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Ma davvero avete creduto alla promessa di chiusura dell'Ilva?


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Pubblicato da: Categoria: ATTUALITA'

18
AGO
2018

In campagna elettorale i grillini hanno avuto gioco facile promettendo cose che - con il senno di poi ma anche di prima - sono difficilmente realizzabili. Dispiace anche la scarsa incidenza delle associazioni ambientaliste. Iniziamo a coinvolgere maggiormente i medici perchè dalla scienza e dal numero di morti e di ammalati non si scappa

Se dicessero ai tarentini che l'acqua del mare è dolce da bere o che il classico asino vola ci crederebbero anzi si spingerebbero oltre, votandoli alle elezioni come poi è stato per i Grillini e per il Sindaco targato PD. Dico questo perchè personalmente ho partecipato alle elezioni per il Governo e durante la campagna elettorale ho sentito delle promesse a dir poco abominevoli. Gli italiani e in particolar modo i tarentini, forse per disperazione o per creduloneria, hanno abboccato come dei "BOCCALONI" alle tante promesse fatte nelle tante campagne elettorali da gente in mala fede che non era in grado di promettere nulla, in quanto ereditante, nel caso di vittoria, un Paese fallito dalle fondamenta. Infatti il mio partito che non ha promesso frottole non è nemmeno riuscito a entrare in Parlamento. E' proprio su questo fallimento che si gioca il ruolo dell'ILVA e non solo per la città di Taranto. In termini economici uno straccio di Stato, o meglio quello che ne rimane, dopo aver svenduto pezzi pregiati della propria industria, poteva permettersi di perdere anche il dominio dell'acciaio? Non so quanti gruppi ambientalisti e quante associazioni, ci siano nella nostra città ma, a mio parere, troppe ed eccetto pochissime, contabili su una mano sono le persone che sono state alla fine poco utili a una causa che sarebbe quella della chiusura senza se e senza ma dell'ILVA. Questo articolo è diretto a loro, soprattutto a quelli che nella causa inseguono propri personalismi dal comportamento narcisistico. Ma veramente possono pensare di far chiudere una fabbrica di "interesse nazionale" con la guerra economica in corso, dazi compresi? Sanno benissimo questi maghi dell'ambiente che liberandosi dell'acciaieria il problema non sarebbe assolutamente risolto, restando attive ancora l'ENI, forse la CEMENTIR e anche la Marina Militare che negli anni ha dato il suo contributo. Sono questi tutti "obbiettivi sensibili" e importanti all'economia di una Nazione, per cui irrinunziabili. Alla luce di tutto ciò i donchisciotteschi e utopistici ambientalisti e salvatori della Patria appaiono privi di significato. Da medico sono perfettamente in accordo che si debba arginare e controllare un problema realmente esistente che è quello dell'inquinamento con un alto numero di ammalati di tumori (1500 morti in un anno su una popolazione di 200.000 abitanti sono un numero smisurato) e altre patologie del sistema nervoso e polmonare ma di fronte all'economia di un Paese in gravi condizioni si preferisce da anni curare prima l'economia e dopo le malattie. Sicuramente dissennato ma questa è la realtà e ottenere un cambiamento mondiale in questo credo che ci vorranno tanti ma tanti anni ancora. Molti incompetenti nel corso di questi anni sono diventati, a sproposito, opinionisti, dicendo le cose più assurde, con associazioni nate dal nulla che hanno dialogato su questioni riguardanti la Sanità tarentina, ospitate in Ospedale e avvallate da Emiliano che li ha ascoltati, non sapendo neanche a che titolo. Ultimamente convocate da Di Maio oltre 60 associazioni cittadine a Roma, per discutere di ILVA e solo per dare un contentino a chi, in campagna elettorale, ha votato i Grillini. La scienza non è democratica e sulla salute e sui dati sanitari possono e devono interloquire solo i medici, preparati in quello che si discute! Esorto i sognatori e gli ammalati di protagonismo a indirizzare i loro sogni per tenere controllata l'aria che respiriamo facendo i controllori di chi controlla, come l'ARPA.



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