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Marco Epicochi /Carta, sapienza e pazienza

Pubblicato da: Categoria: CULTURA

21
NOV
2014
Il Salento risponde a Salvini con l’Alberto da Giussano “terrone” in cartapesta monocromatico, opera del maestro, consegnato durante il “Porta a porta” di Vespa
 
 
I maestri  della cartapesta come Marco Epicochi sono rari, unici  nel loro stile, ricercati e preziosi, alla solida preparazione tecnica uniscono creatività, passione, talento, pazienza  e precisione. 
Questo accade anche nella piccola bottega di Marco Epicochi, sita in piazza Duomo, nel cuore di Lecce. Marco è un maestro della cartapesta con uno stile inconfondibile. Ogni sua opera ha il marchio inconfondibile della sua passione, anima ed espressività.
Nei giorni appena trascorsi, la sua arte ha avuto ulteriore visibilità e un giusto riconoscimento grazie alla consegna dell'Alberto da Giussano in cartapesta a Matteo Salvini della Lega Nord, avvenuta durante il programma “Porta a Porta” condotto da Bruno Vespa.
 
Quando e come nasce  la sua passione per l’antica arte della cartapesta?
«La mia passione è scaturita dall'aver vissuto nella casa dei nonni materni: il mio caro nonno era un maestro "puparo", cioè realizzava i pupi in terracotta per la fiera di dicembre di S.Lucia. Da bambino respiravo costantemente l'aria sana e genuina che accompagnava i preparativi. Mio nonno, attraverso  sapienza e pazienza, ha saputo trasmettermi la sua arte, poi negli anni ho frequentato diverse botteghe conoscendo le tante tecniche e maestrie».
 
La cultura della “bottega d’arte”, con le sue sperimentazioni e innovazioni, è ancora oggi  alla base del successo del Made in Italy come sinonimo di uno stile unico e riconoscibile,  un laboratorio non solo di tecniche, ma anche e soprattutto di idee, tecnica,  passione, creatività, rigore e talento. Che cosa significa essere un maestro d’arte oggi?
«Considerando i tempi odierni, essere un maestro d’arte richiede tanta passione, pazienza e molto amore per  questa antichissima arte. Il passato ci insegna che dai momenti di profondo sacrificio, arriveranno le grandi soddisfazioni; di certo sono entusiasta ogni volta che realizzo una mia  opera ed è motivo d 'ơrgoglio ricevere degli apprezzamenti».
 
Nei giorni appena trascorsi, la sua arte ha avuto ulteriore visibilità e un giusto riconoscimento grazie alla consegna dell'Alberto da Giussano in cartapesta monocromatico a Matteo Salvini della Lega Nord, avvenuta durante il programma “Porta a Porta” condotto da Bruno Vespa. Ci parli di questo importante riconoscimento per lei. Come nasce questa idea e qual è stata la reazione emotiva di Salvini? 
«L'idea di realizzare la statuetta dell'Alberto da Giussano è sorta improvvisamente, quattro giorni prima, l'inviato rai, Mauro Giliberti, tramite Bruno Vespa, mi ha proposto di mettere in piedi dal nulla una statuetta in cartapesta per consegnarla durante la  trasmissione a Matteo Salvini. Ho colto l’occasione accettando senza pensarci, cercando di realizzarla in tempi record. Ero un po’ spaventato dal poco tempo a disposizione, ma la forza di volontà e l’orgoglio di essere stato scelto tra tanti cartapestai, hanno permesso che mettessi in piedi un piccolo capolavoro stilizzato, ricevendo di conseguenza i complimenti di Vespa e dello stesso Salvini».
 
In passato altre sue opere hanno visto degno riconoscimento fuori dal nostro territorio pugliese, come la statua di S.Caterina d'Alessandria che è esposta a  Betlemme nel santuario della stessa, oppure l’opera realizzata per  una cappella interna al Vaticano. A quale opera si sente più legato e perché?
«Nel corso degli anni tante mie opere sono state esposte in molte chiese, alberghi e case.  Sicuramente la statua di S. Caterina d'Alessandria, che si trova a Betlemme, è quella che ricordo con tanto entusiasmo, soprattutto per il luogo in cui si trova. Una terra così martoriata da scontri tra persone di diverse vedute, ma anche terra che ha visto nascere la fede il nostro Signore. Ogni opera che realizzo ha un’anima e una storia, grande o piccola che sia. Tutte le volte che vendo una mia opera è sempre un pezzo di me che le persone portano via con loro».
 
Quali sono le varie fasi per realizzare un manufatto in cartapesta?
«Le fasi della lavorazioni sono tante e lunghe. Un bravo artigiano della cartapesta deve saper modellare, conoscere bene l’anatomia, essere un bravo sarto e soprattutto un pittore. Tutto inizia modellando con l’argilla  le parti estreme della statua, cioè testa, mani e piedi, poi occorre mettere il tutto in cottura in forno che raggiunge la temperatura di 1000 gradi. In base alle dimensioni delle stesse, si procede alla realizzazione del bustino che ha un’anima di filo di ferro e la parte anatomica in paglia avvolta da  spago per pescatori. Si procede nell’attaccare le estremità, si inizia a preparare la colla, come veniva fatta anticamente, cioè con farina e acqua, subito dopo viene messa a bollire finché non diventa cremosa e successivamente si  aggiunge del solfato di rame. Avendo questi elementi si può iniziare a vestire con della carta particolare priva di cellulosa. Una volta vestita si lascia ad asciugare e si passa a fuocheggiare con dei ferri che si scaldano nei carboni ardenti, imprimendoli poi sulla carta. La tecnica del fuocheggiato può essere lasciata con l’effetto del bruciacchiato oppure  si può colorare o gessare, come le statue di arte sacra».
 
Negli ultimi anni c’è stata una forte rivalutazione di questa antichissima arte che si impara “a bottega” e questo dimostra che l’eredità storica, tecnica e artistica non è stata spazzata via dall’industria. Lecce è annoverata tra le città dell’arte della cartapesta e ha un mercato molto ampio. Come vede il futuro di questa inestimabile arte?
«L’amore che nutro per questa bellissima arte cerco costantemente  di mantenerlo vivo e di trasmetterlo ai miei bambini. Il nostro Salento, insieme al barocco, alle bellezze panoramiche delle nostre coste, porta avanti da circa quattro secoli la tradizione della cartapesta. Questa è un’arte ereditata dai nostri grandi maestri  che hanno saputo affermarla e farla  conosce al mondo. Il futuro di questa nostra  arte, per quanto mi riguarda, è  nell’innovazione, nella ricerca della stessa materia dando sempre più un’espressività senza mai cambiare le radici».
 
 


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