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Martina Franca/Prima c'è l'uomo, poi il resto

Pubblicato da: Categoria: Editoriale

6
GEN
2015

 

“Ritroviamo le ragioni dell'essere comunità, il vanto di essere sulla collina,la possibilità di scegliere il mare da cui farci coccolare se dalla finestra bussa scirocco o maestrale, la bellezza dello struscio e della chiacchiera sullo stradone, la serenità che trasmette una passeggiata tra i bianchi vicoli del centro storico.

Ritroviamo la bellezza della sana discussione, chiediamo scusa se sbagliamo e agiamo per non ripetere errori, pretendiamo e diamo rispetto a tutti. Prima c'è l'uomo, poi il resto.”

Non me ne vorrà l’assessore Nunzia Convertini se mi sono permesso di “rubare” dalla sua bacheca Facebook queste che sono tra le poche parole di buon senso che, in questi giorni, fanno da contraltare alla valanga di cazzate sparate, a sinistra come a destra, che ci hanno portato dall’emergenza neve, all’emergenza isteria.

Una comunità che ha tanto da dire e da insegnare su temi come la solidarietà, il senso dell’estetica, la cultura e molto altro, in questi giorni si ritrova a parlare esclusivamente di gufi, sciacalli, iene, barbari e quanto di peggio l’animo umano posso tirar fuori.

Smettiamola. Con le chiacchiere e le invettive non si va da nessuna parte.

Le madri, le sorelle, i parenti stretti, i candidati frustrati, dell’uno come dell’altro schieramento che in questi giorni si affannano a giustificare l’ingiustificabile o ad attaccare senza cognizione di causa, per evitare che la città diventi un penoso “Circo Barnum”, farebbero bene a tacere.

Rivolgendosi all’opposizione, quelli del Partito Democratico in un comunicato stampa affermano: “I casi di emergenza dovrebbero essere affrontati con senso di responsabilità da tutti senza guardare il colore politico dell'amministrazione”.

Giusto, anzi giustissimo. Solo che mi piacerebbe sapere quanti del PD si sono dati la pena di offrire una mano nei giorni dell’emergenza.

Pensiamoci non una, ma cento, mille volte prima di parlare o scrivere perché tanto ciò che è successo, ormai non si può più cambiare.

Facciamo tutti tesoro di questa esperienza, così da non essere impreparati la prossima volta.

Non pretendiamo di “volere per forza” perché abbiamo pagato le tasse (esasperazione giustificabilissima) ma, tra una bestemmia e un’altra, almeno spaliamo l’ingresso di casa nostra. Allo stesso modo tutto quello che abbiamo fatto o stiamo facendo con la pala in mano, se proprio dobbiamo, “pubblicizziamolo” alla fine senza dire “va tutto bene madama la marchesa” quando ancora la città è paralizzata.

Martina Franca innevata è uno spettacolo unico al mondo, ma prima di invitare in maniera sprezzante a “tacere e godersi il panorama” pensiamo per esempio alla disperazione, sì disperazione, di quanti nel cenone di fine anno avevano riposto le speranze di raddrizzare, almeno in parte, una pessima annata.  

“Potevamo fare di più? Io penso di si” è quanto ha dichiarato ieri in conferenza stampa il sindaco Franco Ancona che, a parere di chi scrive, avrà sicuramente le sue colpe ma non ha avuto un supporto adeguato, né da destra né da sinistra.

Mi auguro che quanto in consiglio comunale si discuterà l’ordine del giorno presentato ieri dai partiti di opposizione, qualcuno dovrebbe imparare che non è sciacallaggio ma è il “gioco” della politica, lo si faccia civilmente e senza esasperazione tanto, i cittadini la loro idea se la sono fatta e poi… Prima c'è l'uomo, poi il resto.  

Foto: Giandiego Monteleone



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