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Drammi in carne e ossa a proprio uso e consumo

Pubblicato da: Categoria: Attualità

11
GEN
2018

Mentre Regione e Comune giocano a polemizzare col Ministro Calenda, questa volta a mettere benzina sul fuoco ci pensa la Provincia di Taranto

Secondo il Presidente Martino Tamburrano, gli atti giudiziari posti in essere dal Presidente della Regione e dal Sindaco di Taranto rischiano di arrecare un grave danno alla collettività ionica perché far saltare il tavolo di trattative con Arcelor MIttal equivale a perdere gli stanziamenti già calendarizzati per le bonifiche oltre che la possibilità di rimettere in bonis lo stabilimento siderurgico di Taranto altrimenti destinato alla chiusura. Per questo motivo ha presentato un contro ricorso.
Crediamo che a questo punto della vicenda a poco valga capire dove stia la verità perché una simile lite da cortile ha già abbondantemente coperto di ridicolo i suoi interpreti facendo emergere la reale origine di questa diatriba tutt'altro che strumentale agli interessi della popolazione.
Cosa c'entra tutto questo sobbollire di carte bollate e di promesse cangianti con i destini di Taranto? Nulla perché Taranto in questa vicenda sta solamente offrendo il terreno di scontro per una partita più squisitamente politica interna al PD e se non altro Tamburrano ha forse il merito di aver fatto emergere tutto ciò, sottolineando che, seppur largamente insufficienti, quelle governative sono proposte concrete mentre quelle di Comune e Regione sono prese di posizione buone per sfasciare, mettere in difficoltà e poco altro.
Bisogna dare atto al Presidente Emiliano di essere stato abile ad incunearsi in una vicenda gestita male a livello governativo assumendo le vesti del condottiero senza macchia e senza peccato. Ci vuole pelo sullo stomaco per fare una cosa simile ma tant'è.
Ad Emiliano di Taranto non gliene frega un fico secco (vedasi stato del sistema sanitario ionico, aeroporto, ZES, raffineria ecc) tanto è vero che, dopo anni di disinteresse, il nostro Michelone l'ha scoperta solo adesso, folgorato sulla via per Statte.
E l'ha scoperta proprio quando ha capito che Ilva poteva essere utile ad ottenere la ribalta nazionale.
A quel punto ha cominciato a chiedere l'impossibile al Governo facendo saltare i nervi a Calenda il quale era sicuro di aver sistemato le cose (male) chiudendo una partita durata anni.
E lo ha fatto ben sapendo che il suo crescendo di richieste sarebbe stato considerato a tal punto irricevibile dal Governo da consentirgli di imbastire una campagna elettorale.
Un capolavoro di demagogia cui molti tarantini hanno guardato con simpatia vista la naturale inclinazione tutta locale ad applaudire chi urla di più indipendentemente da cosa dica realmente.
Al cospetto del Ministro, il nostro Emiliano - agli occhi del quisque de populo -  sta facendo la figura dello statista dimostrando ancora una volta che questa città non conosce la dignità e permette finanche all'ultimo capo bastone alla canna del gas di una corrente politica trombata all'interno del Partito di utilizzare problemi seri, drammi in carne ed ossa a proprio uso e consumo per venire fuori da una situazione di irrilevanza politica.
Taranto è una quasi inconsapevole dependance, questo ormai è chiaro.



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