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L'appello finale /«No ad astensionismo e voto di protesta»

Pubblicato da: Categoria: POLITICA

22
FEB
2013

 

C'è qualcosa che credo sia davvero importante cercare di far comprendere a tutti gli italiani; le elezioni politiche di domenica e lunedì prossimi sono probabilmente tra le più importanti dal dopoguerra ad oggi. Troppo grave la crisi, che non è solo economica, che colpisce l'intero occidente e, come sempre, con maggior forza il meridione. Troppe le questioni in gioco; c'è il futuro di una Europa che non può essere l'Europa di pochi Paesi dominanti; c'è il futuro dei nostri giovani, ma anche di chi ha perso il lavoro a 50 anni; c'è quello dei pensionati a cui Monti ha bloccato la pur minima rivalutazione delle pensioni. C'è di mezzo il futuro delle tantissime medie e piccole imprese, degli artigiani, dei professionisti. C'è, soprattutto da decidere quale modello sociale si vuole per il futuro del nostro Paese. E' ormai chiaro che in campo ci sono due visioni contrapposte rispetto al modello sociale che si vuole affermare nel Paese: da un lato l'asse Bersani-Monti, sorretto da Fini, Casini e Vendola, che propone, nonostante le dichiarazioni propagandistiche dell'ultima ora, la puntuale prosecuzione della sua agenda, ovvero aumento della pressione fiscale, ulteriore compressione dei consumi, impoverimento delle famiglie,  eliminazione del ceto medio. Dall'altro il centro destra guidato dal PDL, che ha già nel passato dimostrato di saper difendere e tutelare  i diritti fondamentali dell'uomo, che vuole una società libera, equa, garantista; che punta allo sviluppo e alla crescita, che intende favorire  gli investimenti, i consumi, la occupazione. Non può esserci ripresa economica e nuovo sviluppo senza ridurre la pressione fiscale ormai a livelli insostenibili. Non può esserci equità e senso di giustizia quando si pretende di tassare la casa, ciò che noi consideriamo un valore e che Monti e la sinistra invece considerano un reddito da colpire. Gli italiani sono chiamati a scegliere tra uno Stato padrone che controlla ogni attività dei cittadini-sudditi, attraverso ad esempio il redditometro, che controlla se abbiamo un cane piuttosto che un gatto in casa, o quanti giochi acquistiamo per i nostri figli, e che, quando abbiamo difficoltà  a pagare anche una semplice contravvenzione, ci triplica le somme da pagare scagliandoci addosso Equitalia, e uno Stato al servizio dei cittadini, che garantisce servizi equivalenti al peso delle tasse richieste. Non ci sono altre vie; il voto di protesta è fine a se stesso. L'astensione è ancora peggio perché, paradossalmente, avvantaggia chi, non andando a votare, si vuole contestare. Quindi l'invito che sento di fare infine è soprattutto quello di andare a votare. Votare per contare.  E poi un voto utile al Paese. Il voto più utile quello al PdL. 
 
 
 


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