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Comuni uniti/TARI alle stelle

Pubblicato da: Categoria: Attualità

10
OTT
2014
I sindaci chiedono un incontro urgente col Presidente Vendola per il contenimento della spesa a carico dei cittadini
In una nota i sindaci dei Comuni di Fragagnano, Avetrana, Lizzano, Maruggio, Pulsano, Torricella e Sava chiedono la convocazione di un incontro urgente per discutere sulla allarmante questione del costo di smaltimento dei rifiuti per i comuni del bacino dell’ex ATO Taranto/3.
Nella lettera, indirizzata al Presidente della Regione On. Nichi Vendola e all’Assessore alla Qualità dell’Ambiente Lorenzo Nicastro, i sindaci chiedono nell’immediatezza un tavolo tecnico – politico per definire strategie e linee di azione per non penalizzare oltremodo le popolazioni in ordine al pagamento di tasse e tributi riguardanti il servizio di igiene ambientale.
«Si tratta – dichiarano i sindaci - di una situazione paradossale, venutasi a creare per l’incapacità/impossibilità di riuscire ad utilizzare la discarica di bacino di Manduria per lo smaltimento dei rifiuti urbani, la cui situazione vede costretti tutti e 17 i comuni dell’ex bacino TA/3 a conferire oggi i rifiuti presso la piattaforma della società C.I.S.A. srl di Massafra (TA) con un incremento di costi passato da €.43.18/t a oltre €.120.00/t».
«Per i Comuni questi sono costi insostenibili, che associati anche ai maggiori oneri per il trasporto dei rifiuti (passando da una discarica ad un’altra) che chiedono tutti i gestori dei servizi, hanno visto lievitare i costi dei piani finanziari della tariffa TARI di tutti i Comuni di oltre il 50% rispetto all’anno precedente. E’ ovvio che questo ha poi comportato la determinazione di tariffe TARI cresciute in maniera esponenziale, al punto che in molti comuni c’è il rischio di uno scontro sociale sull’argomento».
«E’ un vero e proprio allarme che viene lanciato, dovendo comunque ottemperare alla legge che richiede la copertura del costo del servizio del 100% con gli introiti dei tributi, e pertanto si chiede all’Ente Regione di intervenire in merito prevedendo misure eccezionali a favore dei suddetti comuni allo scopo di mitigare l’impatto del costo del servizio».
«Si tiene a precisare, inoltre, che quasi tutti i Comuni si trovano nell’impossibilità tecnica e giuridica di poter gestire il servizio, e quindi di raggiungere quei livelli minimi di percentuale di raccolta differenziata che il Piano Regionale sull’Ambiente impone, in quanto bloccati sia dalla L.R. 24/2012, che dalle lungaggini burocratiche per addivenire all’individuazione di un gestore unico. Non è il caso di paralare adesso di responsabilità sul perché ancora a oggi il suddetto bacino non sia in grado di esprimere un gestore unitario del servizio, questa è storia, e la storia alla fine dà sempre la sua verità».
«Quello che si chiede oggi – concludono i primi cittadini -  è di intervenire con segni tangibili di vicinanza alle collettività, e soprattutto dare alle comunità locali anche la possibilità di gestire in proprio, (seppur in via eccezionale e transitoria) un nuovo servizio di igiene ambientale in linea con le disposizioni del Piano Regionale sull’Ambiente, e non trovarci ancora oggi a gestire il suddetto servizio con Ordinanze e Proroghe (ormai scadute e illegittime) di contratti vecchi di decenni».
 


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