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Istantanee/ "Gianni Schicchi" al Festival della Valle d'Itria

Pubblicato da: Categoria: Cultura

3
AGO
2017

Le note di Puccini si diffondono tra i vicoli del centro storico, con un grande Domenico Colaianni che, muovendosi tra gli archi di San Domenico, dà il meglio di sé, vestendo i panni del protagonista

La famosissima opera, su libretto di Giovacchino Forzano, fa parte di un trittico, ma è, sicuramente, la più rappresentata e la più conosciuta.
Un allestimento essenziale, minimale, con panni stesi e componenti della famiglia Donati nel pieno svolgimento delle attività quotidiane, nel manifestarsi senza maschera alcuna perché protetti dall’ "essere in casa" e "ignari" che il pubblico è lì che guarda, che osserva, che spia per una scelta fortemente voluta dal regista Davide Garattini Raimondi.
Il personaggio è collocato da Dante  nel XXX canto dell'Inferno tra i "falsari di persone". Ma, come spesso accade i personaggi di opere liriche, così come i protagonisti di quelle letterarie, non hanno età, sono riconoscibili in ogni periodo storico, arrivano fino a noi senza rughe, senza che la vecchiaia li abbia segnati, perfettamente uguali a se stessi, a tanti uomini del nostro tempo.
Così Gianni Schicchi "amico di famiglia" non "ci pensa due volte" a mancare di rispetto, ad abbandonare il "comune senso civico" pur di ricavarne personali vantaggi. Senza tempo sembra essere, anche, il dolore ipocrita dei parenti del congiunto che da poco ha spirato.
Opera scritta agli inizi dell'900, ma attualissima, così come l'aria "O mio babbino caro" che già dalle prime note ha coinvolto il pubblico, il quale seppur sottovoce ha cantato con la bravissima Carolina Mattioda, avendo nella mente le più versioni dell'indimenticata, Maria Callas, a cui la Fondazione Paolo Grassi ha dedicato una serata,  presentando il libro "Mille e una Callas. Voci e studi" di Avversano e Pellegrini.
La famosa aria dedicata dalla figlia Lauretta al papà Gianni Schicchi, ha altresì coinvolto i bambini, allievi del progetto "Mettiamoci all'Opera" che come ogni anno diventano protagonisti del Festival sotto la guida dell'impareggiabile  maestro Angela Lacarbonara che quest'anno li ha diretti in "C'era una volta Gianni Schicchi". I bambini, alcuni di soli quattro anni, hanno diviso il palco con i i principali cantanti attori dell'opera,  cimentandosi con un testo reso ancor più comprensibile dalla voce narrante. Il pubblico,  ha molto apprezzato la volontà della Fondazione di avvicinare  i piccoli a questa forma di cultura e di arte, che erroneamente si crede essere così distante dai bambini.
Ora non ci resta che seguire le ultime note di questa 43ª edizione del Festival della Valle d’Itria, che ha entusiasmato e soddisfatto pubblico e critica.



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