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ShadeMed 2020: "Sfide per la cooperazione nel Mediterraneo dopo la pandemia globale"


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Pubblicato da: Categoria: ATTUALITA'

30
NOV
2020

“Challenges for cooperation in the Mediterranean after the global pandemic” (Sfide per la cooperazione nel Mediterraneo dopo la pandemia globale) è il tema della IX conferenza internazionale ShadeMed (“SharedAwareness and De-Conflitttion in the Mediterranean” , Consapevolezza condivisa e riduzione del conflitto nel Mediterraneo) 2020 svoltasi per due giorni interi in un forum virtuale che ha coinvolto più di 250 partecipanti da 30 Paesi, 50 organizzazioni e 25 giornalisti internazionali, con tutti gli interessati collegati online con il Quartier Generale dell’Operazione Irini, a causa dell’attuale emergenza sanitaria causata dal Covid 19.

“La pandemia ha già cambiato il modo in cui viviamo e i suoi effetti sono visibili anche nel bacino del Mediterraneo – ha dichiarato l’Operation Commander, Ammiraglio di Divisione Fabio Agostini- fondamentale crocevia globale. Il Mediterraneo è un fulcro tra tre continenti, ognuno con le sue peculiarità, è un ampio punto d’incontro per diverse culture e società oltre che teatro di conflitti, un universo di differenze che piuttosto che essere apprezzate per la loro ricchezza finisce per non esserlo. Il mare tra le terre come suggerisce il nome include sviluppi nelle regioni circostanti come il Golfo di Guinea, il Mar Rosso, il Corno d’Africa, il Medio Oriente e l’Oceano Indiano. Il bacino fornisce molteplici sfide strategiche aggravate dalla pandemia in corso, luogo in cui siamo testimoni di crisi umanitarie, flussi migratori, di sfide alla comunità marittima e notevoli cambiamenti nella diffusione delle informazioni”.

Dopo la conferenza per la Libia dello scorso 19 gennaio 2020 alla presenza dei principali governi europei e delle due parti in conflitto, sulla necessità di un immediato e duraturo cessate il fuoco in Libia per iniziare colloqui di pace, il 31 marzo 2020 con la Decisone (PESC) 2020/472 del Consiglio dell’Unione Europea è stata avviata l’operazione EUNAVFOR MED IRINI,che opera in alto mare, nel cuore del Mediterraneo centrale al largo delle coste libiche. Posta sotto il controllo e la direzione strategica del Comitato Politico e di Sicurezza, sotto la responsabilità del Consiglio dell’Unione Europea e dell’Alto Rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di Sicurezza/VicePresidente della Commissione Europea Joseph Borrell che durante il suo video messaggio ha condiviso alcune significative riflessioni sul ruolo strategico dell’Unione Europea nel Mar Mediterraneo.

“L’operazione Irini è un esempio concreto dell’impegno dell’Unione Europea – ha dichiarato Borrell – a scongiurare i conflitti e ad aprire un accordo di pace sostenibile per la Libia, è uno strumento imparziale a disposizione della Comunità internazionale che attinge per l’area di risorse navali e satellitari che danno già risultati tangibili per riportare pace e stabilità nella regione. Eppure l’UE non può farlo da sola, è giunto il momento storico per tutti gli altri membri dell’Europa di prendersi la propria parte di responsabilità e smetterla di alimentare un conflitto che ha già causato troppo dolore e perdite, abbiamo l’opportunità storica per porre fine al conflitto e la responsabilità di lavorare insieme per la sicurezza e la stabilità del Mar Mediterraneo portando ciascuno un valore aggiunto, creando uno spazio per lo scambio di opinioni e delle migliori pratiche per coordinare i nostri sforzi. Tutti noi – ha proseguito Borrell- condividiamo lo stesso obiettivo, un mare più sicuro e stabile, quindi lavoriamo insieme per portare la pace e stabilità sulle rive del nostro Mediterraneo”.

Lo SHADE MEDè un forum in cui rappresentanti di nazioni e organizzazioni con un interesse per la stabilità e la sicurezza nel Mediterraneo, si riuniscono ogni anno dal 2016 per riflettere e discutere della situazione e valutare l’evoluzione, le tendenze e le migliori pratiche nella regione mediterranea.Tra i prestigiosi relatori esperti in materia quest’anno oltre a  Josep Borrel, Alto Rappresentante UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, hanno partecipato Jose Sabadell, nuovo ambasciatore UE in Libia, il Generale Vecciarelli, Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Generale Claudio Graziano, Presidente del Comitato Militare dell’UE, il General Re, Comandante del NATO Southern Hub, l’Ammiraglio Burke, comandante del NATO Joint Force Command, il Vice Ammiraglio Keith Blount, Comandante del NATO MARCOMe molti altri. Nel corso delle due giornatesi è discusso di come ridurre la possibilità di conflitti e, ove possibile, a coordinare le risorse, le operazioni militari e civili, e le pratiche industriali, per raggiungere la stabilizzazione nella regione e rafforzare la partnership in questa vasta area. La conferenza, intitolata “Sfide per la cooperazione nel Mediterraneo dopo la pandemia globale”, è stata divisa in due fasi principali. Due panels in sessione plenaria con presentazioni e briefings e una serie di gruppi di lavoro dedicati a specifici argomenti di interesse, su: attività illecite, coordinamento dell’industria navale, e formazione della Guardia Costiera e Marina Libiche.

Durante i lavori nella prima giornata è stata organizzata anche una “media opportunity” con l’Ammiraglio Agostini, separata dalla conferenza generale.L’operazione Irini di EUNAVFOR, guidata dall’AmmiraglioAgostini, ha una forte connotazione internazionale ed interforze - lo staff è composto da personale italiano e straniero di tutte le Forze Armate, attualmente l’operazione riceve il contributo di personale e mezzi di 23 nazioni - oltre a controllare l’embargo sulla Libia, come successore dell’operazione Sophia, ha anche compiti secondari come quello di monitorare e raccogliere informazioni sulle esportazioni illecite di petrolio dalla Libia, contribuire allo sviluppo delle capacità e alla formazione della Guardia costiera e della Marina Libiche, nei compiti soprattutto dell’applicazione della legge internazionale del mare, e infine contribuire a rompere il business del traffico di esseri umani attraverso la raccolta di informazioni e il pattugliamento aereo.Tutti questi compiti entrano nel processo di stabilizzazione potenziale non solo della Libia ma anche di tutto il Mar Mediterraneo.



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