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Consorzio Nuvola/L´unione fa la forza

Pubblicato da: Categoria: Attualità

14
FEB
2014
Contro il logorio dell’individualismo moderno. Brindisi, fare rete nel sociale è «un’opportunità stimolante e un valore aggiunto»
 
Una delle “malattie” più gravi e persistenti nella società moderna è l’individualismo, una sorta di “deformazione dello sguardo” che riduce lo spazio d’interesse alla propria famiglia, o comunque alla cerchia delle persone più prossime e vicine. Il settore della cooperazione svolge quindi un ruolo particolarmente significativo e prezioso, in quanto “obbliga” a mettere in comune, aver fiducia nell’altro, tenendo presenti, al tempo stesso, gli obiettivi fissati. Il lavoro nel sociale acquisisce poi un’importanza e un valore suppletivo al sud, in quanto rappresenta uno dei motori del riscatto e della (ri) scoperta delle potenzialità della propria terra: in tal senso, l’esperienza del Consorzio Nuvola è estremamente emblematica, come spiega Irene Milone, presidente del Consorzio. 
«Il Consorzio Nuvola nasce a Francavilla Fontana il 5 novembre 1999 (nell’ambito del progetto Policoro), fondato dall’allora presidente Giuseppe Milone (prematuramente scomparso nel 2000). La vera attività del Consorzio inizia nella primavera del 2000, con l’adesione a un’altra rete importante, quella di CGM (Consorzio Nazionale della Cooperazione Sociale).  Abbiamo mosso i nostri primi passi in servizi che potremmo definire tradizionali – nidi e scuole materne, assistenza ad anziani e disabili – fino a arrivare a ambiti di intervento come immigrazione e politiche giovanili, il che ci ha portato a una fase di grande crescita negli ultimi anni». 
L’obiettivo principale è quello di intessere sul territorio una sorta di reticolo, capace di rispondere efficacemente e tempestivamente alle eterogenee esigenze che emergono da parte della comunità. «Il Consorzio è una rete, e come tale si muove in più direzioni e ambiti d’intervento. In alcuni casi gestiamo servizi comunali, come asili e scuole dell’infanzia (a Francavilla, Brindisi, Ostuni, ecc.), in altri collaboriamo con altri enti pubblici su progetti specifici (scuole, Ambiti Territoriali, servizi sociali, ecc.). In generale, cerchiamo di promuovere sul territorio un’azione condivisa e solidale, mettendo in rete le nostre competenze».
A oggi, precisa Irene Milone, gli ambiti d’azione sono molteplici e diversificati: «a brevissimo apriremo alcune comunità di seconda accoglienza in diversi comuni del nostro territorio (si tratta di SPRAR, servizi per richiedenti asilo e rifugiati, in cui Nuvola è ente attuatore per conto degli stessi comuni). Si è da poco concluso (ma ripartirà presto) Nati per Leggere, progetto di promozione della lettura per i più piccoli a cura della nostra rete dei servizi per l’infanzia, attivo su Brindisi, Francavilla, Ceglie e Ostuni. Con il Laboratorio Urbano Inpuntadipiedi portiamo avanti percorsi di attivazione da parte dei giovani, che confluiscono nel festival estivo Aperti per Ferie. E poi c’è XFood, progetto di inclusione sociale su cui stiamo collaborando con il Laboratorio Urbano di San Vito dei Normanni, ExFadda».
Particolare attenzione merita proprio XFood, che è in fase d’avvio e si presenta sin d’ora come un’iniziativa particolarmente curata e significativa, anche nei più piccoli dettagli. «XFood nasce come progetto d’inclusione sociale col nome di Calimero. Insieme con ExFadda abbiamo formato alcuni giovani disabili in vista dell’apertura del ristorante che verrà inaugurato a breve proprio negli spazi di ExFadda a San Vito. Sarà il primo ristorante sociale in Puglia il cui personale sarà composto da questi giovani ragazzi. L’idea è quella di non fare assistenzialismo attraverso le politiche sociali  ma, appunto, di responsabilizzare e creare lavoro, competenze, inclusione reale insomma. Idealmente, Calimero diventa grande e va a lavorare in questo bellissimo spazio, che avrà un allestimento del tutto particolare, colorato, che sta già destando curiosità in tutta Italia».
Il progetto XFood prevede un percorso integrato di orientamento, formazione, e job coaching. I locali, ricavati dal recupero di ambienti di un ex stabilimento enologico, ospitano già un centro ludico per la prima infanzia, un laboratorio per la fotografia e gli audiovisivi, una falegnameria, una scuola di musica, una galleria per l’artigianato, laboratori artistici, spazi per l’associazionismo locale, uno spazio eventi all’aperto e un bar. «Nel primo anno di sperimentazione saranno coinvolte 32 persone con disabilità soprattutto intellettiva», precisa uno dei promotori dell’iniziativa, Roberto Covolo; l’allestimento del ristorante riprende il tema della diversità: non c’è una sedia uguale all’altra, né un tavolo o un piatto. 
L’attività del Consorzio Nuvola è strettamente correlata al territorio, come spiega Irene Milone. «Il territorio è stato da sempre, per noi, una scelta. Volevamo realizzare qui quello che poi abbiamo fatto e che stiamo facendo, non altrove. La sfida era farlo qui, con chi come noi aveva deciso di investire le proprie energie nella propria terra. Nel concreto, questo significa monitorare e conoscere quali sono le esigenze della nostra comunità e adeguare i nostri strumenti d’intervento laddove necessario, di concerto con gli enti con cui collaboriamo. Stare sul territorio significa viverlo, sentirlo proprio, attivare reali percorsi di partecipazione e solidarietà».
In conclusione s’impone quindi una domanda: lavorare nella cooperazione al sud è una sfida impossibile o un’opportunità stimolante? «Assolutamente un’opportunità stimolante! Come dicevo prima, quando il Consorzio è nato la questione del sud era centrale. L’obiettivo era (ed è) creare lavoro, promuovendo azioni condivise e solidali, proprio per non dover lasciare questa terra, convincendo altre persone a stare con noi. Adesso la questione è molto più complessa. La Puglia è una regione a sé, forse, perché nel corso degli anni siamo riusciti, proprio grazie al lavoro di rete, a diventare innovatori (vedi l’esempio di XFood), quindi pian piano la prospettiva si sta rovesciando: stare al sud è un valore aggiunto, per noi».
Non resta quindi che attendere l’apertura di XFood per conoscere in prima persona il progetto e gustarne i frutti. Buon appetito. 
 


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