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Politici, bambini e cuccioli: quando il marketing sfrutta l'emotività

Pubblicato da: Categoria: ATTUALITA'

18
SET
2019

Una branca del marketing è dedicata all’impiego di bambini e cuccioli a fini promozionali. Premesso che i bambini divengono consapevoli consumatori già in età prescolare generando la c.d. commercializzazione dell’infanzia, se da un lato c’è un attento studio per raggiungere la loro attenzione e il loro consenso, dall’altra i piccoli consumatori sono da sempre utilizzati come parte attiva della pubblicità indirizzata agli acquirenti adulti. Richiamano innocenza e tenerezza, così come i cuccioli che sono un concentrato di dolcezza al quale è difficile sottrarsi. Il culmine è l’accoppiata fra bambini e cuccioli, sicuramente vincente tanto da ispirare studi basati sul tipo di cucciolo da accoppiare alle differenti tipologie di bambini.

Il marketing è largamente impiegato in ogni settore e, nell’era del consumismo spinto, è proprio da questo che, spesso, dipende il successo di un qualsiasi prodotto. La promozione è fondamentale anche per gli individui che hanno intuito come sia più facile pubblicizzarsi per la forma che per i contenuti, tant’è i soggetti politici si basano fondamentalmente sull’immagine. Curare il modo di approcciarsi all’elettorato ha superato le idee e i contenuti tanto da indurre candidati e politici a servirsi di qualsiasi espediente pur di fare leva sull’elettorato. Questa tecnica pubblicitaria, a volte diviene una gara di amoralità che non risparmia l’impiego indiscriminato di bambini e cuccioli che, come per i settori commerciali, si rivela notevolmente efficace. Dopo Berlusconi, Bersani, Monti, Grillo e altri soggetti politici che si sono esibiti con i cuccioli di diversi animali, ottenendo risultati promozionali soddisfacenti, molti candidati hanno pensato di farsi ritrarre con i bambini, cuccioli per eccellenza. Hanno rispolverato le pose dei dittatori del XX secolo, considerando che, se sono state efficaci nel passato, sarebbero state ugualmente funzionali per i novelli autocrati. Dopo la comparsa di bambini che indossavano magliette rosse durante le manifestazioni, l’ex premier Matteo Renzi ha proposto uno scatto fotografico con la nipotina down portata in spalla, dando così inizio alla stagione dei politici che hanno esposto agli obiettivi i loro figli, con o senza cuccioli. Tronfi della loro prerogativa nel governo, anche gli ex ministri Matteo Salvini e Danilo Toninelli non si sono sottratti dal promuoversi con l’aiuto dei bambini, partecipando al programma televisivo della Rai, “Alla Lavagna”, nel quale hanno spiegato agli alunni delle scuole primarie le loro teorie sul sovranismo, il primo e la democrazia diretta, l’altro. Da quel momento, è stato un susseguirsi di presentazioni pubbliche di bambini e ragazzi ignari, adoperati come valore aggiunto. Provvidenziali come la pioggia nel deserto si sono aggiunte le recenti inchieste della magistratura sulle adozioni di minori gestite discrezionalmente che, prontamente, sono state adottate dal mondo politico per acuire lo scontro fra schieramenti opposti. Il fatto che questi show abbiano destato la pubblica indignazione non ha frenato la speculazione sugli infanti tanto da stimolare nuove e più ardite soluzioni. Durante lo scorso raduno leghista di Pontida, infatti, il leader della Lega appena defenestrato dall’incarico di governo, durante il suo intervento, ha esibito una bimba vittima, a suo dire, delle adozioni politicizzate dai suoi avversari politici. Matteo Salvini, dopo aver asservito alla sua propaganda la Beata Vergine Maria e tutti i possibili simboli della religione cristiana, avendo riscosso poco successo e ricevuto l’ammonimento della Chiesa, ha pensato di sostituire l’immagine sacra con quella della famiglia tradizionale minacciata dalle adozioni e le coppie di fatto. La protagonista indiscussa dei suoi intenti è stata la piccola Greta (malauguratamente con lo stesso nome dell’attivista svedese osteggiata dalle destre di mezzo mondo), che l’ex ministro dell’Interno ha sollevato per mostrare alla folla una delle giovani vittime del caso giudiziario “Angeli e Demoni”, salvo poi scoprire che Greta è ben lungi dall’inchiesta di Bibbiano, proviene dal comasco ed è stata prestata da sua madre, presente sul palco come esponente del Movimento Spontaneo Nazionale #Bambinistrappati, nato sui social e prontamente adottato dalla Lega. Non sembra che sia davvero arrivato il momento di smettere il becero e risalire la china?  



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