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Taranto / Città vecchia anzi nuova

Pubblicato da: Categoria: ATTUALITA'

9
AGO
2013

Sì, perché non è facile vedere la parte più antica della città così viva, animata da eventi culturali ed eccellenze enogastronomiche. Sere d’estate per rivivere tradizioni e origini attraverso momenti di condivisione e (quasi sempre) nel rispetto della legalità

Anche quest’anno per la sua terza edizione, l’Isola che Vogliamo continua a essere un contenitore artistico culturale, che di anno in anno tenta di qualificarsi anche in termini di bontà e preziosità per le sue proposte di intrattenimento; il progetto, presentato dall’Associazione Culturale “Terra”, è quello di concentrare le attività in città vecchia per una sera alla settimana, il mercoledì. Itinerari artistici, spazi musicali e per il cinema, incontri culturali e postazioni enogastronomiche che si intersecano tra i vicoli e le piazze del borgo antico, al fine di una cooperazione e condivisione tra residenti, commercianti, operatori culturali e artisti. Quest’anno sono quasi una ventina le postazioni che si animeranno all’unisono, due quartieri eno-gastronomici con vetrine per l’eccellenza pugliese e l’eccellenza tarantina, centinaia di figuranti in abiti d’epoca e volontari. L’appuntamento con l’arte, la cultura, l’eno-gastronomia, gli spettacoli e la riscoperta del territorio, si svolgerà per altri due mercoledì d’agosto (21 e 28) nella città vecchia di Taranto. «Siamo nell’anno della maturità e della svolta», ammette Fabrizio Iurlano, direttore artistico della rassegna, «dopo le prime due, in questa terza edizione, puntiamo tutto sulla storia e la memoria marginalizzata della città. Abbiamo costruito infatti, un cartellone di eventi che parla di quella parte di noi che spesso dimentichiamo e che invece andrebbe esibita come un vanto». Il clima di quest’anno infatti, improntato tutto su “la ricerca del tempo perduto”, racconta meglio di ogni altra descrizione, l’intento degli organizzatori. «Ieri, oggi e domani»,  dice Toto Santacroce, Presidente dell’Associazione Culturale Terra,  «rappresentano il breviario con cui attraversare i vicoli dell’isola nei nostri mercoledì. In quel tempo perduto, ci sono anche le vocazioni, i talenti, i saperi e i sapori che riattualizzati, potrebbero alimentare il nostro presente e il nostro futuro». Tra gli eventi da segnalare nella prima serata de L’Isola che vogliamo, ci sono certamente le due postazioni food in Piazza Castello e Pensilina Liberty, tra cui le imprese del settore agroalimentare e le Masserie Didattiche (Donna Clementina di Castellaneta e Porto Vento di Ugento) riconosciute dalla Regione Puglia, che hanno animato i percorsi destinati alla degustazione e laboratori didattici. Tra gli eventi culturali e di spettacolo in Piazza Duomo il corteo storico dell’Associazione Culturale Maria D’Enghien con scene da “Il matrimonio della principessa di Taranto”. Scenari medievali anche ad Arco San Giovanni con l’Associazione Durlindana e in Piazza Castello con lo spettacolo di sbandieratori Fieramosca di Barletta e gli spettacoli di danza e teatro a Piazza Ss. Crocifisso. Nonostante la meticolosa organizzazione e i buoni propositi, sono stati riscontrati illegalità diffusa, abusivismo,  discoteche e banchi alimentari improvvisati e insicuri; l’Associazione Terra ha denunciato apertamente questa situazione. Non c’è dubbio che sia dipeso anche dalla polizia municipale: i vigili c’erano, giravano per la festa ma non c’è stato nessun intervento. L’Associazione Terra invita a non avere nessuna tolleranza nei confronti dell’abusivismo di qualsiasi genere; oggi nel borgo antico ci sono tante piccole attività, prevalentemente di giovani che hanno deciso di investire, dai Bed&breakfast ai cafè letterari, passando dai fruttivendoli al parrucchiere, persone che pagano regolarmente tasse e costi della manodopera. Non è giusto che un branco di abusivi danneggino le attività che hanno deciso di investire nel quartiere, rischiando e investendo non pochi soldi per ristrutturare. Per queste ragioni ancora una volta, Toto Santacroce si rivolge alla città: ai concittadini, affinché amino l’Isola, provando a scegliere ed escludendo tutto ciò che è illegale; alle istituzioni, allertate in ogni ordine e grado sino al Questore, perchè adottino l’Isola riconoscendo in essa lo strumento di legalità, decoro e normalità in quella parte di città, che da troppo tempo attende interventi di questo genere. Malgrado le polemiche, gli appuntamenti si sono susseguiti con la musica classica: tredici concerti di grande respiro, tra i quali quelli di Cristina Ciura (violino) e Quartetto Fancelli (fisarmonica, violino e violoncello) in Piazza Duomo, a Palazzo Galeota con il concerto per soprano, clarinetto e pianoforte di Cinzia Genderian, Guido Arbonelli, Giovanni Sorana, e il piano di Biagio Orlandi e Massimiliano Chiappinelli. Scenario di grande suggestione anche per il concerto di violino e fisarmonica (Daniela Rossi e Massimo Santostefano) e per la performance artistica di Manlio Pinto al pianoforte; ospiti della corte interna del Museo Diocesano. Per la rassegna di cultura focus sulla Cripta del Redentore, ipogeo con antichissimi affreschi ritrovato da Luigi Viola agli inizi del ‘900. Cosimo Pace e Francesco Zerruso della cooperative Novelune hanno presentato gli studi sul sito e il volume “Itinerario archeologico della Taranto greco-romana” (Scorpione editrice). Per le novità da segnalare anche l’apertura straordinaria della Chiesa di San Domenico Maggiore, grazie alla disponibilità della Confraternità di Maria SS. Addolotara e San Domenico e della Rettoria della Chiesa. Nell’occasione la Confraternita ha provveduto a proiettare alcuni filmati rappresentativi delle principali funzioni religiose confraternali, illustrando ai presenti quelle che sono le attività proprie della Confraternita e discorrendo sulla storia della Fratellanza che affonda le proprie radici sin nel tardo diciassettesimo secolo. La forza dell’Isola che Vogliamo è quella di riuscire a trascinare tra i vicoli di Taranto vecchia persone di tutte le fasce d’età e di ogni tipo di estrazione culturale. Un effetto che crea contaminazione e curiosità e che ha consentito di coinvolgere giovanissimi ad appuntamenti di alto profilo culturale, ma anche persone più adulte a ballare nei dj set che a tarda ora si sviluppano lungo i percorsi. L’evento è perfettibile, ma al momento rimane la più grande occasione di promozione turistica del territorio.



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