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RINALDO MELUCCI: E NIENTE, LE SOLITE COSE


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Pubblicato da: Categoria: ATTUALITA'

29
MAR
2017

Entriamo nel vivo della campagna elettorale e già fioccano i predicozzi sul turismo enogastronomico, le bellezze paesaggistiche, la portualità e via banalizzando. Eravamo stati facili profeti su queste stesse pagine annunciando che ci sarebbero state le classiche dichiarazioni di intenti che, sotto elezioni, la politica tarantina rispolvera da almeno 40 anni

 Premettiamo che Rinaldo Melucci ha la faccia del bravo ragazzo per cui non è nostra intenzione puntare il dito su una persona che, tra i tanti possibili limiti, non ha certo quello della buona volontà.
Ci corre l’obbligo però di notare quanto il suo registro verbale appaia vecchio a dispetto di un fattore anagrafico che dovrebbe giocare a suo favore (Melucci ha 40 anni).
Sembra arrivato direttamente dagli anni 70 il buon Rinaldo,  con i suoi “si dovrebbe, si potrebbe, nella misura in cui , a monte e a valle” e con quei predicozzi tanto ecumenici  quanto privi di elementi concreti.
Evidentemente, finiti i candidati di prima fila - i quali devono aver declinato sbirciando le intenzioni di voto dei tarantini -  il centrosinistra ionico deve aver raschiato il barile delle seconde file tirando fuori dal cilindro il nostro Melucci che probabilmente avrà dato riscontro positivo  ad una proposta di candidatura che mai si sarebbe aspettato che qualcuno gli facesse.
Pericolo scampato in casa Pd con annesso giubilo dei suoi vertici: “È un giovane imprenditore che si è costruito dal basso. Può rappresentare un valore aggiunto per la città”, afferma Carrieri. Il suo profilo, aggiunge, “è quello giusto. È una scelta che ci ha riempito di entusiasmo. Melucci ha dentro di sé la freschezza, la determinazione e la consapevolezza del lavoro che dovrà svolgere”. Il programma del futuro di Taranto, a detta del coordinatore provinciale, è già impostato, grazie “alla forte presenza del Pd e dell'attenzione del Governo su questa città”.
Attenzione del Governo per la città? Freschezza e determinazione di Melucci? Forte presenza del Pd a Taranto? Le narrazioni (leggi frottole in libertà) si sprecano. Ma tant’è, siamo in campagna elettorale.
Ma come si presenta Rinaldo Melucci? La solita solfa di “un sindaco trasversale che possa rappresentare l’intera comunità” e la solita manfrina usata e consumata del candidato tra la ggggente, sceneggiata  che non impressiona più nessuno da almeno 20 anni: “Abbiamo deciso di organizzare questa conferenza stampa all’aperto – presso i tavolini del bar -  per dimostrare il nostro intento di essere liberi fra la gente, sciolti da ogni vincolo”.
Insomma il solito candidato libero che ascolta la solita lagnanza della vecchina e che fa il solito programma condiviso con la città come se i programmi poi qualcuno li rispettasse e come se gli amministrati avessero le competenze per condividere con gli amministranti un progetto di città del futuro.
Mancava il solito appello? No, eccolo: “dobbiamo puntare su quella parte della città – ha dichiarato Melucci – più giovane e scolarizzata. Parliamo di circa 20-30mila cittadini – ha proseguito Melucci – che potrebbero andare via da Taranto ed il nostro dovere è porre le basi affinché restino”. Poi aggiunge “Oggi dobbiamo decidere – ha poi aggiunto Melucci – come trasformare questa città e come favorirne lo sviluppo” elaborando il solito opuscoletto che abbia il solito “fine di rendere più inclusivo il programma elettorale”.
Poteva mancare il solito pistolotto sul porto? Eccolo: per Melucci l’obiettivo è puntare ad una “terza Taranto”. Dopo l'Arsenale e l'Italsider, adesso sarebbe arrivato il solito momento di rilanciare il solito Porto e il solito retroporto, solita importante direttrice di sviluppo della città se collegato anche alla solita valorizzazione della cultura, dei soliti beni paesaggistici e del solito turismo enogastronomico.
Solita storia insomma.



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