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L´emergenza delle spose bambine in Etiopia


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Pubblicato da: Categoria: ATTUALITA'

9
DIC
2020

Nei matrimoni infantili in Etiopia le spose bambine non conoscono il futuro marito fino al giorno del matrimonio. Giovani donne costrette dalla famiglia a diventare mogli di sconosciuti, costrette ad affrontare gravidanze complicate e diventare mamme da adolescenti.

A decidere il matrimonio incide anche la condizioneeconomica dei genitori, se la madre ha un patrimonio notevole come un cellulare, una bicicletta, una macchina da cucire, dei gioielli o altri oggetti di valore, il suo potere decisionale sul destino della figlia sarà maggiore, e questa avrà meno probabilità di venire data in sposa prima della maggiore età. Se è il padre a detenere le ricchezze della famiglia, è possibile che la giovane diventi una sposa bambina.

In Etiopia circa un quarto delle figlie femmine viene dato in sposa prima dei quindici anni, e oltre la metà entro i diciotto. Le giovani la cui la madre ha un patrimonio molto basso o inesistente si sposano in media a sedici anni, per le figlie di donne più abbienti, l'età media sale a diciasette anni.

Le madri più indipendenti sono meno favorevoli a un matrimonio in giovane età, e più consapevoli del desiderio delle figlie di non sposarsi con uno sconosciuto. La ricchezza permette maggior potere di contrattazione con il marito al momento di decidere sul destino delle proprie bambine.

Gli sforzi internazionali per impedire i matrimoni infantili nel mondo, sono orientate a migliorare la posizione economica delle donne e a diventare più indipendenti. Le spose bambine spesso finiscono per abbandonare la scuola, cadere in povertà, contrarre malattie sessualmente trasmissibili o subire violenza domestica.

È ovvio che il numero di giovani costrette a sposarsi continuerà a crescere, e in Africa potrebbe raddoppiare se non si farà nulla per eradicare questa barbara tradizione, irrispettosa dei diritti umani e femminili.

La Dichiarazione di Pechino ribadisce che i diritti delle donne sono i diritti umani universali di ogni persona, ma che senza azioni concrete per farli rispettare rischiano di rimanere tali soltanto sulla carta. Sono stati compiuti progressi importantissimi seppur lenti, per esempio nella diminuzione della pratica della mutilazione genitale femminile, nei trentuno Paesi in cui ancora si pratica.

La pandemia daCovid-19 rischia di farci regredire in molte delle conquiste compiute, a partire proprio dall'istruzione, perché frequentare un contesto scolastico abbassa il rischio di violenze domestiche nelle bambine.

Le bambine che frequentano la scuola imparano più spesso a difendersi da matrimoni precoci e vedono la concreta possibilità di realizzare il loro potenziale, ma con l'allontanamento dalle classi dovuto ai lockdown, tutto questo viene a mancare.



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