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ROMA CAPITALE (?)

Pubblicato da: Categoria: Editoriale

9
GEN
2015
Di volta in volta, nel corso della sua secolare storia, è stata l’Urbe, Caput Mundi, la Città Eterna e tutte le strade del mondo portavano ad essa. Se si potesse chiedere ai 6 miliardi di persone che popolano il Pianeta, qual è la più celebre città del mondo o quale la città che vorrebbero visitare, probabilmente sarebbe un plebiscito a favore della nostra Capitale. Purtroppo tra l’immagine iconografica e la realtà quotidiana di Roma c’è di mezzo la Fossa delle Marianne. Specchio fedele del degrado nel quale sprofonda il Paese, la nostra Capitale sta vivendo uno dei periodi più bui della sua leggendaria storia, offesa e stuprata quotidianamente da chi è stato chiamato a gestirla, guidarla e proteggerla. Ne parlo da innamorato tradito e da cittadino che quindici mesi fa ha deciso di viverci. Trovare gli artefici di questo scempio è complicato perché ha molte paternità che vengono da lontano, a partire dalla fine del secolo scorso passando attraverso i vari Rutelli, Veltroni e Alemanno, ma certamente lo spettacolo indecoroso dell’attuale amministrazione Marino lascia sgomenti. Come accade purtroppo in tutte le grandi capitali occidentali, anche Roma non si sottrae alla difficoltà di vivere le periferie troppo spesso lasciate a se stesse, alle proprie miserie materiali e spirituali, vere e proprie terre di nessuno dove lo Stato è inesistente avendole abbandonate alla legge della giungla, dove la norma è la sopraffazione dei delinquenti sui cittadini inermi. Ma il dramma di Roma sta nel fatto che il clima delle periferie si vive anche nel cuore della città. Provate a camminare a qualsiasi ora del giorno e della notte lungo gli itinerari che la rendono unica al mondo. Troverete sporcizia ed incuria del patrimonio architettonico, dormitori e toilette a cielo aperto per un esercito di homeless che bivaccano indisturbati tra le vetrine dei negozi ed i portoni dei palazzi, circondati dai tetrapak di vino acido e delle bottiglie di birra con cui avvelenano giorno dopo giorno le loro misere esistenze. Vi troverete a farvi largo a fatica tra decine di venditori improvvisati di ombrelli, sciarpe, borse che occupano i sagrati delle nostre bellissime chiese, senza alcun rispetto per la sensibilità spirituale delle migliaia di fedeli che le frequentano. Mi chiedo spesso cosa farebbe Gesù Cristo se si trovasse oggi di fronte a questi nuovi mercanti del Tempio. Le bancarelle degli abusivi aperte quotidianamente sui marciapiedi prospicienti i negozi senza che i tutori dell’ordine intervengano minimamente. E tutto questo accade sotto le finestre dei palazzi del potere, da Palazzo Chigi al Quirinale, dal Campidoglio a Montecitorio. Che dire dei servizi ai cittadini? Le scuole, tanto care a parole al Quaquaraqua fiorentino, sono in gran parte fatiscenti, con le pareti delle aule che si sgretolano e servizi igienici inavvicinabili. Mio figlio, che a 9 anni frequenta il quarto anno della Primaria, è costretto per otto ore al giorno in banchi e sedie che sarebbero troppo piccoli anche per la scuola Materna. Il trasporto pubblico poi ha le stimmate dell’inciviltà. Linee che vengono soppresse incuranti delle esigenze di mobilità dei cittadini, corse che misteriosamente saltano, orari quasi mai rispettati e non certo per problemi di traffico, due linee metropolitane che cessano di funzionare alle 23,30. E per Capodanno l’ineffabile Marino ha emesso un’ordinanza per la quale il trasporto pubblico ha cessato il servizio alle 20,00 del 31 dicembre per riprendere alle 8,00 del l’1 gennaio, fregandosene bellamente delle migliaia di persone che hanno lavorato nella notte per far divertire romani e turisti, per non parlare delle centinaia di ubriachi che, non potendo tornare a casa se non in taxi, hanno scorrazzato per le vie della città creando non pochi problemi. Ma tutto scivola via, in perfetto stile italico, come acqua sul vetro. Allegri italiani, siamo nelle buone mani di Renzi, di Marino, di Pisapia, di De Magistris,……………     
 


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