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MELUCCI ABBANDONA IL CONGRESSO DEL PD

Pubblicato da: Categoria: Politica

19
OTT
2017
Il Sindaco di Taranto c’è e ci tiene a far sapere che intende lavorare per la città e che vuole perseguire la strada delle regole contro il clima di livore, volgarità, sotterfugio, disfattismo, disprezzo delle regole, ansia da poltrona del quale era intriso il partito di maggioranza, e dichiara di avere un progetto attrattivo per il futuro della comunità
Che Rinaldo Melucci fosse uno tosto lo avevamo capito sin dopo il suo insediamento quando, andando contro quella che sarebbe stata la logica, aveva scelto gli assessori senza considerare affatto chi avesse incamerato più voti, quegli stessi voti che avevano, di fatto, decretato la sua elezione a Sindaco. Ovviamente, che abbia sancito una sorta di alleanza con il Governatore di Puglia, è sotto gli occhi di tutti, soprattutto evidenziata dalle deleghe conferite a persone lontane da Taranto (e non ci riferiamo solo ai due baresi in giunta).
Poi il silenzio quasi totale finché, quando meno te lo aspetti, eccolo sparare cannonate a destra e manca, dando un segnale forte della sua presenza in città e per la città.
Innanzitutto lo si vede subito al fianco degli operai dell’Ilva, nella giornata di sciopero per gli esuberi, col piglio giusto di chi ha intenzione di non mollare nulla ai nuovi proprietari. Poi arriva il congresso del Pd e, in questo caso, dà il meglio di se, abbandonando l’aula adirato più che mai e lanciando, subito dopo, più che un comunicato, una vero e proprio “Non avete capito con chi avete a che fare”. Ecco, di seguito, la sua reazione: “Quando sono arrivato in politica, pochi mesi orsono, ho compreso abbastanza in fretta che il rilancio della città ed una buona azione amministrativa nel tempo passavano per la crescita di una nuova classe dirigente e la capacità di fare vita di partito fondata su valori e competenze. Come a giugno ho ringraziato i quasi 27 mila tarantini che hanno voluto dare fiducia a questa visione, oggi posso ringraziare le quasi 1000 persone che, tra capoluogo e provincia, si sono riavvicinate alla politica cariche di entusiasmo e spirito di servizio, tesserandosi al Partito Democratico in vista della tornata congressuale ormai alle porte. Purtroppo, si è avuta ampia conferma in questi ultimi giorni che il clima di livore, volgarità, sotterfugio, disfattismo, disprezzo delle regole, ansia da poltrona, del quale era intriso questo partito, è lungi dall’essere superato dalla vittoria elettorale, lungi da potersi ricomporre in un progetto attrattivo per il futuro della nostra comunità. Io non posso aderire a questo circo, ho raccontato un altro modo di intendere la politica ai cittadini, il Sindaco di Taranto si dissocia da questo congresso del PD, non riconoscerà come interlocutori gli attori di questo scempio, e ne ha già dato notizia ai vertici regionali e nazionali. Anche perché il rinnovamento e il richiamo all’unità erano precise richieste dello stesso segretario nazionale Matteo Renzi, che solo qualche settima fa aveva posto al partito, per l’appunto, queste condizioni maestre. Sbarrare la strada con mezzi squallidi alle nuove energie non può raccogliere il suo e soprattutto il mio favore. Quella che attraverso questo congresso poteva rappresentare una manna dal cielo per il Pd ionico è stata avvertita come uno spauracchio da una classe dirigente che ha sin qui fallito su tutta la linea e che avuto l’unico risultato di allontanare le persone dal partito. A Gianfranco Lopane ribadisco tutta la stima e la gratitudine per il compito che con coraggio si era assunto. Continuerò insieme a lui e a quegli iscritti a lavorare per la riforma della politica tarantina, ma ora abbiamo da dedicarci tutti quanti a cose più serie, a cominciare dalla madre di tutte le battaglie che
è rappresentata dall’Ilva. Buona fortuna a tutti noi”.
Non sarà facile andare avanti in questa maniera ma crediamo che il fatto che intenda occuparsi della città e delle sue problematiche, sicuramente lo pone in maniera diversa verso la popolazione che attende segnali forti dalla politica. La gente non cerca i nomi, ma vuole i fatti. Vedremo come andrà a finire.


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