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Come osate contraddire la sinistra

Pubblicato da: Categoria: Attualità

7
GIU
2018

Ci sono cose che non si possono dire altrimenti ti prendono per uno del Klu Klux Klan. Il nuovo Governo non ce l’ha con i 5,6 milioni di stranieri in Italia ma con i circa 435 mila irregolari, buona parte dei quali riempiono quotidianamente le cronache nere

Per anni ci siamo sorbiti la retorica boldriniana dell’integrazione tutta incentrata sulle “risorse” preziose per l’Italia dalle quali bisognava prendere esempio mutuandone lo stile di vita perché sarebbe stato quello italico del futuro.
Poi venne il tempo dei webrastrellamenti, quella strana forma di cyber bullismo che la “Presidenta” della Camera metteva in atto per reprimere gli oppositori, quegli incolti che osavano contraddirla in maniera colorita.
Ci siamo anche dovuti sorbire in silenzio il paradosso in base al quale i migranti ci mantengono perché lo dice Roberto Saviano.
Quest’ultimo con invidiabile faccia tosta ci ha ricordato in questi anni –in pieno clima favorevole alle sue tesi -  che i migranti costano al contribuente italiano solo lo 0,2% del PIL (circa 3,3 miliardi) mentre arricchiscono le casse dello Stato per circa 8 miliardi di euro (in pratica ci pagano le pensioni).
Siccome sono buoni tutti a snocciolare due cifre a casaccio, il vate Roberto avrebbe dovuto anche precisare che i migranti che impattano sul PIL per lo 0,2 % sono i rifugiati e più in generale coloro che non sono respingibili in base alla legge ed alle convenzioni internazionali sottoscritte e non già l’intera platea di disgraziati che piovono quotidianamente sul nostro territorio al ritmo di 180.000 all’anno.
Quanto ai migranti che arricchirebbero il Pil per 8 miliardi di euro, Saviano omette di aggiungere che si tratta di regolari, i quali non si vede come possano essere correlati ai tanti che bivaccano illegittimamente per le strade del Belpaese.
Ma questo non si può dire perché altrimenti ti fanno passare per uno del Ku Klux Klan come se tu ce l’avessi con i 5,6 milioni di stranieri in Italia e non con i circa 435 mila irregolari, buona parte dei quali riempiono quotidianamente le patrie cronache nere.
Ma ancora: l’Europa bruciava sotto i colpi del terrorismo islamico? Guai ad attribuire una matrice religiosa alla jihad anche se gli assassini inneggiavano a Maometto prima di far scorrere sangue. Il tutto pena la scomunica da parte della sinistra intera per la quale bisogna minimizzare perché il multiculturalismo non è fallito.
Potremmo andare avanti all’infinito descrivendo l’arroganza anacronistica con la quale la sinistra arroccata nel Palazzo ha imposto modelli mondialisti senza tollerare contraddittorio alcuno, nell’intima convinzione di essere (come sempre) nel giusto, sicura di rappresentare il Paese a tal punto da non sentire nemmeno il bisogno di ascoltarlo. Paese che nel frattempo non ha gradito dimostrandolo in tutti i modi, non ultimo con un voto che definire deludente per il progressismo è veramente poco.
Dall’altra parte, che piaccia o meno, c’è stato chi ha fatto opposizione proprio (e anche) sul tema immigrazione raccogliendo un vasto consenso: il centrodestra ha raccolto il 37% ed il MoVimento Cinquestelle (non proprio allineato alle posizioni della sinistra sui migranti) ha raccolto il 32%. I mondialisti –anche se rumorosi – sono minoranza.
Che piaccia o no due forze politiche (Lega e Pentastar) hanno sottoscritto un contratto di Governo in cui, forti della maggioranza in Parlamento e del consenso nel Paese, hanno deciso un giro di vite sugli immigrati irregolari così come la Lega aveva promesso in campagna elettorale.
Il tutto dopo aver riaffermato quanto già detto in questi anni che poi coincide con quello che in molti pensano: il business degli immigrati comincia dalla mafia delle partenze dalle coste libiche, prosegue con il ruolo poco chiaro di certe organizzazioni internazionali per poi terminare nel nostro Paese con il redditizio affare dell’accoglienza il quale è divenuto pian piano un vero filone industriale. Il tutto a valle di una dinamica dell’immigrazione insostenibile per numeri e per impatto sociale (gli immigrati, pur essendo l’8,3 per cento della popolazione, riescono a rappresentare ben il 25 per cento della popolazione carceraria italiana).
Cosa c’è di scandaloso in questa visione? Quali le novità che emergono in queste prime dichiarazioni di intenti che i membri del Governo non abbiano già palesato in campagna elettorale ricevendo suffragi?
Apriti cielo, la sinistra non tollera visioni diverse da quella propria: quando è maggioranza è solita zittire chi la pensa diversamente avversando, soffocando il dissenso, bollando la critica col marchio che si riserva ai barbari e agli incolti indegni di essere ascoltati.
Quando la sinistra è all’opposizione inizia una protesta continua e cavillosa su tutto scendendo in piazza, manifestando, utilizzando la propria santabarbara mediatica, polemizzando nell’intento di bloccare gli ingranaggi ed avvelenare i pozzi con i soliti espedienti anti democratici ed illiberali.
E’ la scena di sempre, la triste pantomima di quel progressismo autoreferenziale che non si sorprende mai davanti alla realtà che cambia, quella ciurmaglia boriosa che non si pone mai alcun dubbio e che di fronte ai mutamenti pensa sempre che gli altri abbiano torto e che sia il mondo a girare al contrario.
Come nel passaggio dalla prima alla seconda repubblica, anche in questo frangente la sinistra non ha capito nulla perché troppo occupata a specchiarsi trovandosi figa (anche se non compresa).
Ed evoca sempre gli stessi fantasmi ideologici, sempre la stessa chincaglieria resistenziale come se fosse arrivato qualcuno ad usurparle il trono: evoca la retorica del nuovo fascismo, si aggrappa all’ipocrisia dei razzisti al potere, difende in maniera anacronistica la Costituzione più bella del mondo (lo fa in automatico anche se nessuno l’ha toccata) e si schiera con il Capo dello Stato recitando sempre la solita manfrina perbenista del rispetto delle istituzioni e blablabla.
Generalmente dal Papa al Capo dello Stato è tutto un fare quadrato intorno ai primi della classe, quelli buoni che portano sulle spalle l’atroce fardello della verità e il vessillo della cultura.
Già, la cultura o quella strana forma di snobbissima puzzetta sotto il naso che loro identificano con il termine cultura e che li fa sentire al di sopra di tutti: un delirio di onnipotenza che rende il popolo straordinario e sovrano quando li vota mentre, se per caso vota gli altri, diventa automaticamente una plebaglia che va informata, alfabetizzata e resa popolo.
Chi scrive, se è lecito esprimere un’opinione, non si aspetta nulla dal governo gialloverde per una serie di considerazioni sul grillismo che lo rendono un movimento filosoficamente ed intimamente qualunquista fondato sull’esaltazione degli inadatti al potere purché siano onesti, incazzati e giacobini.
Questa considerazione personale non rende automaticamente inaccettabile una visione politica – come per l’appunto quella sugli immigrati – che dalla Francia alla Germania passando per la Spagna e l’Austria hanno applicato tutti senza che fossero evocati presunti comportamenti di stampo razzista (proprio in queste ore la Signora Merkel ha dichiarato che in tema di migrazione l’Italia è stata lasciata sola).
Ma alla rievocazione dell’Aventino la sinistra proprio non riesce a resistere, la controcultura caciarona e il picchettaggio pretestuoso stanno ai progressisti come il miele agli orsi.
Anche se ciò fosse controproducente: per anni dalle casematte del potere al sindacalismo più fasciolaro passando per i movimenti viola più piazzaioli e per i politicanti più pretestuosi hanno tentato di demonizzare Berlusconi finendo con l’allungargli la vita di almeno un ventennio.
Gli hanno frugato nel letto, nelle mutande, nei provvedimenti di legge, nella vita privata, nell’agibilità politica, nelle amicizie, nelle conversazioni telefoniche e nelle indagini provando a colpirlo nella sua popolarità. Ma non ci sono riusciti ottenendo invece una sorta di operazione simpatia che ha smesso di sortire i suoi effetti man mano che certe procure e certi giornali hanno allentato la presa.
Adesso è iniziata la lotta senza quartiere al pentaleghismo. Fossimo nella coalizione al governo ci metteremmo comodi: la sinistra ha acceso la fanfara dell’odio, quella gioiosa macchina da guerra che porta milioni di voti (agli altri).



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