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Fenicotteri vs fogna: vincono i pennuti

Pubblicato da: Categoria: Editoriale

18
GEN
2018

Un whatsapp ritornato virale a distanza di un anno ha fatto allarmare più di qualcuno: tranquilli, per la riserva naturale Salina Monaci c'è l'happy end

Qualche giorno fa circolava via Whatsapp un messaggio che recitava così: "Caro amico, cara amica, [...] a ridosso della meravigliosa riserva naturale Salina Monaci, in prossimità di un centro residenziale denominato Urmo Belsito, a meno di un chilometro dal mare e precisamente nella zona Chidro-Specchiarica, frazione di Manduria, in provincia di Taranto, è stata appena avviata la costruzione di un enorme depuratore fognario che prevede lo scarico a mare dei liquami. La costruzione è prevista accanto ad una strada, in una zona ad interesse turistico paesaggistico, con vincolo idrogeologico. Saranno tra l'altro spiantati alberi di ulivo secolari.
Tale costruzione può essere bloccata solo se ci sarà il coinvolgimento dei mass media e risonanza a livello nazionale.
Questa maledetta questione - continua il messaggio, ndr - che si trascina da oltre 13 anni, troverà la sua conclusione il prossimo 7 aprile, data in cui il Comune di Manduria si pronuncerà definitivamente sulla questione.
Nonostante la contrarietà dei cittadini di Avetrana, di Manduria e di altri 17 comuni e nonostante verbali rassicurazioni circa la mancanza dello scarico a mare, resta il fatto che il cartello di avvio dei lavori del depuratore, affisso sul cantiere e poi subito rimosso, riporta la seguente indicazione: 'Lavori di realizzazione impianto di depurazione e collettori di adduzione e scarico a servizio degli abitanti di Sava, Manduria e delle marine di Manduria e realizzazione della relativa condotta sottomarina'.
E' la conferma, ribadiamo, nonostante le rassicurazioni in senso contrario, che il depuratore avrà lo scarico a mare in una delle poche zone ancora incontaminate della nostra costa, sede, come detto, di una meravigliosa riserva naturale che ospita annualmente fenicotteri rosa e altre specie protette.
Il prossimo 31 marzo è prevista una grande manifestazione di protesta che si terrà ad Avetrana, affinchè tale depuratore venga spostato nell'entroterra e, soprattutto, che non scarichi a mare.
Vi preghiamo di aiutarci a fermare questo scempio atroce. Grazie per l'attenzione".
E fin qui il testo del messaggio che - ahimè - è abbastanza allarmante.
In realtà, lo stato delle cose è più felice di quel che sembra. Intanto questo è un testo vecchio di anno: la manifestazione si è già tenuta il 31 marzo 2017. Ma quello che è più importante è che, con una delibera regionale del luglio scorso, il progetto è stato radicalmente cambiato, eliminando lo sbocco delle acque depurate in mare  (con una condotta sottomarina) e sostituendolo con un sistema di affinamento potenziato, che permetterà l'accumulo in bacini e il successivo riutilizzo in agricoltura.

Saranno realizzati un collettore dal depuratore fino alla rete irrigua di proprietà del consorzio di bonifica dell'Arneo e due diversi bacini di accumulo delle acque trattate, da attivare in successione tra loro, con il rispettivo complementare scarico del "troppo pieno" sul suolo e lo scarico di servizio/emergenza in solco naturale. I bacini di accumulo (cosiddetti "buffer ecologici") saranno realizzati alla Masseria della Marina e a Specchiarica. Quello di Masseria della Marina sarà dotato di bacini di filtraggio densamente vegetati.
L'acqua accumulata potrebbe in prospettiva essere usata anche per usi civili (ad esempio, lavaggio strade e piazzali, antincendio, innaffiamento giardini e parchi).
L'investimento complessivo è di circa 12 milioni di euro, comprensivi di impianti, vasche, condotte e monitoraggi.
L'impianto di riuso risulterà molto simile per concezione a quello già in attività nella Forcatella, nel comune di Fasano, dove i laghetti di accumulo hanno favorito la realizzazione di una vera e propria oasi verde e dove l'acqua trattata in "tabella 4" è riutilizzata a scopi agricoli o civili. Nello stesso impianto è stata avviata una sperimentazione per la potabilizzazione dell'acqua proveniente dai reflui fognari.
Quindi, riepilogando: nessun attentato all'ambiente, lo scarico in solco naturale sarebbe utilizzato solo in situazione di emergenza, quando d'inverno la richiesta per usi agricoli dovesse essere inferiore alla capacità di accumulo e sarebbe comunque in "tabella 4", quindi  molto più affinata rispetto alla iniziale "tabella 1" da disperdere con la condotta sottomarina.
 



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