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QUI E ORA/SIEG HEIL – SALVE VITTORIA

Pubblicato da: Categoria: ATTUALITA'

31
OTT
2018

Bolsonaro è stato eletto Presidente del Brasile. Un nuovo membro della destra estrema ha conquistato i vertici del potere e lo ha fatto per volontà della maggioranza degli elettori. Ma il popolo desidera davvero tornare agli anni più bui del secolo scorso?

Jair Messias Bolsonaro. È questo il nome del neo Presidente del Brasile che entrerà in carica il 1° gennaio 2019. Esponente dell’estrema destra, ex militare, razzista, xenofobo, omofobo, sessista, ha promesso l’epurazione delle foreste amazzoniche dalle tribù indigene e il Brasile dagli oppositori di sinistra. Ispirato dai dittatori del passato, intrattiene rapporti con i nazionalisti e gli aspiranti dittatori europei. Per la volontà di poco più del 55% degli elettori, i brasiliani hanno scelto di svoltare verso la destra più estrema. Dopo Vladimir Vladimirovič Putin, Donald John Trump, Recep Tayyip Erdoğan, Sebastian Kurz, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, una nuova parte del Mondo ha decretato l’ascesa del totalitarismo al potere quale espressione della volontà degli elettori. Per quanto si possa discutere sull’efficacia dei sistemi elettorali o di possibili brogli, il dato incontestabile è che una vasta parte della popolazione ha fatto una scelta contro la Democrazia anche dove questa sia stata conquistata con grande sacrificio dei popoli stessi. Neppure la Storia e le eloquenti esperienze del passato hanno insegnato che il potere consegnato a pochi non sortisce soluzioni favorevoli al popolo che è, inevitabilmente, destinato a rivivere drammi storici e profonde divisioni. Ancora una volta, si è fatto uso della Democrazia per poterla distruggere. Eppure è un dato di fatto ed è con questo che bisogna confrontarsi. C’è chi ha deciso di demandare il proprio ruolo sociale e si è affidato totalmente alle decisioni di un dittatore considerandole valide ed efficaci per la vita di un’intera comunità. A fronte di svolte così repentine gli interrogativi sono molteplici, i primi fra i quali riguardano la reale autonomia di pensiero degli elettori e la loro libertà di discernimento. Non è un mistero che l’elettore medio, anche avendone la capacità, non ha la possibilità di dotarsi di una conoscenza completa delle prospettive politiche, scevra da indicazioni finalizzate molto simili al condizionamento. L’elettore medio, quindi, non è dotato di strumenti equi per decidere e non ha modo e tempo per farlo. Ci sono politici di ogni parte del mondo che hanno sviluppato su questo la loro carriera. Per comprendere come un popolo possa decidere di abbracciare politiche totalitariste, non necessariamente di destra, è necessario dotarsi di critica e pragmatica. Partiamo dal presupposto che chiunque focalizzi la sua vita sulla sussistenza, è predisposto favorevolmente verso qualsiasi proposta di cambiamento delle sue condizioni contro la riduzione del proprio contributo, così com’è propenso a ricercare un responsabile del proprio malessere senza che gli sia imputata una qualche forma di corresponsabilità. È una forma esasperata di edonismo che si manifesta maggiormente nei periodi d’intensa crisi economica e sociale. Questa combinazione, se debitamente controllata, può sortire la fortuna di chi ambisce al potere. Nel passato, si è scelto sempre un nuovo obiettivo per incarnare il nemico, che fosse la diversità fra gli individui o quella fra i popoli, allo scopo di impoverire o annullare le identità affinché fossero facilmente controllabili. Perfino Umanesimo e Rinascimento, che si prefiggevano di sostituire la centralità spirituale della Chiesa con quella dell’Uomo, si tradussero nella dipendenza del popolo e della sua crescita culturale, alla Signoria e al suo mecenatismo. Attualizzando il concetto, quanto si sta verificando in diverse nazioni, è la conseguenza di un progressivo impoverimento delle coscienze che ha avuto inizio circa sessant’anni fa, quando si è data priorità al capitale sull’uomo. Il capitale, infatti, non era più considerato uno strumento funzionale all’uomo ma lo costringeva a vivere in funzione della sua crescita. Il capitale assumeva una centralità sociale perché considerato quale unica e solida certezza per il futuro e la continuità dell’esistenza. Questa tendenza ha continuato a protrarsi, favorita dal progressivo impoverimento critico delle masse, mutate nella loro dignità, più istintive e facilmente appagabili con prospettive immediate e completamente materiali. Nessuno ha realmente fronteggiato questa forma di regressione che, al contrario è stata considerata un’allettante opportunità. La Destra l'ha coltivata come strumento per concretare le proprie finalità e la Sinistra, abbandonando la propria funzione politica, si è ideologicamente diluita mentre si approcciava anch’essa al capitalismo. Di fatto, sminuire la funzione del popolo ha causato un netto distacco fra esso e lo Stato, come se fossero due entità distinte. Quando lo Stato ha cessato di produrre e ha dato inizio alla svendita di quanto il popolo aveva costruito, le conseguenze sono state inevitabili. Le masse hanno compreso di essere divenute finanziatrici di progetti terzi che erano interpellate solo a fini elettorali. Il popolo perdeva il ruolo di fautore e costruttore del suo Stato. La dilagante ascesa dei totalitarismi, come nel passato, si basa proprio sull’esaltazione delle masse illudendole di essere partecipi, mentre si offrono loro prospettive di benessere. Così come avvenuto durante fascismo e nazismo del secolo scorso, al fine di acquisire consensi, si identifica un responsabile del malessere che, in genere, corrisponde ai governi precedenti, alla gestione troppo analitica dei bilanci o in quello che è meno conosciuto, come i poveri, gli stranieri o qualsiasi altra entità considerata differente. La menzogna assume una funzione basilare anche per la capacità di distrarre il popolo. Ciò che accade nei paesi a deriva autoritaria è, inoltre, favorito dalla liquefazione degli storici baluardi della Democrazia, divenuti eccessivamente tolleranti e remissivi. Perfino l’antifascismo nato come presupposto fondamentale per l’esistenza dell’Europa ha totalmente perso la sua funzione in nome della libertà di pensiero, anche quando questo tende a ledere la Democrazia. Il nostro Paese ne è una concreta dimostrazione. Quando il capitale umano che produceva la ricchezza dello Stato è stato sostituito da mirabolanti manovre fiscali e ha cominciato a perdere la sua valenza, gli italiani, rifacendosi ai nuovi modelli politici, si sono abbandonati a un crescente imbarbarimento. Le politiche attuate negli ultimi decenni si sono rivelate un incubatore per le Destre che, di fatto, sono ascese incontrastate. Lo stesso è accaduto in diverse parti del mondo, dove le politiche sociali sono state sostituite da tentativi di compromesso con il capitalismo che ha avuto ovunque il sopravvento sul valore umano. Se oggi Vladimir Putin è ancora il Presidente della Federazione Russa, Donald Trump è il Presidente degli Stati Uniti d’America, Sebastian Kurz è il Cancelliere federale dell’Austria, Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono i vicepresidenti del Consiglio italiano e tutti condividono politiche populiste, xenofobe, razziste e nazionaliste, è solo perché chi li ha preceduti negli ultimi decenni, non ha impedito la loro ascesa, smettendo l’azione antifascista e abbandonando la totale e completa attenzione verso il popolo. Quello che oggi è definito un elettorato ottuso, ignorante, violento, è divenuto tale quando la classe politica ha abusato della sua fede incondizionata, della sua disponibilità e della sua accondiscendenza. In Italia, gli elettori che hanno sostenuto la Destra, e in essa si comprendono anche le accozzaglie improvvisate e prive di fondamento civico, sono gli stessi che, prima, hanno dato fiducia ai governi di centro e centro-sinistra, oltre a essere gli eredi di chi ha lottato perché proprio le destre non governassero mai più l’Italia. La possibile via di uscita da quello che appare un duro attacco alla Democrazia europea e di altre parti del mondo, è ristabilire la giusta dimensione dell’uomo rispetto al capitale, e perché ciò avvenga, questo deve essere relegato alla sola funzione strumentale. La Storia, però, ci dimostra come siano cambiati gli strumenti ma l’uomo sia rimasto quasi invariato dalle scorse derive autoritarie e, come allora, la realtà prevarrà nuovamente sulle menzogne su cui è costruita questa tendenza, così come sta già accadendo in Italia, dove l’elettorato chiede il rispetto e la contropartita del proprio voto. L’auspicio è che questo avvenga ovunque pacificamente senza transitare, come nel passato, attraverso la violenza e la lotta armata.



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