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Gravi ritardi e servizi a rischio

Pubblicato da: Categoria: POLITICA

26
MAR
2014

 

Diversi i provvedimenti di una certa rilevanza approvati ieri in Consiglio Regionale, ne abbiamo riferito in maniera dettagliata, ma i lavori sono stati chiusi senza deliberare l'importante, anche se "ennesima", proroga dell’accreditamento per le strutture sociosanitarie della regione. Questa mancata approvazione mette in allarme centinaia di lavoratori e migliaia di famiglie perché sono ben 52 le sttrutture, tra asili nido, centri per disabili e case di riposo a rischio chiusura. Mentre la maggioranza getta acqua sul fuoco, garantendo che la proproga sarà deliberata nella prossima seduta del Consiglio Regionale, l'assessore Elena Gentile di dice "non poco contariata". 
A bastonare sia la maggioranza che l'assessore, ci pensa il capogruppo di Forza Italia in Regione, Ignazio Zullo, che non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione della debacle dei suoi avversari:
 
"La sciatteria di un assessorato alle politiche della salute e alle politiche sociali è venuta in evidenza anche ieri in Consiglio regionale nonostante tutto l’impegno delle opposizioni affinché si mettesse un’ulteriore “pezza” ai gravi ritardi nell’adeguamento ai requisiti delle strutture socio-assistenziali complice il dolce dormire dell’assessore Gentile e della dirigenza assessorile.
L’adeguamento ai requisiti previsto per legge al 6 febbraio 2011, poi prorogato dall’assessore Gentile al successivo 2012 per coloro che avessero avviato il cantiere, poi al 2013, poi al 2014 non ha prodotto effetti e l’unica cosa che lo stesso assessore con i dirigenti dell’assessorato sanno fare è lo stare al fianco e premiare chi non si è adeguato violando le leggi più volte fregando chi con ingenti investimenti e forti sacrifici quegli adeguamenti li ha operati osservando le leggi.
E lo fa, a termini scaduti il 6 febbraio 2014, con un Ddl del successivo 19 febbraio con l’intento di sensibilizzare e responsabilizzare il Consiglio sull’urgenza affinché  nella fretta si voti senza piena cognizione di causa dello stato dell’arte ovvero senza relazionare al Consiglio per ciascuna struttura ritardataria in quali condizioni è fermo il cantiere che avrebbe dovuto essere già avviato dal 2012 e che a distanza di due anni  non è ancora portato a termine e sopratutto se in un ulteriore anno di proroga l’adeguamento a