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SAN GIUSEPPE A MONTEPARANO /UN VIAGGIO TRA "ALTARINI" E TRADIZIONI

Pubblicato da: Categoria: CULTURA

21
MAR
2017

Nella provincia jonica, da tempo immemorabile, è molto sentito il culto verso San Giuseppe. Il rituale è più o meno simile basandosi sulla processione con la statua del Santo e nell’accensione sui falò che rappresentano l’orgoglio di ciascuna comunità cittadina.
Eppure dal Salento al Tarantino esiste una terza forma devozionale che si estrinseca nelle “Tavolate di San Giuseppe” che sono organizzate e finanziate dalle famiglie private che continuano una tradizione secolare e che intendono ringraziare il Santo per una grazia ricevuta.
Prendiamo come punti di riferimento soltanto tre paesi: San Marzano di San Giuseppe, Lizzano e Monteparano, tre paesi e tre tradizioni.
Un tempo quando i poveri erano veramente tali arrivavano in questi paesi molti giorni prima della festa e si prenotavano per portare a casa il pane benedetto di San Giuseppe. Domenica scorsa abbiamo visitato alcune di queste tavolate e siamo rimasti incantati per la bellezza e per l’accoglienza ricevuta.
La Tavolata devozionale di Monteparano  prevede che durante l’assaggio da parte dei Santi (Gesù, Maria, Giuseppe, Anna e Gioacchino) delle pietanze vengano serviti questi piatti: insalata di lattuga lunga, arancia non a spicchi ma tagliata a fette con l’intera buccia e condita con il pepe. C’è anche posto per la purea di fave, con alici salate, pepe e garofano, zuppa di ceci, zuppa di fagioli, cavolfiori anche fritti, baccalà al sugo  e fritto, lampascioni al sugo e fritti, riso e cozze, ma soprattutto la massa per la quale non mancherà l’occasione per soffermarci perché necessita di una lunga e tradizionale preparazione che, talvolta, ha prodotto dei veri miracoli perché l’olio santo che viene cosparso sulla massa con le cozze e il pepe perché, talvolta, pur bollendo lentamente ha visto aumentato il volume dello stesso.
Nel pentolone si cuoce la massa eppure, lo abbiamo constatato di persona, i manici scottano ma il fondo del pentolone resta freddo.
Infine in tutto questo bendidio non mancano le cartellate, impasto di farina di bianca, uova intere, garofano e cannella, fritte e passate nel miele.
Come si vede si tratta di tradizioni che hanno il fascino di un tempo ma che necessitano di essere conosciute per evitarne la perdita.
 



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