ottimo colpitore di testa. Dovevamo agire anche con i cross. Ho tolto Galdean solo per la lentezza della manovra, non per la qualità.  Sono stato baciato dalla buona sorte. Non voglio minimamente immaginare cosa mi avrebbero detto se non fosse risuscita questa operazione che, di fatto, mi ha portato a cambiare modulo.  Voglio complimentarmi col gruppo che ha fatto tutto con sapienza e, fatemelo dire, con pazienza. Questo Taranto sarà in grado di lottare per la promozione. Ovviamente, ho bisogno di qualche innesto, in società sanno. Stiamo lavorando duro sulla testa dei ragazzi e, posso tranquillamente affermare, l’operazione sta andando in porto felicemente. Non è bello vedere lo stadio vuoto, personalmente non ci sono abituato, ho giocato anche davanti a 27.000 persone. Questa è la situazione, andiamo avanti”.

Il prossimo avversario. Domenica prossima il Taranto andrà a Pomigliano d’Arco, in Campania.
I campani hanno vinto per 3-1 in casa della Gragnanese e vivono un ottimo momento di forma. Hanno 8 punti contro i 6 dei rossoblu. Sarà una battaglia. Questo è il momento, per gli uomini di Cazzarò, di tentare a vincere fuori casa, per ricominciare a sorridere anche in classifica. Forza Taranto, ce la puoi fare.



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