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La terra trema

Pubblicato da: Categoria: Attualità

1
SET
2016
Quei lunghissimi secondi, ed ecco l'inferno
 
I fatti
 
A tre giorni dal devastante terremoto, che ha coinvolto il centro Italia tra il Lazio, l’Umbria e le Marche, la terra continua a tremare. Oltre 100 scosse (l’ultima di magnitudo 4.8 registrata ad Amatrice questa mattina alle ore 6,28), si sono registrate dopo la prima, la più devastante, quella delle ore 3,36 di martedì 24 agosto.
I paesi di Amatrice, Accumoli e Arquata sono i centri più colpiti, se non del tutto rasi al suolo, ma la scossa si è avvertita chiaramente anche a Roma, Napoli, Norcia e Perugia. Le ultime stime diffuse dalla Protezione Civile, oggi, 26 agosto, parlano di 267 morti accertati: 207 ad Amatrice – 49 ad Arquati – 11 ad Accumoli. Oltre 390 feriti, alcuni in codice rosso. Ma ormai si sa, l’esperienza ce lo insegna, il numero è destinato a crescere nei prossimi giorni.
Tra i decessi si devono contare anche gli ospiti dell’hotel Roma di Amatrice - 40 camere tutte occupate: 70 ospiti, qualche superstite. Anche le campane con tutto il campanile della chiesa di Accumoli è crollato su un’abitazione e, sfondando il tetto, ha sepolto una famiglia: papà, mamma e due figlioletti, tutti e quattro morti.
E le scene si ripetono, tornano ad impressionarci anche se sembrano tratte da un film visto e rivisto decine di volte. Macerie ovunque, crolli, stabili sfondati, piazze che al posto delle fontane e dei tavolini dei bar ora sono invase da tonnellate di macerie; auto sfondate, schiacciate e fracassate. Soccorritori in divisa: Vigili del Fuoco, Forse dell’Ordine, Protezione Civile, Militari e poi tanti, tanti, tanti volontari. Grazie di cuore a Voi tutti.
 
La disperazione di chi rimane
 
Tendopoli che nascono nei campi sportivi, negli spazi aperti, cucine da campo, ambulanze, elicotteri che sorvolano paesi che non ci sono più. Per strada gente avvolta in coperte strappate alle macerie. Gente ricoperta di polvere, calcinacci e bende insanguinate. Visi attoniti, senza lacrime, occhi sperduti nel vuoto. Bambini laceri che non hanno più nemmeno la forza di piangere, in braccio a soccorritori si guardano attorno storditi, spaesati, non vedono più la loro casa ma cumoli di macerie, non riconoscono chi gli sta vicino, cercano i loro genitori: potranno ancora abbracciarsi?
 
Con il senno di poi
 
E questo è quello che fa più male e che tocca di più la nostra sensibilità.  Qualcuno ha detto che forse il Signore si è dimenticato di quelle persone. Io penso che sia da un bel po’ che non butta più l’occhio su questo nostro martoriato mondo, sconvolto da guerre, attentati, disastri di ogni genere e, dulcis in fundo, terremoti devastanti.
Queste situazioni si prestano a qualsiasi riflessione, oltre alla mia, naturalmente, e in TV si sente anche di peggio: tutto e il suo contrario, detto con la stessa foga e naturalezza. C’è chi lamenta il ritardo dei soccorsi, chi lamenta la scarsa manutenzione degli edifici, chi se la prende con il governo e chi invece elogia la Protezione Civile e ringrazia i soccorritori. Tra un po’ ci sarà senz’altro qualcuno che andrà a scomodare anche Nostradamus, e dirà che già nelle sue centurie, scritte nel ‘500, lui lo aveva previsto questo terremoto, ma che nessuno gli ha voluto dare retta.
Anche la Magistratura ha aperto un’inchiesta per disastro colposo: una scuola e un ospedale, non certo edificati nei secoli scorsi, una è crollata e l’altro evacuato. Soldi stanziati e mai utilizzati.
Poi ci sono gli esperti, i sismologi, che vengono ogni volta riesumati per fargli dire la loro. Ma che dicono? Dicono che i terremoti non si possono prevedere, né dove accadranno, né quando accadranno. Poi torneranno in sede per appuntare, sulla carta geografica, un’altra bandierina rossa sulle zone del terremoto. In definitiva dei burocrati che ne sanno quanto noi comuni mortali.
Ma al bando le critiche e le riflessioni, per queste cose ci sarà tempo, e sarà anche tema di approfondimenti per le trasmissioni autunnali.
Ora serve la solidarietà di tutti. Di tutti noi. Diamoci da fare.


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