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Enzo Bianchi/Questione di fiducia

Pubblicato da: Categoria: Cultura

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LUG
2014
Il priore e fondatore della Comunità di Bose fa visita ai monaci di Ostini e risponde alle domande del pubblico: non poteva mancare quella sull’amore, che ha bisogno di una cosa soprattutto 
 
“Trovare in Gesù le tracce di Dio”, sono trascorsi diversi giorni dall’incontro con Enzo Bianchi, eppure mentre osservo incantata il mare, queste parole mi tornano alla mente.
Ho di fronte una distesa d’acqua limpidissima, che offre tutte le sfumature del blu non negandosi al verde: sarà il fascino dello Ionio o solo e soltanto la grandezza di Dio espressa nella natura.
Ed è inevitabile: penso al 22 giugno, quando, come ormai consuetudine, il priore e fondatore della Comunità di Bose fa visita ai monaci di Ostuni.
Ha parlato per quasi tre ore senza pausa alcuna, prima sull’argomento scelto per noi e poi rispondendo senza riserve agli interrogativi delle persone presenti, tantissime, come sempre.
Quello che più mi affascina è la sua capacità di aiutare a riflettere, di elargire pillole di saggezza e insegnamenti utili e necessari alla nostra vita quotidiana, parlando di Buona Novella.
E così, mentre racconta della vita di quest’Uomo vissuto più di duemila anni fa, viene subito alla luce che con Lui c’erano delle donne, che in un’epoca in cui queste non avevano voce in capitolo, Lui le ascolta, Lui parla con loro, Lui è loro amico. Sono le donne che lo accompagnano lungo l’ultimo tragitto della vita e gli sono accanto anche dopo.
E coglie l’occasione per dire che a tutto ciò la Chiesa in futuro dovrà pensarci e che con le donne ha ancora i conti da saldare.
Di Lui parla come un Uomo di rottura: verso i legami di sangue, che non devono mai ostacolare la libertà e le scelte di ciascuno; verso il tempio, nel quale si reca solo per predicare e mai per compiere sacrifici; verso la terra, con la quale non ha alcun legame.
Mentre parla come un fiume in piena c’è spazio per i peccatori, per coloro che in realtà, hanno voglia di cambiar vita, per i quali la vergogna è foriera di pentimento e cambiamento, “prima del peccato vediamo la sofferenza”.
Non poteva mancare tra le domande quella sull’Amore, che Enzo Bianchi definisce amicizia elettiva, amore che nasce quando posso mettere fiducia nell’altro.
A questo proposito, un accenno alle nuove generazioni: sempre connesse, in contatto virtuale con il mondo intero, ma ben poco “faccia a faccia, mano nella mano”.
Qualcuno a proposito dell’amore lo invita a parlare del celibato per i religiosi, lui afferma che si tratta di una legge, non di un dogma, ma va pensato e studiato per bene, molto bene. Basti pensare che tra i pastori protestanti ben il 60% sono divorziati.
Forse avrebbe continuato a parlare ancora, ma è tardi e l’indomani ha un appuntamento importante: alle 11.00 sarà ricevuto in udienza privata da Papa Francesco.
Pensare all’incontro tra questi due grandi uomini del nostro tempo, mi riempie di gioia e serenità, come il mare che ho dinanzi a me, tutti doni dello stesso Uomo, nel quale  ho imparato a riconoscere le tracce di Suo padre.
 


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