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Martina Franca/Sinergie cercasi

Pubblicato da: Categoria: Cultura

28
DIC
2012

 

“Colori di Natale”, la mostra pittorica allestita da docenti e studenti della sezione del Liceo Artistico “Lisippo”, impone il coinvolgimento delle istituzioni politiche perché non venga intaccato il “capitale emotivo” che ancora resiste nelle scuole del nostro territorio
 
E' un vero peccato che  "Colori di Natale", la mostra inaugurata il 22 dicembre presso la sede del Liceo Artistico, in via Ceglie,  a Martina Franca, realizzata e allestita da alunni e docenti dello stesso liceo, non possa essere fruita dal territorio in queste giornate festive, in quanto la struttura che ospita la scuola, come del resto tutti gli edifici scolastici, durante le vacanze natalizie resta chiusa e mancano spazi alternativi da utilizzare non tanto per gratificare il lavoro che quotidianamente si compie nelle aule scolastiche, quanto per avere l'opportunità di far comprendere alla collettività quali sono le risorse umane, in termini di intelligenze e creatività, di cui il territorio dispone e, soprattutto, quali sono gli strumenti del comunicare delle nuove generazioni, quale il loro sentire e la loro sensibilità. Le mutate modalità di apprendimento di studentesse e studenti, gli interessi delle nuove generazioni le cui chiavi d'accesso ai saperi sono rappresentate dalle tecnologie, di fatto impongono una vera e propria rivoluzione della didattica e l'abbandono tout court della lezione frontale a favore di strategie d'insegnamento  per gruppi di studenti, anche a classi aperte e di età differenti,  che stimolino la curiosità su problemi vicini agli interessi delle nuove generazioni. Se la  creatività giovanile va alimentata e sostenuta da una scuola che renda possibile il pensiero critico che è sempre divergente, attraverso il superamento della lezione frontale di tipo trasmissivo e la costruzione nei discenti di competenze trasversali sperimentate sul campo, gomito a gomito ai molteplici problemi che la società ci pone; d’altro canto la scuola va sostenuta dal territorio e dalle altre  istituzioni che in esso operano, in un agire sinergico, fortemente politico, nell’accezione classica del termine.  L’innovazione e la razionalizzazione del sistema scolastico, che ahimé si stanno giocando su un terreno alquanto vischioso, caratterizzato dal restringimento e dai tagli dei fondi all’istruzione, vanno seguite ed accompagnate da interventi definiti in modo permanente e non episodico, per dare origine ad un clima di cooperazione che percorra verticalmente i diversi livelli istituzionali coinvolti e colmi lo iato esistente tra chi è al vertice del sistema, con compiti di indirizzo e di programmazione e chi, invece, sta alla base del sistema, impegnato nell’erogazione materiale dei servizi e nel mantenimento di rapporti positivi con  famiglie e stakeholder del territorio.  Il rischio derivante dalla mancanza di quest’azione sinergica è che venga intaccato il “capitale emotivo” degli operatori dell’educazione, cioè quel potenziale di volizione, caparbietà, amore per il proprio mestiere, insito nel lavoro quotidiano di chiunque sia appassionato alla propria professione e che, all’interno delle istituzioni scolastiche, prenda forma una sorta di nichilismo professionale, conseguente alla percepita perdita di valore e di finalità del proprio lavoro.
 


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