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Scuola/Chi è davvero il più bravo

Pubblicato da: Categoria: Cultura

10
AGO
2017

I risultati ufficiali del Ministero mettono sul podio del primo posto gli studenti pugliesi per gli esami di maturità ma dal Nord rispunta la polemica con la quale si fa presente che con gli Invalsi i risultati sono diametralmente opposti

Da circa un mese il Ministero della Pubblica Istruzione ha reso noti i risultati degli esami di maturità e, come accade ormai da alcuni anni, anche quest’anno la Puglia con i suoi 944 studenti che hanno conseguito la maturità con la votazione di 100 e 100 e lode si è classificata al primo posto lasciando nel basso della classifica la Lombardia con 337 studenti da 100 e 100 e lode. Il dato è chiaro, ma la polemica è scoppiata anche questa estate e in maniera sempre più rovente come il caldo di questa infinita e torrida estate dalle temperature africane.
La polemica è una di quelle “alleate” nella vita dell’uomo che viene fuori quando fa comodo allo stesso.
Nel nostro caso non è il Sud, con i suoi ottimi risultati conseguiti in Puglia e nelle altre regioni meridionali, a far montare la polemica ma il Nord al quale non va giù il fatto che i risultati degli Invalsi (prova nazionale con la quale ogni anno vengono monitorati gli studenti delle seconde classi delle scuole superiori su test riguardanti l’italiano e la matematica) siano migliori al Sud e non al Nord che occupa nella graduatoria le ultime posizioni.
Vero è che le prove Invalsi si riferiscono agli studenti delle seconde e non delle quinte classi delle scuole superiori, quindi la polemica risulta inutile e sterile anche nei commenti espressi dai responsabili degli Invalsi che sostengono che una cosa è l’esame di maturità, altra, molto diversa, è la prova Invalsi.
A chi fa presente che gli studenti del Sud escono sconfitti dalle prove Invalsi, si obietta dicendo che è vero il risultato degli Invalsi, ma gli stessi studenti ne prendono atto e giungono dopo tre anni alla maturità adeguatamente preparati.
Ma vediamo di capire bene come stanno le cose giusto per far chiarezza e per renderci conto che anche questo primato di voti alla maturità da parte degli studenti del Sud finisce per danneggiare il Meridione del nostro Paese sotto altri aspetti che vedremo a conclusione.
Partiamo dalle varie voci, ciascuna espressa in voti che, sommate, formano la votazione finale.
La prima voce riguarda il voto di ammissione agli esami che viene espresso da tutti i docenti che compongono il Consiglio di classe.
Dall’anno scolastico 2017-18 nelle prove Invalsi sarà inserita anche la prova di lingua inglese e a partire dal’anno scolastico 2018-19 le prove Invalsi saranno svolte anche dagli studenti delle quinte classi e i risultati andranno ad aggiungersi ai voti che formano la voce “ammissione agli esami”.
Oggi la normativa vigente prevede che ai voti riportati dallo studente nel corso dell’anno si possano aggiungere ulteriori voti derivanti da un massimo di 25 crediti formativi doverosamente documentati.
Al voto di ammissione si aggiungono i voti riportati nelle tre prove scritte di esame previste dal vigente regolamento e i voti del colloquio orale. Così si può raggiungere il massimo di 100 e 100 e lode. La lode viene assegnata solo se c’è un voto pieno in tutte le prove. Quindi la lode non viene “regalata” come malignano i nordisti.
C’è chi sostiene che oggi lo studente è agevolato perché i commissari d’esame sono docenti interni alla scuola e non esterni come nel passato, ma è anche vero che tutto ciò vale anche per gli studenti del Nord. I più maligni sostengono che i professori che operano al Sud sono di manica larga rispetto a quelli del Nord dimenticando, poverini, che il 70% del corpo docente che opera al Nord proviene dal Sud.
A tutte queste polemiche c’è soltanto una riposta da dare e la risposta viene dagli stessi nostri studenti che ritengono bravissimi i loro docenti che sono capaci, attraverso la scuola, a prepararli per la vita perché possano diventare bravi ed onesti cittadini, ma soprattutto professionisti di valore.
E se scorriamo l’elenco delle persone che ricoprono cariche importanti e di responsabilità a livello italiano ed europeo, non ci meravigliamo più di tanto nel constatare che sono uomini delle nostre terre del Sud.
Stesso discorso vale nel campo della ricerca medica e universitaria per cui dire “scienziato italiano” significa dire scienziato italiano nato e formato nel profondo Sud.
C’è da aggiungere che chi riporta 100 o 100 e lode non solo vede il giusto riconoscimento alla carriera scolastica, ma tali voti pesano anche ai fini dell’ammissione ai corsi ad accesso programmato come Medicina, inoltre la massima votazione dà diritto a sconti o esenzione sulle tasse universitarie.
Con la lode lo studente riceve anche un bonus in denaro dal Ministero dell’Istruzione che lo scorso anno fu di 370 euro per studente per agevolarlo nel proseguimento degli studi.
Tali risultati eccellenti non portano però al Sud ciò che si attenderebbe perché gran parte di questi “cervelloni superbravi” decidono di lasciare il Sud, di emigrare al Nord o nei Paesi europei e così provocano un danno al nostro Sud a vantaggio delle terre pronte ad ospitarle.
Ci piace concludere la presente nota con una notizia dell’ultim’ora che conferma che le valutazioni espresse sui nostri studenti non sono “gonfiate” ma meritate tanto da essere ciascuno dei 944 superbravi di quest’anno autorizzato a gridare ai quattro venti: “il primo della classe sono io”.
La notizia di cronaca è che è nativo della salernitana Sicignano il docente più giovane di ruolo di Italia. Ha soltanto 22 anni, si chiama Aldo Botta e andrà ad insegnare clarinetto a Nocera Inferiore.
Come ha raggiunto tale traguardo? Dopo aver conseguito il diploma ha studiato e si è preparato al concorso e per suoi meriti ha sbarazzato colleghi che, pur quarantenni o cinquantenni, concorrevano per un posto di docenza di ruolo.
Questi sì che sono esempi da seguire!



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