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Love story

Pubblicato da: Categoria: EDITORIALI

20
DIC
2013
Avrei potuto divertirmi raccontando la vicenda di quell’Assessore (alla cultura!) della Regione Abruzzo che ha scritto di suo pugno un contratto con il quale garantiva trentaseimila euro all’anno alla propria segretaria. E fin qui, routine, anzi, a suo modo un passo verso una regolarizzazione che non sempre vige tra politici e collaboratori caparbiamente retribuiti a nero. Il bello è che in questa nota scritta vi era inclusa una clausola che prevedeva per la malcapitata (almeno a giudicare dalla foto dell’Assessore) di giacere biblicamente insieme, anzi, a dirla con le sue parole, “fare l’amore” quattro volte al mese. Troppo facile per me sarebbe stato levare alte le lodi di quello che potremmo definire l’ultimo dei romantici: in fondo è una variazione di una amorosa corrispondenza epistolare, anche perché ci sono forti dubbi che l’Assessore avrebbe potuto mostrare a chiunque quel foglio. Si trattava quindi di uno scritto prettamente sentimentale e intimo, un patto tra due persone che si dedicano all’amore e non a bieca fornicazione con soldi pubblici. L’elemento più dinamico di questo romanzo appassionato è la dichiarazione di lei, che naturalmente si è rammaricata di non poter più uscire di casa a causa della curiosità morbosa di quel popoloso deserto che appellano Pescara. Lei – ha spiegato - non voleva giacere contrattualmente con lui, ci è stata costretta: «Io ho anche la tessera del PD!...» ha esclamato la pudica in un guizzo di auto difesa, visto che il turpe è iscritto alla parte politica avversa. No, non vi tedierò tutta la durata di lettura con il conto presto fatto che, facendo un rapporto tra cachet annuo e richieste da contratto, alla signora venivano accreditati 750 euro per ogni incontro intimo, dato che lo stesso Assessore – intercettato telefonicamente – le consigliava di timbrare il cartellino in Regione, uscire per farsi bella e dopo quattro ore tornare nuovamente a timbrare. «Anche i miei colleghi si comportavano così e non credevo di fare nulla di male...». Povera stella. 
In ben altro modo, invece,  occupo questo spazio, augurandovi che questa sia la settimana più bella dell’anno e festeggiando insieme il solstizio e la fine del predominio del buio sulla luce, dando credito finalmente all’inverno quando dice di avere la primavera nel cuore. 
 


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