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San Vito, un angolo di paradiso da salvare

Pubblicato da: Categoria: ATTUALITA'

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LUG
2018

Un tempo era un luogo tra i più deliziosi a memoria d'uomo, poi la sporcizia e decisioni scellerate l'hanno rovinata. Ma non è troppo tardi per rimboccarsi le maniche e riportare bellezza

Con il boom economico, negli anni '60 gli italiani poterono permettersi delle comodità mai avute prima. Si usciva dall'onda lunga della guerra e tante cose erano negate per mancanza di denaro. Aumentarono le auto circolanti, dando la possibilità alla gente di muoversi molto più rapidamente che in corriera; in una sola parola aumentò la libertà. Fu questa la molla (l'aumento del denaro in circolazione e l'avvento della motorizzazione di massa) che dette l'impulso alla costruzione di ville, villette che, spuntando come funghi, nel giro di pochi anni formando delle vere e proprie comunità, occludendo, ahimè, la visuale del mare in lunghi tratti di costa del bel litorale tarantino. Non è dell'abusivismo che vi voglio parlare ma della nascita dal nulla di realtà a grande densità abitativa come S.Vito. I miei comprarono il terreno e iniziarono a edificare in località Lido Bruno nel 1964, trovando una natura vergine a tutti gli effetti, con distese di pini e canne, paesaggio incontaminato e non distrutto dagli uomini, con delle spiagge e un'acqua cristallina da incanto. Il profumo che si sentiva in queste pinete non lo si può dimenticare tanto che, quelle poche volte che riesco a percepirlo, la mia mente va indietro come in una porta del tempo. Preambolo forse noioso per i più giovani ma necessario per far comprendere ai più che non hanno conosciuto quel tempo la disgregazione che l'uomo è stato capace di apportare in un luogo che io considero quasi sacro. Per questo e tanto altro, quando quarantasei anni fa andai via da Taranto, feci un giuramento a me stesso: ritornare e venire a vivere a S.Vito. Inutile nascondervi  che, quando 10 anni fa ebbi la possibilità di ritornare, la grande delusione che mi pervase nel rendermi conto che quel che ricordavo era cosa di un altro millennio. Sporcizia, incuria, mare fortemente inquinato per la presenza dello sversamento in mare della fogna del depuratore che non depura: il "Gennarini". Appena fu costruito, iniziò a fare acqua, o meglio  "melma", come un colabrodo e dappertutto. Se a questo si aggiugono la fogna del Tulipano Rosso e delle scuole CEMM, si capisce come, in questa latitudine, siamo stretti in una morsa  molte volte male odorante, da cui non si sfugge. Strade fortemente dissestate con ampia presenza di fossi a cui sono stati aggiunti i dossi ed i dissuasori da una precedente deleteria amministrazione, poi continuata nell'odierna di "anonymous Emiliano-Melucci", da cui aspettavamo un segnale forte, come è avvenuto per Salvini al Governo, tanto per intenderci, ma che risulta ancora non pervenuto, per assenza ingiustificata. In questa situazione, forse ancora più grave, versano i paesini vicino come Lama e Talsano  che condividono deficit strutturali come mancanza di fogna in primis, di luce, acqua e gas. Sbagliato non fu, in passato, richiedere anche con un tentativo di referendum, che questi territori si staccassero da Taranto per fare Comune a sè. Si sa da un'Italia fallita da anni che fa acqua da tutte le parti come il colabrodo della fogna di cui prima, era richiedere troppo, in quanto in Italia si è sempre pensato a pagare cariche istituzionali e enti completamente inutili (Province e Regioni) che, di fatto, insieme a tanto altro, soprattutto in Meridione, hanno contribuito alla dissolvenza ed al fallimento dello Stato. In questo degrado totale, qui a S.Vito, a opera della Proloco, forse un piccolo lumicino si è acceso. Il 5 luglio ci sarà un'ennesima pulizia del litorale da parte di volenterosi, con aumentata consapevolezza che qualcosa vada fatta per non morire di inedia, come sta facendo il Comune. Insieme alla segretaria, l’avvocatessa Ylenia Gallo, abbiamo concordato delle azioni in comune, come la pulizia dei perimetri abitativi delle ville sanvitesi, programmate per il 15 luglio e di cui daremo ulteriori delucidazioni. L'intervento dell'AMIU per cercare di mettere, solo per il periodo estivo, dei cassonetti o contenitori di indifferenziato che servirebbero a molti balneanti, per depositare l'immondizia. Non sapendo dove depositarla, per inciviltà, sono portati a buttarla al suolo. Inoltre, questo sarebbe un sogno, bisognerebbe coinvolgere la Marina Militare, nella riapertura di una bella pineta che collega Sun Bay con le scuole CEMM. Fu recintata, più che per obiettivo militare, per il degrado che portò l'incuria degli indigeni che la trasformarono, inutile dirlo, in una pattumiera a cielo aperto, con tante bottiglie di Raffo! Speriamo tutti in un aumento di "CONSAPEVOLEZZA" anche nelle tante persone che oggi fanno jogging. Un vero peccato non poter godere di tutto quello che noi cittadini tarentini abbiamo.

 



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