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E se fossimo noi ad andare da loro?

Pubblicato da: Categoria: Attualità

19
APR
2018

I flussi migratori non si possono fermare, come anche è assodato che in Italia non arrivino solo stinchi di santo. Ecco allora una proposta - attenzione! molto provocatoria - sulla quale riflettere

Tutti in fila sul perimetro esterno del mercato di Talsano, addì 11 aprile corrente anno, una moltitudine di persone di colore con tutta la mercanzia rigorosamente falsa, tra scarpe, borse, occhiali, con marche che vanno da Truffardi a Vittone, situati molto vicini agli ambulanti autorizzati che vendevano a loro volta scarpe, borse e occhiali, tutti inferociti sul come si consenta loro di vendere tranquillamente alla luce del sole, danneggiandoli non poco. Spettacoli simili si possono vedere tranquillamente anche in centro o in qualsiasi posto di passeggio. Ogni Super o Ipermercato, farmacia, locale molto frequentato, oramai annovera queste presenze oscure (dal colore della pelle) al di fuori, alcuni anche dentro, che oltre a salutarti, anche se non richiesto, si offrono a portarti la spesa anche per soli 2 metri, come se fossimo impediti gravi o pensionati in fin di vita. E' chiaro che lo fanno per racimolare qualche euro (alla fine della giornata non più qualche) e sin qui, tutto bene o quasi ma, quando ripenso che fanno parte tutti, nessuno escluso, di associazioni malavitose che hanno il racket anche dei vu' cumprà  che assediano i bagnanti sulle spiagge e danno loro la mercanzia, allora mi girano fortemente i cabassisi!

Si parla di cifre non di 200.000 migranti ma di 200.000.000 di abitanti dell'Africa che nel tempo potrebbero trasmigrare nell'unico paese che non può proteggere i propri confini. Mi sembra di vedere le facce dei sinistri, buonisti, cattocomunisti trasfigurarsi ma credo che l'idea di un certo Benito sia ahimè ritornata d'attualità vista la manifesta incapacità dei nostri politici e quelli europei a risolvere una situazione incancrenitasi da tempo e molto sottovalutata. E' da tempo, fin dagli anni '70,  che Pino Rauti metteva in guardia che questa invasione sarebbe avvenuta,  dando anche la soluzione con una frase divenuta estremamente attuale:  "aiutiamoli a casa loro" condivisa ultimamente anche da Renzi. Ho seguito con interesse il programma condotto da Mieli sulla storia del fascismo che con immagini ben documentate mostrava come l'edilizia del tempo,  proprio come a Taranto, le strade e i palazzi del ventennio, fossero ancora lì a fare bella mostra. Gli uomini muoiono ma le idee restano! Molte nazioni si sono ritenute in diritto di bombardare estorcendo una autorizzazione a nazioni come la nostra e mi riferisco ad America, Inghilterra e Francia, perchè noi Italiani non potremmo politicamente riprendere la strada di un neo colonialismo, visto che questi si alzano la notte e bombardano da ultima la Siria, senza alcuna risoluzione dell'ONU? Farebbe bene agli Africani, non dimentichiamo, paesi emergenti, importare la nostra tecnologia e farebbe bene a noi Italiani per dare sfogo al lavoro di tante maestranze e tanti giovani. Insomma, un espansionismo non sotto la minaccia delle armi ma guidato da chi ha più esperienza nell'industrializzazione e non solo. Taranto avrebbe, con questa soluzione, una centralità con il suo porto mai avuta da nessuno. Salvatores, il regista, affermò, con una visione unica che l'Italia è come un ponte sul Mediterraneo che collega il Nord del mondo con il Sud. In linea retta alla fine meridionale del ponte, si trova Taranto con il suo golfo maestoso. Utopia? Forse! Ma personalmente credo che l'unica risoluzione per l'economia del Sud possa passare anche attraverso questa utopia. Taranto centro del "Grande Mediterraneo".


 



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