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L´agricoltura addomesticata nell´Amazzonia boliviana


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Pubblicato da: Categoria: ATTUALITA'

30
NOV
2020

Un gruppo internazionale di ricercatori ha scoperto una nuova area del Pianeta dove l'uomo è riuscito ad addomesticare la vegetazione avviando un tipo di agricoltura. È una zona dell'Amazzonia sudoccidentale dove secondo le ricerche effettuate, 10mila anni fa manioca, zucca e altri prodotti commestibili sono diventate piante coltivate in orti. Sarebbe il quinto tipo di agricoltura nota. Si aggiunge a quella che, partita dal Medio Oriente, è stata poi trasmessa in Europa e in Italia, e alle altre tre sorgenti di agricoltura che nacquero più o meno nello stesso periodo, ossia circa 10.000 anni fa, le colture del riso in Cina, quella del mais in Mesoamerica e quelle delle patate e della quinoa sulle Ande. I risultati della ricerca dimostrano come Llanos de Moxos, il nome dell'area in cui è avvenuta la scoperta, sia un luogo dove le coltivazioni praticate da gruppi di persone, giunte fin lì durante l'Olocene, abbiano causato una profonda alterazione dei paesaggi amazzonici. È una savana di circa 125.000 chilometri quadrati, situata nel Dipartimento di Beni in Bolivia, il cui paesaggio è caratterizzato da sterri scavi del suolo, campi rialzati, tumuli, canali e aree forestali. Sono state mappate le aree utilizzando il telerilevamento ovvero studiando l'area dall'alto utilizzando foto satellitari ad alta risoluzione, partendo dall'idea che le isole forestali di forma regolare avessero origine antropica. In quell'immensa area, vi sono più di 4.700 isole forestali artificiali, 30 sono state studiate dai ricercatori, che hanno individuato aree di residenza umana. Vi sono pochissime prove dell'addomesticamento delle piante da parte dell'uomo, perché il clima è tale da distruggere ogni tipo di materiale organico e perché, trattandosi di un'area alluvionale, risulta difficile anche trovare le prove dei primi cacciatori-raccoglitori. Per determinare la presenza di un'agricoltura creata dall'uomo sono state studiate e analizzate le "fitoliti", ossia minuscole particelle di minerali che si formano all'interno delle piante che sono state trovate nei pochissimi reperti archeologici a disposizione. Poiché le fitoliti prendono una forma particolare, diversa a seconda delle piante in cui si formano, è stato possibile risalire alle prove che, nelle isole forestali, vi erano già circa 10.350 anni fa piantagioni di manioca, yuca, da 10.250 anni si trovano piantagioni di zucca, mentre il mais compare solo 6.850 anni fa. Se ne deduce che manioca, zucca, mais e altri alimenti ricchi di carboidrati, come le patate dolci e le arachidi, probabilmente costituivano la maggior parte della dieta di coloro che abitavano a Llanos de Moxos, una dieta che veniva integrata da pesci e grandi erbivori. È possibile che i gruppi che diedero vita a questa agricoltura siano giunti qui avendo già le conoscenze di base necessaria a condurre una vita a base di agricoltura e di caccia. Nel passato molti archeologi e biologi avevano ipotizzato che l'Amazzonia sudoccidentale potesse essere un centro di propagazione di varie piante come manioca, zucca e arachidi, oltre che di alcune varietà di peperoncini e di fagioli, fino ad oggi non c'erano prove della loro possibile provenienza.



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