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Simone Gismondi/Me, myself and thePLAYERS

Pubblicato da: Categoria: Cultura

20
LUG
2017

Fra le "tigri di carta" la sua è la più chic, destinata a lettori contemporanei e globali. Tra i protagonisti, i meccanismi, le lavorazioni e le materie prime, ecco le pagine dove incontrare il meglio della moda e del lifestyle

Classe 1971, Simone Gismondi è un editore fiorentino che nel 2014 ha fondato il magazine thePLAYERS, una rivista su materiali, collezioni e aziende protagoniste della moda e del lifestyle. Lo abbiamo incontrato lo scorso giugno a Firenze, in occasione dell'edizione 92 di PittiUomo

Come è nata l’idea di dare vita ad un nuovo magazine maschile?
Oggi fondare una nuova rivista su carta, che non sia solo online, è un azzardo. Tuttavia, come spesso accade, non c’è ragionamento economico che possa competere con un’idea nata dalla passione, e il magazine thePLAYERS rispecchia intimamente le cose che mi piacciono, il mio mondo, le mie passioni. Ho pensato che prima di tutto dovesse essere un oggetto bello e particolare: sia al tatto, grazie all’uso di una carta particolare, sia visivamente, per trasmettere quelle sensazioni che difficilmente un qualche device può dare. La grafica l’ho pensata pulita ed essenziale, con un forte e continuo utilizzo delle illustrazioni, a partire dalla copertina. A questo scopo mi avvalgo di formidabili illustratori e di veri e propri artisti, che garantiscono quel carattere di unicità e di soluzioni grafiche sempre diverse. Di fatto, possiamo definirla una rivista sartoriale, dove ogni numero è un viaggio da collezionare, e proprio queste caratteristiche ne stanno determinando il successo.

A chi si rivolge? Chi è il lettore tipo?
Come editori, collaboriamo da sempre con Pitti Immagine, pertanto avevo ben presente quello che era il mondo di riferimento della moda maschile: sia come contenuti, sia come utenti finali, che ho immaginato essere dei “players” contemporanei.

Da qui il nome della rivista, chi è allora il tuo protagonista contemporaneo? Come lo hai immaginato?
Mi sono immaginato un moderno “player”, un protagonista contemporaneo e globale. Il player che ho pensato è un uomo colto, raffinato, curioso, non ha età, è dinamico e agile nel pensare. Della moda non gli basta sapere quale sarà la palette della stagione, ma vuol conoscere i protagonisti, i meccanismi, le lavorazioni e le materie prime per essere un fruitore consapevole, attento ed esigente. Il mio protagonista si nutre di passioni e sfide, ama l’arte senza snobismi. Adora e si trova a suo agio nel ristorante stellato non rifugge e ama lo street food e le sue tradizioni. E’ sempre informato e connesso col mondo, ma i libri gli danno ancora un piacere fisico, grazie al tipico odore della stampa. Il player è un viaggiatore instancabile, sia solo per un fugace weekend sia per un lungo e complesso viaggio. Ama condividere in tempo reale le immagini catturate in posti esotici o in frenetiche metropoli del Far East, ma allo stesso tempo porta sempre un taccuino dove disegnare le meraviglie che lo colpiscono e annotare pensieri e spunti da condividere.

Dunque, dal tuo osservatorio privilegiato cosa non deve mancare nel guardaroba del nostro player?
Quando penso al guardaroba perfetto dell’uomo contemporaneo, mi viene sempre in mente l’immagine di un arcipelago, in cui tante isole diverse tra loro sono unite da un legame invisibile. In ogni circostanza, lavorativa o di tempo libero, si dovrebbe indossare l’outfit giusto, ovvero quello che ti fa stare bene con te stesso, ma allo stesso tempo è appropriato al contesto in cui ci si trova.
Per questo nel guardaroba ideale dovrebbero trovare spazio capi originali (magari comprati in giro per il mondo), pezzi iconici, abbigliamento vintage, scarpe su misura e abiti bespoke, capi di tendenza e prodotti di ricerca di brand emergenti sapientemente mixati, naturalmente tenendo ben presente il Made in Italy. E a tal proposito la Puglia ci offre un’ampia scelta di aziende manifatturiere di eccellenza, con marchi affermati nei vari segmenti come Tagliatore per i capispalla, Berwich per i pantaloni, Diktat per la maglieria, solo per fare alcuni nomi.

 
Tra i personaggi conosciuti chi ti ha colpito di più, c’è qualche aneddoto curioso ….
Ricordo con piacere l’intervista del primo numero a Tomaso Trussardi, perché si fidò del mio progetto editoriale. Lo ringrazio ancora per il grande credito che mi concesse. Recentemente mi ha molto colpito James Ferragamo, perché nonostante l’importante cognome mi ha trasmesso una grande umiltà ed un grande senso del lavoro, insieme alla consapevolezza che da soli non si è nessuno e per far crescere i progetti è fondamentale il lavoro di squadra. Infine apprezzo molto la determinazione dei nuovi players emergenti, nati blogger, influencer e trasformatisi in designer con importanti collaborazioni con prestigiosi brand della moda.

A quando il prossimo numero di thePLAYERS?
L'appuntamento è per settembre, in occasione dell'edizione nr. 15 di Pitti FRAGRANZE, che quest'anno affronta un tema ancora poco dibattuto nel campo della profumeria e della cosmesi, ovvero come creare un nuovo modello di business all'insegna della sostenibilità. Per l'occasione, uscirà un numero speciale di thePLAYERS dedicato alle news e agli approfondimenti dal mondo della profumeria e del beauty, attraverso servizi, rubriche e interviste. La scorsa edizione di Pitti FRAGRANZE ha registrato oltre 3400 i visitatori provenienti da più di 50 Paesi del mondo.
E sempre in settembre il magazine sarà media partner della manifestazione Première Vision di Parigi, il salone mondiale di tessuti per l’abbigliamento, dove sarà distribuito gratuitamente.



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