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I nuovi mostri - Ma lo sdegno ci salverà

Pubblicato da: Categoria: Attualità

8
GEN
2016
Scenari da guerra nel capodanno tarantino, fra rifiuti di ogni tipo, materassi sugli alberi, pistoleri in libertà e bestemmiatori in diretta. Eppure i cittadini perbene non ci stanno e denunciano sui social, l’Amiu fa di più e presenta denuncia contro ignoti: questa volta si spera che i vandali non la passino liscia
 
Vabbé, il Capodanno è la festa che segna la fine di 365 giorni andati, se vogliamo archiviati nel diario di vita di ciascuno di noi, e ne inaugura il principio di altrettanti, ma sino a che punto la goliardia resta tale, senza correre il rischio di affermarsi da autentica espressione d’inciviltà. In una città capoluogo di provincia, quale è Taranto, per le sue strade non può accadere, né si spera più ripetersi, lo scempio dell’ultimo dell’anno. L’assurdo (forse non proprio assurdo), è che la deriva sociale si è perpetrata, in particolare, nel ‘centro’ della città. Sì, per le vie principali del capoluogo ionico. Mobilio, carte e cartoni, vetraglie d’ogni tipo, hanno invaso via Margherita, corso Umberto, via D’Aquino e Di Palma, incluse le vie traverse. Fa specie. In proposito non si può non pensare alla pronuncia, alquanto sofisticata, che alcuni tarantini osservano nel definirsi ‘abitanti del centro’. Gli stessi, per fortuna sempre meno, son pure quelli che guardano dall’alto del loro ‘raffinato’ alloggio gli abitanti del Borgo e dei quartieri limitrofi. Sia ben chiaro, non tutti i residenti delle vie in questione sono chiamati in causa nei bestiali festeggiamenti trascorsi, o nell’enfatismo di uno status quo. Per fortuna gente saggia, colta e intelligente a Taranto ce n’è. Intanto l’inizio del 2016 segnava in città una vera e propria guerriglia. Molti erano anche pedoni occasionali, ma dall’alto, quel ‘ben(mal) di Dio’ non poteva che provenire dalle abitazioni circostanti. Inutile nasconderlo, la notte di Capodanno, nella città dei due mari, ha vinto l’inciviltà. Un becero vandalismo, costato all’Amiu di Taranto 25mila euro in più del previsto e che gli stessi abitanti dovranno pagare. Certo, tutti dovranno pagare, non solo gli esecutori materiali dello scempio. Infatti, l'azienda per l'igiene urbana ha presentato una denuncia contro ignoti, arricchendo il fascicolo inviato in Procura con immagini provenienti dagli smartphone di cittadini o dagli impianti di videosorveglianza. “Con l’auspicio che la Magistratura - spiega l'azienda - individui gli autori dei danneggiamenti e ne commini pene esemplari”. Si pensi che in quel cataclisma da bisboccia umana, sono stati distrutti più 80 cassonetti, i quali dovranno necessariamente essere sostituiti e che, per fronteggiare l’emergenza, l’azienda è dovuta ricorrere a mezzi e risorse straordinarie impiegando circa 70 dipendenti suddivisi tra i vari servizi; dieci compattatori, tre mezzi speciali del tipo 'ragno' per la raccolta dei rifiuti ingombranti ammassati in alcune zone, quattro spazzatrici meccaniche e tre pale meccaniche per sgombrare l'asfalto da tutti gli altri tipi di rifiuto. Per non parlare dei petardi: per esempio, Piazza Marconi ne ricorda di assordanti e raccapriccianti. Per fortuna, dalle cittadine della provincia, non sono pervenute notizie sconfortanti. Festeggiamenti sì: con botti, mortaretti e fuochi d’artificio, nonostante alcune ordinanze di divieto emesse dai sindaci, tutto è risultato nei limiti del tollerabile. Di quanto accaduto a Taranto si parla ormai di un Capodanno da dimenticare. Ci sta! Qualcuno attribuisce, sarcasticamente, al minuto anticipato da Amadeus e Rocco Papaleo al fatidico scocco di mezzanotte durante lo spettacolo ‘L’anno che verrà’, trasmesso su Rai1 in diretta da Matera. Incluso il volgare sms di auguri tra quelli che giravano nella parte inferiore dello schermo, allorquando è comparsa una bestemmia?! Sarà anche per questo che qualcuno l’ha addirittura definito “un tragico capodanno fantozziano”. Intanto, ciliegina sulla torta tarantina, un giovane nostro concittadino è risultato essere l’autore dell’sms. Ci mancava pure questo! Si tratta di Vito Zingarelli, 21enne di Taranto figlio del comandante della polizia municipale di Massafra. Il ragazzo è stato, ovviamente, inseguito da varie testate giornalistiche: prima su tutte, l’ha intercettato il Corriere della Sera.  Intervistato, Zingarelli ha risposto di non averlo fatto apposta, definendo il suo scritto una “cavolata da ultimo dell’anno”; ha poi aggiunto “che ne sapevo io che la passavano veramente in diretta, quella bestemmia? Che poi mica lo intendevo alla lettera, dai, per me porco ... era un modo di dire. Io sono ateo, però la uso spesso come intercalare, non volevo offendere Dio, anche se non ci credo, e non volevo fare del male a nessuno, era uno sfogo personale”. Non solo, perché il ragazzo ha inoltre sottolineato quanto fosse infastidito dai botti che, a suo dire “i vicini continuavano a sparare, da incivili, e il mio cane Cico, un pastore tedesco di 4 anni, aveva una paura tremenda, tremava tutto. Così ho deciso di restare a casa con lui e la mia amica Ilaria. Non c’era granché in televisione, però Gigi D’Alessio proprio non ce l’ho fatta, e allora ho messo su Raiuno, anche se io la guardo poco, la tv. Insomma, ho mandato l’sms. E ci ho aggiunto quello che ci ho aggiunto, perché gli auguri da soli erano un po’ insignificanti”. Ha così riconosciuto il malfatto. Non s’è tirato indietro dal riconoscere d’aver esagerato, senza però trascurare quanto sarebbe stato opportuno da parte degli operatori Rai attivare i filtri previsti. Su questo, impossibile dargli torto. La Tv di Stato si è giustificata attraverso una nota stampa in cui affermava che «In merito al messaggio gravemente offensivo passato erroneamente in diretta durante la trasmissione L’anno che verrà e sfuggito al filtro tra gli oltre 150 mila sms arrivati per celebrare l’arrivo del nuovo anno, la Rai porge le sue scuse a tutti i telespettatori». Ed il mancato controllo afferma sia stato “frutto di un errore umano” e che “il responsabile è stato immediatamente individuato e sospeso dall’azienda”. In proposito è intervenuta anche l’Associazione telespettatori cattolici (Aiart) che ha accusato la Rai di pensare solo agli ascolti a tutti i costi, tanto che Luca Borgomeo, presidente dell’Aiart ha addirittura ipotizzato che a causa della sventatezza dei responsabili Rai “sarebbe potuto passare anche un messaggio di incitamento all’Isis”. Ipotesi alquanto eccessiva… forse! “Errare humanum est” avrebbe detto il saggio, non trascurando che “perseverare autem diabolicum”. 
 


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