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Gattini e canini ci salveranno

Pubblicato da: Categoria: Editoriale

18
MAG
2016
Mi è dispiaciuto leggere delle ultime affermazioni di papa Francesco a proposito di sentimenti provati nei riguardi degli animali e mancati verso le persone più vicine. Complice anche una cattiva trasposizione delle sue parole, credo che si sia trattato di un'uscita infelice. Ma andiamo con ordine. 
"La pietà - ha detto il Papa - non va confusa [neppure] con la compassione che proviamo per gli animali che vivono con noi; accade, infatti, che a volte si provi questo sentimento verso gli animali, e si rimanga indifferenti davanti alle sofferenze dei fratelli". Credo che Francesco (quale nome più vicino alla comunione con il creato) abbia tradotto in parole troppo semplici questo concetto: viviamo tempi di amore liquido, di rapporti frammentati e tempi velocissimi; piuttosto che metterci in discussione impegnandoci in un rapporto con l'altro che scuota l'essere fino alla profondità, molti preferiscono appagare i bisogni affettivi con presenze meno bisognose di cure che però mostrino amore incondizionato. Se non larghi sorrisi almeno due fusa o una scodinzolata. Lette in questo senso le parole del Papa sono apprezzabili e finanche condivisibili, peccato però che siano state interpretate in altra maniera. Ecco la versione dark side: in una visione prettamente umanocentrica, con tutti i poveri disgraziati che ci sono è davvero un peccato che si rivolgano sentimenti di pietà verso gli animali. Quasi che la pietà, si potrebbe obiettare all'interpretatore malvagio, fosse un bene deperibile, un'ultima goccia contenuta nell'ampolla del cuore. No, non posso credere che questo Papa così ganzo in innumerevoli manifestazioni del suo potere spirituale abbia voluto intendere una così plateale corbelleria. Di animali salvati me ne intendo, alcuni curati maldestramente, la maggior parte felicemente sistemati, ma se al posto di un gattino vedessi un bambino mi prodigherei con le attenzioni del caso. La verità è che tentare di rispondere agli assurdi giochi della torre, fra un animale e un uomo chi salveresti, non è sano. È molto meglio invece capire che la Terra non ospita solo uomini e che l'armonia con l'ambiente e gli altri animali (che non siamo altro che animali noi) presuppone e consegue un'armonia di tutta l'umanità, che proprio in virtù di essa (ri)scopre la sua superiorità e la sua vicinanza a Dio. Umanizzare il proprio pet e diventare il cliente preferito di un certo merchandising non va bene, ma è comunque qualcosa che afferisce al soddisfacimento del proprio narcisismo. Non credo che la signora capace di spendere cifre folli per il proprio pet rinunci al collare di strass per fare donazioni ai bambini del Congo: si andrà piuttosto a comprare un paio di scarpe nuove perchè è sempre l'ego e le sue propaggini che cerca di soddisfare. Gli animali domestici non c'entrano affatto nel nostro incarognirci, anzi, sono un utile esercizio alla responsabilità, alla cura e alle coccole. E il fatto che il materiale più ricercato in rete siano proprio i video di gattini e canini è un indizio di quanta voglia abbia l'umanità di tenerezza.
 


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