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A Sanremo / Renzo Rubino: "La mia salvezza? La musica"

Pubblicato da: Categoria: Attualità

9
FEB
2018
Al festival canta Custodire, brano autobiografico sulla difficoltà di essere figli di genitori separati: un dolore di cui ancora non si è parlato abbastanza. Ma lui ha il suo antidoto
 
Sembra essere tornati indietro nel tempo quando Sanremo era sinonimo di un numero considerevole di telespettatori dinanzi al teleschermo, quando ci si organizzava per vederlo con gli amici, quando si chiudeva qualche minuto prima il negozio o si chiedeva alla mamma di cenare in tempo per essere comodamente sul divano nel momento in cui il sipario dell’Ariston si apriva e dalla lunga scalinata faceva il suo ingresso prima il presentatore, poi le sue “vallette” e a turno i protagonisti: i cantanti del Festival!
Io queste serate le sto vivendo proprio così, orario cena, non proprio da meridionale e poi sul divano, che penso avrà compreso che sta accadendo  qualcosa di speciale, perché non mi ha mai vista per tanto tempo a stretto contatto con lui. Ma è un edizione speciale questa, con i miei due cantanti preferiti: Claudio Baglioni e Renzo Rubino!!!
Baglioni è lì nella duplice veste di direttore artistico e presentatore, ma Renzo è in gara, è tra i protagonisti e il mio tifo , come quello dei martinesi  e di tantissimi nella Penisola, è tutto per lui.
E tra un applauso e l’altro non mi sono fatta sfuggire l’occasione di porgergli qualche domanda.
 
Emozione, ansia, adrenalina… il termometro quanto segna?
Che aria tira da quelle parti? 
 
La sensazione più forte che ho è sentirmi addosso energia pulita.
Non è solo adrenalina, ma voglia di cantare, di tirar fuori il meglio di me.
 
Se dovessi descrivere la magia, l’atmosfera che si vive lì a Sanremo in poche parole, cosa diresti?
 
E’ come vivere in un universo parallelo, qui il tempo non esiste, ti sembra di passeggiare accanto a Tenco, Modugno. Incredibile.
 
 Dalla quiete della campagna martinese al frastuono sanremese il passo è…
 
… necessario! Amo la mia campagna, i ritmi di Martina Franca, la tranquillità che riesce a trasmettermi e la musica che mi ha regalato. Poi c’è il momento in cui devi svuotarti, essere “nella mischia” e vivere anche il caos.
 
Più penso ai testi delle tue canzoni, più sento di affermare con certezza che non “sono solo canzonette”, quale messaggio vuoi che arrivi attraverso i tuoi testi?
 
E’ difficile spiegare il messaggio, quello che mi è sempre importato è stato essere me stesso, dire le mie piccole vicende, farlo a modo mio. Credo che la diversità risieda nel raccontare la propria verità.
 
Hai mai pensato di “avere una responsabilità” nei riguardi dei tuoi giovani fan?
 
La responsabilità è sicuramente quella di non deluderli, e per farlo sono tornato a vivere a Martina, per non perdere il contatto con la realtà, mi è sempre piaciuta l’idea che nonostante le difficoltà si possa fare questo lavoro anche rimanendo giù in Puglia.
 
“CUSTODIRE”  è come dire che la separazione dei genitori pesa su un figlio, sempre, anche se questi non è più un bambino?
 
La separazione è un tema talmente comune che non se ne parla abbastanza, però mi interessava fare luce su questo argomento perchè lascia tante paure e insicurezze che tornano nel tempo. La mia salvezza è stata la musica.
 
Sei tornato a vivere a Martina, cos’ha che un’altra città non può offrirti?
 
Una dimensione più vera, le persone di sempre, le certezze. Lo Stradone sarà sempre lo Stradone, la passeggiata “in mezzo al Ringo” non cambierà mai.
 
Encomiabile il tuo fare squadra, il tuo fidarti di “maestranze locali”: un pensiero su Paolo Palazzo e Fabrizio Convertini.
 
Il nostro paese è pieno di talenti incredibili, Paolo è uno di questi, musicista unico e persona fantastica. Mi piaceva l’idea di portare con me alcune delle nostre eccellenze, lui ha arrangiato quello che sarà il duetto, sarà lui stesso a dirigerlo. Per quanto riguarda Fabrizio, ci conosciamo da sempre, abbiamo uno studio di registrazione insieme e credo che sia tra i più bravi fonici in Puglia, lui curerà il suono della diretta dalla regia.
 
Se dovessi dire in poche parole perché la scelta è caduta su Serena Rossi?
 
Perché è fatta di entusiasmo come me, perché è sorridente e solare, è vera e pulita. È una bravissima artista.
 
Quali aspettative da questo Festival?
 
Come sempre quello di lasciare una parte di me.
 
Renzo Rubino a Sanremo canta Rubino e veste…
 
Sul palco Missoni perché è colore ed eleganza. Ma anche Berwich ed Hevò, eccellenze martinesi di grande qualità.
 
Forza Renzo, siamo tutti con te!
Sabato sera la finale, ma in realtà le luci della ribalta sanremese non si spegneranno così presto, non sarà certo il dare appuntamento alla prossima edizione che farà scendere il sipario sulla 68 edizione del Festival della canzone italiana, perché ha in sé un po’ di magia, perché è musica e arte,  perché è cultura e moda, perché Sanremo è Sanremo!…  la la la.

 



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