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Martina Franca - Lo vedi, ecco Marino

Pubblicato da: Categoria: Politica

10
APR
2015
Sinistra ecologia e Libertà, con Pino Fedele (coordinatore cittadino) e Elena Convertini (responsabile enti locali), offre alcuni spunti di riflessione sull'affaire Euronics.  Si scrive così una nuova pagina, c'è da dire diversa dal solito, su di una vicenda che sta appassionando i cittadini di Martina Franca. 

Proprio in questi giorni diversi comunicati sono usciti sulla stampa locale per un’autorizzazione non concessa dagli uffici comunali all’apertura del punto vendita Euronics di via Guglielmi, con cui si puntava il dito contro gli uffici comunali, la giunta ed il sindaco "rei" di aver applicato una norma prevista dal regolamento urbanistico.

Oggi invece su tutti i quotidiani leggiamo dell’ennesimo arresto di un sindaco, di alcuni dipendenti comunali e tre imprenditori. E’ il caso di Marino, comune vicino Roma, che alle prime ore del mattino ha visto scattare l'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Velletri,  nei confronti degli indagati.

All’ennesima indignazione generale per l’accaduto però a Martina Franca dovrebbe aggiungersi qualche riflessione in più.

Ebbene, cosa c’entrano questi due episodi apparentemente lontani e diversi tra loro?

Se si leggono più nel dettaglio le motivazioni degli arresti avvenuti in mattinata nel comune di Marino si scopre che:“Le indagini, iniziate nello scorso mese di giugno e dirette dal procuratore di Velletri Francesco Prete e condotte dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Castel Gandolfo comandata dal tenente Alessandro Iacovelli e da personale della polizia giudiziaria, corpo forestale dello Stato, hanno riguardato tra le altre cose la realizzazione di un punto vendita di una nota catena commerciale, del valore di circa 3 milioni di euro, per il quale - secondo gli inquirenti - il primo cittadino Fabio Silvagni, eletto a maggio del 2014 per il centrodestra, avrebbe rilasciato illecitamente le necessarie autorizzazioni in cambio dell'assunzione di una ventina persone da lui indicate per garantirsi così un ritorno politico ed elettorale.” (fonte: Repubblica.it del 9.04.2015)

Quindi, se giustamente ci indigniamo e gridiamo allo scandalo quando in altre città scattano le manette per degli amministratori che cambiano le regole e/o forzano i regolamenti, allo stesso modo dovremmo sottolineare come nel nostro Comune invece si stiano rispettando le regole, senza scendere a compromessi per meri ritorni elettorali.

Quelli che vengono venduti come posti di lavoro, infrangendo regolamenti e norme, non sono altro che specchietti per le allodole destinati ad infrangersi in breve tempo, come dimostrano appunto gli arresti dei tre imprenditori del comune di Marino.

Al contrario lavorare al Piano di Insediamento Produttivo (PIP) è un approccio che riteniamo lungimirante e di lungo periodo, attuato al fine di permettere le condizioni per l’insediamento e la crescita delle attività commerciali nel pieno rispetto della legalità.

Le attività di modernizzazione della normativa urbanistica comunale possono dare nuovo impulso a tutte quelle idee imprenditoriali sane e durature che creano, non solo lavoro, ma anche imprese sane e durevoli.

Non usiamo quindi il lavoro come scusa per infrangere le regole perché se, il lavoro viene creato in questo modo, non sarà mai una prospettiva di lungo corso, né un lavoro dignitoso e né, tantomeno, LIBERO da condizionamenti. 



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