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O partigiano, portalo via (dalla Pascale)

Pubblicato da: Categoria: Editoriale

29
NOV
2013
No, non scriverò di Berlusconi, della decadenza dalla carica di senatore e della sua incandidabilità per i prossimi anni. Non m’interessano neanche gli striscioni predistribuiti tra sostenitori dal forte accento meridionale, chiamati a fare da claque e indottrinati a dovere – poveri cristi che biascicavano di Moro, di ingiustizia e di bunga bunga, già resi mandria alle urne e ora branco sotto il palco di palazzo Grazioli. È un’altra la figura che emergerà dal caos post ventennio, per fortuna senza lo strascico tragico di altri precedenti storici, connotata anzi da un’incancellabile aria cafonal in perfetto pendant con l’Arcore style. Francesca Pascale ci seppellirà tutti, detrattori, garantisti, comunisti, fascisti e mazzancolle in cinque minuti della Parodi. Rimarrà solo lei, non come esemplare della vis sentimentale partenopea, non ultima semidea di telefoni bianchi, ma come eroina universale di autentica, comica devozione. Anche lei era lì, sotto quel palco, ad assistere a un discorso stanco e soffritto, e l’accoglienza riservata al suo beniamino dopo il bagno di folla prezzolata è stata l’unica possibile: un baciamano, reverenza rovesciata, sottomissione sì, ma anche simbolo di legame in cui lui ha il dovere di continuare a rivestire il ruolo di Mitico. Nel frattempo lei continuerà a chiedere l’intercessione del Papa, a elargire teatrali – ma veri, verissimi - biglietti da 50 euro agli accattoni, a farsi fotografare alle mostre d’arte in tacco 12.  Ad attenderli c’è l’happy end assicurato, con suocera a carico, nella villa ad Antigua o al caldo nelle fredde terre di Putin. Lontani gli orrori di Piazzale Loreto (dopo che Mussolini e la Petacci, ormai cadaveri al pubblico ludibrio, avevano appena passato la loro prima e unica notte insieme) o del bunker di Berlino (dove la Braun, poco prima del suicidio, aveva usato per la prima volta il nome di Eva Hitler nel documento di matrimonio): in entrambi i casi la morte era necessaria affinché il legame si cristallizzasse, eterno e finalmente risolto. Ma il povero B. ha ancora molta vicenda esistenziale da vivere accanto alla sua devota e nessun partigiano o soldato russo, credo, lo salverà.  
 
 


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