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Unioni civili, civilissime

Pubblicato da: Categoria: Editoriale

11
MAG
2016

Proprio mentre in Italia la Camera ha votato la fiducia posta dal governo sul ddl sulle unioni civili, in Spagna si è ritirato il primo arbitro gay capace di fare outing: il giovane sportivo si è visto costretto a lasciare il calcio a seguito dei pesanti insulti ricevuti durante una partita di campionato giovanile. "Ciò che mi ha fatto male - ha commentato - è che tutto il pubblico rideva". Ma tant'è. La strada da percorrere per un pieno e condiviso riconoscimento dei diritti civili è ancora lunga e disseminata di discriminazioni ben radicate, soprattutto in ambienti testosteronici come quello sportivo. Intanto il punto segnato questa volta è il nostro, con un primo passo legislativo verso l'ufficializzazione delle unioni civili: si tratta di legami diversi dal matrimonio fra eterosessuali, anche se presentano molti doveri e diritti in comune. Ci sono delle limitazioni ragionevolissime (non possono contrarre unioni civili i parenti, i pazzi certificati e coloro che sono già sposati o impegnati in altre unioni civili - ci mancherebbe altro) e anche qualche disposizione addirittura migliore rispetto all'istituzione matrimoniale "tradizionale": i due partner infatti decidono insieme il cognome comune da adottare, non essendoci l'obbligo di assunzione del cognome maschile, e l'attesa per la separazione è di tre mesi (invece che il periodo che va da sei mesi a un anno per il matrimonio). Ancora, non possono contrarre unione civile coloro che sono stati condannati in via definitiva per l’omicidio o il tentato omicidio di un precedente coniuge. Nel matrimonio invece un uomo (perchè nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di uomini) che uccide la moglie non solo può avere altre chance matrimoniali ma si può ritrovare a godere dell'eredità della vittima, a dispetto anche dei figli che si ritrovano a dover subire il danno oltre al lutto. Per fortuna c'è un disegno di legge che vuole provvedere a questo disgraziato caso: si chiama «indegnità a succedere» e per stabilirlo non dovrebbe essere necessario nessun giudice, nessuna causa civile (come vuole adesso la legge). Semplicemente l'assassino/a non entra nell’asse ereditario. Ecco.
Insomma, queste unioni appena nate già hanno da insegnare ai matrimoni vecchio stile.



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