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Almanacco della settimana /Vietato morire a Taranto, per il momento

Pubblicato da: Categoria: Attualità

10
MAR
2016
A piccoli passi ci avviamo verso la Settimana Santa e si moltiplicano le iniziative e si rinnovano gli appuntamenti di stampo tradizionale. Intanto per gli iscritti alla Società di Mutuo Soccorso “Figli del Mare” di Taranto per mancanza di disponibilità di loculi è emergenza. La diossina continua a far tremare i polsi dei tarantini che tra gli scippi dell’ultima ora registrano la ventilata soppressione del Tribunale dei Minori a favore di Lecce. Massimo Cimaglia presenterà a Taranto la sua ultima fatica teatrale. La pizza è candidata dall’Italia come Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. Le cozze e i taralli sono avvisati!
 
In queste due settimane che ci separano dal clou per entrare nel vivo della Settimana Santa l’occhio attento e “birbone” del cronista si deve dilatare più del solito per portare a conoscenza dei lettori avvenimenti civili e religiosi.
La prossima settimana si entra nel vivo con la “Settimana di Passione” che vedrà tra gli appuntamenti la XLIV edizione del Concerto per marce funebri “La Passione a Taranto”, organizzato dalla Confraternita dell’Addolorata di Taranto nella Chiesa di San Domenico con la partecipazione della Fanfara della Marina Militare.
Mercoledì 16 alle ore 19 nella Chiesa di San Lorenzo da Brindisi si svolgerà la XXXII edizione del Premio “ ‘A crone de spine” del Comitato per la Qualità della Vita che quest’anno sarà consegnato alla Confraternita della Morte di Molfetta.
Venerdì di Passione sono tre gli appuntamenti tradizionali: i 7 dolori della Vergine e le processioni del Crocifisso alla Chiesa Angeli Custodi ai Tamburi e a quella di San Lorenzo da Brindisi alla Salinella.
Intanto sono pronti i due manifesti con i quali le Confraternite dell’Addolorata e del Carmine veicoleranno a Taranto e in tutto il Paese i Riti della Settimana Santa tarantina. Entrambi si sono affidati all’arte fotografica che ha un particolare fascino sulla gente.
Due le novità per quanto attiene la Confraternita del Carmine: la prima è che la Processione dei  Misteri quest’anno riprende il tragitto del solo Borgo umbertino e questo fatto ha molto dispiaciuto soprattutto gli abitanti della Città Antica di Taranto che l’anno scorso tributarono un successo straordinario al ritorno dei Misteri nell’ “Isola Madre”; la seconda è rappresentata dal fatto che la Congrega ha dotato di un cuore nuovo la statua dell’Addolorata e di un velo nuovo la statua del Cristo Morto.
Sempre la Congrega del Carmine di Taranto venerdì  4 marzo ha partecipato nel Santuario della “Madonne abbasce” di Mottola ad una Via Crucis penitenziale su invito della Confraternita del Carmine di Mottola alle Confraternite Carmelitane di Martina Franca e di Pulsano con la partecipazione dei vescovi di Taranto e di Castellaneta.
Intanto anche quest’anno la Confraternita dell’Addolorata si è recata nell’Ospedale Moscati per fare la Via Crucis alla presenza degli ammalati.
Le Confraternite del Carmine e dell’Addolorata si sono recate nella Casa Circondariale per fare la Via Crucis con i detenuti.
Fatti religiosi e fatti civili non sempre si incontrano, ma sentite questa che è una preghiera che di nascosto abbiamo registrato e che vi proponiamo. E’ stata pensata e inviata al Padreterno da coloro che sono in fin di vita e che quando Dio vorrà dovranno essere seppelliti nella Cappella della Società di Mutuo Soccorso “Figli del Mare” di Taranto. Questa la preghiera: “Dio mio, ti prego, concedimi la proroga di qualche giorno per morire perché la mia Società di Mutuo Soccorso, “Figli del Mare”, che dovrà ospitare i miei resti mortali, non ha più posti disponibili anche se si sta prodigando al massimo per reperire altri posti dove poter seppellire i prossimi defunti”. La Società di Mutuo Soccorso ha lanciato un Sos che così suona: “Vietato morire a Taranto, per il momento”.
Il fatto è che in questi giorni la paura degli aumentati valori della diossina nell’atmosfera sul suolo e nelle acque del capoluogo ionico ha tolto il sonno a più persone. 
Ma non è soltanto la diossina a preoccupare i tarantini, ma anche la notizia che quando si arriverà alla cancellazione da Taranto della Corte di Appello sarà anche cancellato il Tribunale per i Minori che ha sede nel bellissimo Convento di Santa Chiara, in Piazza Duomo.
Indovinate dove andranno! Bravi, a Lecce…che oggi sta acquistando sempre più spessore a danno del capoluogo ionico.
La soppressione del Tribunale dei Minori arrecherà danni gravissimi alle stesse famiglie dei minori che economicamente e socialmente non se la passano bene. Chi darà loro il denaro per spostarsi da Taranto a Lecce? 
Crescono le preoccupazioni in questi ultimi giorni per la sorte dello storico Palazzo degli Uffici di Taranto. Il vento di questi giorni ha strappato le retine che lo tenevano nascosto agli occhi degli increduli tarantini: i tetti sono sfondati, gli infissi divelti, c’è serio rischio di crollo ma ciò che preoccupa di più è il fatto che in quegli stanzoni giacciono, non sappiamo in quali condizioni, migliaia di volumi di grande importanza storica appartenenti al Liceo “Archita”. Prima che sia troppo tardi, ministro Franceschini, sindaco Stefàno, se ci siete battete un colpo, ma piano piano, perché ne potrebbe risentire la staticità del palazzo.
Mentre si stringono protocolli di intese e si convocano tavoli di esperti scientifici della cultura tra Taranto e Matera, e si programma un mese di marzo all’insegna della cultura e si istituisce per il 2 aprile la “Giornata della Cultura Ionica”, l’Università continua a piangere gli studenti da pochi diventano pochissimi perché anche Scienze della Comunicazione, per la quale Taranto si era spesa e alla quale affidava le speranze per il suo futuro sta per chiudere i battenti. Laureati gli ultimi neo dottori, calerà il sipario e non dimentichiamo che Scienze dei Beni Culturali è stato l’ultimo scippo che ci è stato fatto dall’Ateneo barese.
Ma fermiamoci per un momento e dimentichiamo che stiamo versando lacrime amare non assicurando ai nostri figli un avvenire che possa consentire loro di non  decidersi, come già molti hanno fatto, di lasciare il capoluogo ionico per città che almeno offrono la speranza per un avvenire.
Menomale che il teatro e il buon umore di affermati artisti tarantini in questi giorni ci sta regalando una pausa di spensieratezza e di riflessione al tempo stesso. L’attore Massimo Cimaglia, tarantino di nascita ma romano di adozione per motivi artistici, porterà in scena al Teatro Tarentum, il prossimo 17 marzo, un monologo ironico, divertente e riflessivo di un tarantino in tournèe “Sei di Taranto? Ma Taranto Taranto”?”. E già, perché, non ce lo dobbiamo dimenticare, che essere tarantino verace o “cataldiano”, deve rappresentare sempre motivo di orgoglio e di onore!
Sembra che il matrimonio tra i ciclisti tarantini e la pista ciclabile sia nato sotto una cattiva stella visto che il primo tronco realizzato viene utilizzato poco o niente dai ciclisti ma quello che più preoccupa è venire a conoscenza che il tratto già realizzato stia presentando segni di cedimento. Si faccia presto visto che si sta lavorando anche per la realizzazione degli altri tratti sempre su viale Magna Grecia. E  che i lavori vengano fatti a regola d’arte e che soprattutto si vigili sulla destinazione degli alberi abbattuti e solo alcuni trapiantati in altre zone della città.
Non è soltanto Taranto a piangere, non versano meno lacrime certamente le martoriate città di Martina Franca e di Locorotondo che sono praticamente bloccate dal sequestro della strada che unisce le due cittadine della Valle d’Itria. L’Amministrazione comunale di Martina Franca per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema ha tenuto la seduta di giunta in una tenda montata sul tratto di strada interessato. Basterà ciò per rimuovere l’ostacolo? Noi crediamo che occorra metter fuori denaro fresco, fare le opere necessarie e in fretta perché la primavera è alle porte e sappiamo che da sempre porta sotto braccio l’estate. Come la  mettiamo con i turisti?
Pizza candidata dall’Italia come Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco: la notizia ha fatto gioire i pizzaioli napoletani e tutti coloro che si rifanno alla loro scuola gastronomica. Ma è bastato poco per far trasformare la gioia in rabbia e protesta agli attenti napoletani quando hanno saputo che i signori americani vorrebbero loro questo marchio prestigioso perché si ritengono gli inventori di questo piatto, che è il più popolare del mondo. La notizia ha raggiunto anche il capoluogo ionico e le cozze hanno dovuto dire anche la loro: “E noi, a chi ci dovremo rivolgere non per avere questo grande riconoscimento, ma almeno il certificato di produzione doc nazionale?”. 
Lo hanno saputo anche gli squisiti taralli e scarcelle pasquali tarantine che in un comunicato hanno fatto sapere che sono talmente buone e richieste che a loro di questi Oscar non importa proprio nulla!
 


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