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Gioie e fatiche del matrimonio


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Pubblicato da: Categoria: CULTURA

30
GIU
2016
Amoris Laetitia “cambierà molte cose nella storia della Chiesa”, così Enzo Bianchi esordisce in quel di Ostuni, nella comunità di Bose, in un bellissimo pomeriggio di giugno durante il quale mi ritrovo ad ascoltare profonde riflessioni, considerazioni, citazioni, che mi aiutano sì a comprendere questo documento della Chiesa, ma soprattutto ad apprezzare ancor più il nostro Papa.
In questa mia condivisione conviveranno due serate vissute sulle paroledi quest’ultima, meravigliosa enciclica di Papa Francesco. Don Angelo Panzetta, preside della Facoltà Teologica Pugliese e il Priore della comunità di Bose hanno fatto in due momenti diversi, ai quali ho preso parte, un’attenta analisi.
Si tratta di un documento che il Papa consiglia di leggere “piano piano”. E questo è il mio approccio verso queste pagine che focalizzano alcuni aspetti della vita matrimoniale.
Sicuramente le encicliche che l’hanno preceduta sono delle summae dottrinali, questa in vero stile Bergoglio, si muove tra le mura domestiche, fotografa situazioni e vissuti quotidiani di una coppia dei nostri giorni. “Non il matrimonio ideale, ma il matrimonio nella fatica quotidiana”, dice Enzo Bianchi.
Don Angelo Panzetta ama affermare che questo documento altro non è che un banchetto nunziale con dieci portate, tante quanti sono i capitoli.
Partendo dall’introduzione: l’antipasto, si giunge al primo capitolo, qui viene servita la Sacra Scrittura, nella quale c’è la storia “artigianale” della famiglia. Convivono modelli eccellenti d’amore, ma anche storie terribili: amore imperfetto, ferito, vulnerabile. “Nella storia della salvezza non si butta niente. Anche le famiglie imperfette hanno avuto un ruolo importante, il disegno salvifico di Dio, che passa anche attraverso le fragilità”.
Il secondo capitolo guarda da vicino la situazione attuale: l’instabilità dei legami, la violenza sulle donne, lo “scarto” degli anziani.
“Il vero tarlo, oggi, del matrimonio è l’individualismo!”. L’Amore è l’unico antidoto, perché è dono, apertura, empatia, arte del prendersi cura dell’altro!
Amoris Laetitia: “Gioia dell’amore!”, questo il tema centrale del quarto capitolo: cuore di tutto il documento, nel quale è indicata la strada da percorrere per riscoprire la gioia dell’amore,  in Cristo.
E qui un’altra grossa novità stile Papa Francesco: si fa riferimento a Nek e alla sua canzone “Se non ami”, ma anche a Fromm, a film di ultima generazione, a libri sull’argomento. E’ la prima volta che un’enciclica, un documento ufficiale della Chiesa, fa citazioni di codesta natura. Penso sempre di più che questo Papa sia un dono.
Tra una portata e l’altra, emerge sempre più l’idea che la Chiesa, nella sua pastorale familiare, debba farsi carico delle fragilità che le storie di coppia, soprattutto oggi, evidenziano, una Chiesa ospedale da campo, capace di curare le ferite e ridare forza e vita a questo percorso d’amore che ha la gioia come unica prerogativa possibile.
“Non è facile per i giovani di oggi che vivono in tutto situazioni di precarietà pensare a qualcosa che sia - Per Sempre!” -, riflette Enzo Bianchi.
260 pagine che non hanno alcuna finalità dottrinale, ma solo pastorale.
A questo banchetto siedono i conviventi, i divorziati, coloro  che hanno scelto di unirsi civilmente, per loro  non c’è una nuova norma da seguire, soltanto discernimento “pastorale e personale” , non sono assolutamente preclusi i mezzi di grazia, né tantomeno sono chiuse le porte dei sacramenti.
A questo proposito Enzo Bianchi ci tiene a precisare che “L’Eucarestia non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio, un viatico, per i deboli”.
Afferma anche che quest’Enciclica non è un documento completo, ma che richiede la capacità di essere attuata da sacerdoti e vescovi, capaci di accompagnare e discernere per integrare… sono pronti e preparati per questo?
Penso che questo sia un interrogativo presente anche nella mente di Papa Francesco, che auspica una Chiesa che abbia più a cuore le persone che la legge, una Chiesa capace di discernere, una Chiesa che agisca secondo coscienza: vicaria di Dio.
“Se il Papa mi ordina qualcosa, prima brindo al Papa: cin cin!!! Poi sento e seguo la mia coscienza”  come ebbe a dire il cardinal John Henry  Newman.
 


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